Il mattino del 5 Aprile parto in direzione Spagna ma piove ancora. Sono molto delusa. La temperatura è di 5°C ma devo continuare il mio percorso. Guido con attenzione giù per la strada tortuosa ripida e bagnata. In molte occasioni ho sentito le gomme slittare e mi sono chiesta se fosse a causa del fatto che fossero nuove. Perciò ho dovuto fare ancor più attenzione. Il viaggio è mooolto freddo e ho tremato per tutto il tempo. Entro in Spagna senza problemi. È un sollievo vedere dei cartelli di cui capisco il significato. Questo dovrebbe essere un bel tragitto serpeggiante e vedo un fiume molto verde, più verde del fiume Neretva in Mostar, ma fa così freddo che non mi fermo a far foto. Non è divertente viaggiare al freddo e sotto la pioggia specialmente se la tua moto non ha le manopole riscaldate.

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Ho dovuto pagare il pedaggio 4 volte per entrare a Barcellona dai tunnel. Avrei dovuto prendere un’altra strada ma avevo freddo e volevo arrivare il prima possibile. Il totale ammonta a quasi 20 € per una distanza di 170 km (la parte spagnola). Dopo aver viaggiato per 206 km arrivo a Barcellona ma incontro delle difficoltà nel trovare la casa della mia ospite. Ho dovuto chiedere aiuto a un abitante per chiamarla. Rimango solo 2 notti qui in quanto sono già stata a Barcellona prima d’ora. Durante il mio soggiorno riesco a visitare la Sagrada Familia, Plaza Catalunya, Sant Pau e la Rambla. Sagrada Familia è così emozionante che non posso fare a meno di osservarla a lungo, chiedendomi come Antoni Gaudi abbia potuto realizzare questa stupenda cattedrale. Le gru e le impalcature che la circondano sono le uniche cose che ne rovinano la vista.
Il mio incubo peggiore accade il giorno in cui lascio Barcellona. La mattina non riesco a far partire la moto. Nessun suono veniva prodotto dopo aver premuto il pulsante di avvio. Ho chiesto alla mia ospite di spingere la moto e il motore è riuscito ad avviarsi. Mi dirigo verso sud. Il vento è incredibilmente forte dopo aver passato Tarragona. Sembra il vento sulla Ruta 40. È stato stressante perché a differenza della quiete di Ruta 40, qui c’erano molti veicoli in strada. Il peggio è stato dover percorrere un sacco di alti cavalcavia. È stato terrificante quando la mia piccola moto è spinta sull’altro lato della strada. Poi ho spento il motore per fare rifornimento e la stessa cosa si è ripetuta. La moto non ripartiva e ho dovuto chiedere a qualcuno di spingerla. Fortunatamente il motore è ripartito. Mi sto preoccupando e mi chiedo quale possa essere il problema, ma mi sono detta di stare calma e che avrei trovato un meccanico una volta raggiunta la mia destinazione.

Anche il gps sta testando la mia pazienza oggi. Dopo averlo riparato a Lima, oggi lo schermo si è bloccato di nuovo dopo avermi fatto entrare a Valencia. Ho sprecato un’ora cercando di trovare la strada per uscire dalla città. Però sono riuscita a vedere un bellissimo castello e degli edifici storici. Ho attraversato anche molti campi di arance.

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Siccome il tragitto di oggi è lungo, ho dovuto fare rifornimento per la seconda volta. Questa volta non ho avuto fortuna. La moto non è riuscita a partire anche dopo averla spinta, e la stazione di servizio è l’unico edificio sull’autostrada. GD non mi ha mai abbandonata prima, mi domando quali siano le cause. Sono preoccupata in quanto la mancata accensione della moto significa che devo trovare un modo per trasportarla all’officina meccanica più vicina ed il costo non sarebbe stato basso. L’impiegata della stazione di servizio non vuole aiutarmi, ma fortunatamente in quel momento c’è un ragazzo bulgaro (anche lui motociclista) di passaggio con la sua auto. Mi aiuta portandomi dal suo meccanico in un piccolo villaggio vicino a L’Olleria, a circa 5 km da lì. Tuttavia ho dovuto attendere 1 ora e mezzo che il meccanico finisse il suo lavoro prima che potesse controllare la mia moto che ho lasciato alla stazione di servizio. Si sta facendo buio e sono stanca morta e molto affamata. Finalmente il meccanico può seguirci alla mia moto. Dopo il controllo riesce a capire il problema. C’è un corto circuito nel cablaggio dell’accensione, probabilmente dovuto alla pioggia, alla neve e al freddo del tragitto di qualche giorno fa. Il problema viene sistemato nel giro di pochi minuti. Sono così sollevata. Ringrazio Cristoph e il gentile meccanico che non ha voluto nemmeno un soldo da me.

Ormai è già buio e continuo il viaggio anche se ho una pessima visuale di notte. C’è un po’ di vento e fa freddissimo in quanto la temperatura è calata sensibilmente. Fa talmente freddo. In momenti del genere desidero tanto che la mia moto abbia le manopole riscaldate. La strada serpeggia su e giù. Gli ultimi 100 km sembrano durare all’infinito. Finalmente dopo 12 ore e mezzo da quando ho lasciato Barcellona e percorrendo approssimativamente 600 km, sono arrivata sana e salva ad Alicante e riesco a sistemarmi a casa del mio ospite alle 11 di sera. È stata una giornata lunga ma sono felice che alla fine tutto sia andato bene.

Sono sulla strada da 7 mesi ormai. In termini di persone sono veramente fortunata ad aver trovato così tante persone adorabili e aver stretto tante nuove amicizie. Ma in termini di viaggio, per essere franca, non posso ricordare nemmeno una giornata in cui tutto sia andato liscio. Onestamente ogni volta che mi metto in strada ci sono delle difficoltà. È solo una questione di piccole e grandi difficoltà. A volte mi hanno messa alla prova all’inizio, a volte a metà, a volte alla fine della giornata e a volte per tutto il tragitto. Delle volte quanto il tempo era bello, la strada era brutta. Quando la strada era bella, il traffico era pessimo. Quando il panorama era bello, il vento era da impazzire. Quando tutto il resto andava bene, il gps non funzionava. O il mio maps non trovava la mia posizione, o non trovavo il mio alloggio, o mi perdevo…bla bla bla…Riassumendo, senza dubbio ci sono sempre state difficoltà. Niente è mai andato liscio al 100%.
Pensavo che dopo aver fatto il Sud America, l’Europa sarebbe stata una passeggiata. Come mi sbagliavo. Il tempo era burrascoso quando ho lasciato Londra. Ha piovuto tutto il tempo quando sono entrata in Francia. Nevicava e faceva molto freddo in Andorra. E in Spagna? Ancora vento forte. È così stressante quando il vento laterale spinge la mia moto sulla strada bagnata e scivolosa. Sentivo come se le ruote non avessero trazione in quanto slittavano ad ogni spinta. Ho dovuto affrontare tutto questo per 4 spaventose ore!! Dopodichè anche se il sole è tornato avevo un forte vento contrario che mi ha congelata dentro e fuori per il resto del viaggio. Il mio collo e le mie mani erano così doloranti. Tuttavia la vista era meravigliosa appena sono entrata nell’area dell’Andalusia. La bellissima Sierra Nevada mi ha accolta da lontano. Mi ha ricordato la Patagonia in Argentina.

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Ero infreddolita ed esausta nel momento in cui ho raggiunto Granada, dopo un viaggio di 400 km tramite A7 – A92. Mentre inizio a stancarmi di guidare per gli stretti vicoli fatti di ciottolato della città vecchia in cerca di un alloggio che si adattasse al mio budget, appare dal nulla un ragazzo gentile ad aiutarmi. Lucas mi porta all’ufficio informazioni turistiche e in seguito mi accompagna ad un confortevole ostello in cui prendo una stanza singola a 15 €. Resto per 2 notti e mi organizzo per visitare la città storica e La Alhambra.

La Alhambra è decisamente una visita obbligatoria mentre si è a Granada. Fortunatamente il mio ospite a Barcellona mi ha consigliato di comprare in anticipo il biglietto online in quanto non ero al corrente che il numero giornaliero dei visitatori per questo palazzo fosse limitato. Il biglietto mi è costato 15.40 €. L’ho ritirato alla libreria in città e ho camminato verso questo notevole luogo. Alhambra è la lettera d’amore di Granada e dell’Europa alla cultura dei Mori, un posto in cui le fontane zampillano, le foglie frusciano e gli spiriti antichi sembrano indugiare misteriosamente. In parte palazzo, in parte forte, in parte patrimonio dell’umanità, in parte lezione di architettura medievale, La Alhambra vi lascerà decisamente a bocca aperta.

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La mia prossima destinazione in Spagna è Cordoba. Prendo la N432 e il viaggio lungo le tortuose e ondeggianti colline: è fantastico. Sento un po’ di vento laterale e contrario lungo la strada. A volte vengo sorpresa da raffiche che soffiano dalle gallerie di vento create dalla catena di colline e vallate. È stato ancora un viaggio nuvoloso e freddo, ma sono stata intrattenuta dalla vista dei campi di papaveri rossi e di ulivi.
Resto per 2 notti a Cordoba e visito molti luoghi storici come la città vecchia, Templo Romano, Mezquita, la cattedrale, Torre Callahora, Puente Romano, Alcazar e altri.

 

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Continuo verso Siviglia tramite A92. Sono solo 144 km ma per raggiungerla ci metto 2 ore e un quarto a causa della pioggia, il temporale, il forte vento e il freddo. A Siviglia vengo ospitata da una adventure rider, Mahsa Homayounfar. Per mia fortuna mentre sono lì è in corso il Festival de Avril. Masha mi ci porta ed io riesco a vedere questa colorata fiera annuale che si svolge per una settimana nel mese di Aprile. Durante il suo svolgimento tutti gli abitanti si vestono a festa. Le donne si agghindano splendidamente mettendosi fiori tra i capelli, e gli uomini appaiono eleganti ed affascinanti indossando giacca e cravatta. Tutti si riuniscono e ballano in strada. Ci sono anche le carrozze trainate da cavalli.

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Riesco anche a visitare la città vecchia, la famosa cattedrale e la bellissima Plaza de Espanya.

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L’EQUIPAGGIAMENTO CONSIGLIATO


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