Heyyy, welcome to Peru lah !

Passare il confine dall’Ecuador al Perù è abbastanza semplice, eccetto che mi ci vogliono circa due ore e mezza per entrambe le frontiere perché ci sono tante persone oggi. Per annullare il permesso Ecuadoregno, devo andare all’edificio CEBAF che è a 2 km dal confine. Però non c’è un ufficio immigrazione sul lato Ecuadoregno, anche dopo il ponte con il cartello di benvenuto in Perù. Mi preoccupo visto che non ho ancora il timbro di uscita sul mio passaporto. Ma gli sportelli dell’immigrazione Ecuadoregna e Peruviana sono uno accanto all’altro in un edificio a circa 3 km dal cartello di benvenuto in Perù, e la dogana è nell’edificio accanto. L’assicurazione obbligatoria è di USD35, poi la GD mette le gomme sulla autostrada peruviana PanAm Norte strada 25. Dopo aver ritirato dei Soles Peruviani a Tumbes, la città sul confine (non ci sono agenti di cambio al confine), inizio a sentirmi come se fossi su un altro pianeta.

Il verde panorama di montagna Ecuadoregno è rimpiazzato da spoglie colline desertiche. Il vento è forte ma non così male e la strada è ok. Ciò che non è ok è il modo di guidare della gente del posto. Raggiungo Manacora dopo 200 km di viaggio e dato che è stagione di punta visto che si avvicina il capodanno, le stanze sono costose. Trovo un bel posto affacciato sull’oceano Pacifico dove montare la mia tenda. Il mio amico, il canadese Tim Charman, che avevo incontrato l’ultima volta a Baja Cactus, è arrivato anche lui oggi e condivido con lui la mia postazione tenda. Ci facciamo un giro in centro e andiamo pure al mercato del pesce dove compriamo dei frutti di mare che qui costano pochissimo.

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Dopo 2 notti a Mancora, faccio 430 km sull’autostrada Pan Am da Mancora a Pimentel in 6 ore. La strada è per l’80% buona ma il vento? Wow!!!! La luuunga strada dritta attraversa il deserto per miglia. E il deserto? È piatto e vuoto a perdita d’occhio. Niente alberi, edifici, o qualsiasi altra cosa, eccetto pali della corrente. Devo lottare con il vento laterale per circa 200 km. Da Pimentel di nuovo devo lottare contro vento forte frontale e laterale per tutti i 400 km di strada. Mi accorgo che la mia GD consuma più benzina del solito a causa del forte vento.

È dall’Ecuador che ho smesso di usare il mio GPS. Prima non avevo mappe dell’Ecuador caricate, ma adesso mi si è congelato lo schermo del GPS, rendendolo inutilizzabile. Dato che non ho con me una mappa cartacea, devo tornare alla navigazione old school. Devo essere all’erta per i cartelli, o guardare al sole per determinare la mia direzione, o chiedere alla gente del posto. Ma domani sarà una sfida guidare senza l’aiuto di un GPS, dato che sto entrando a Lima, la capitale, dove si dice la gente guidi peggio che a Delhi.

Per arrivare a Lima mi ci vogliono 9 ore per 475 km. La vista è davvero spettacolare lungo la strada, ma nuovamente devo combattere il vento furioso (ormai braccia e collo mi fanno male). Non solo. Mi devo fermare mille volte sul ciglio della strada per controllare la strada dato che il mio GPS non funziona. Devo anche affrontare i guidatori pazzi di Lima, e vengo quasi investita due volte da una Fiat ALL 275 guidata da un indemoniato. Vengo anche fermata dalla polizia stradale dato che prendere certe strade non è permesso ai motociclisti (per fortuna non mi fanno la multa). Finalmente arrivo a Lima, la terza città più grande nelle Americhe con una popolazione di 10 milioni.

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Mi fermo 5 notti a Lima e riesco a visitare l’ambasciata Malese. Sono quasi in lacrime quando vedo la bandiera e lo stemma malese all’ambasciata. Incontro l’ambasciatore, Dato Ayauf Bachi, e lo staff, En Adham, Pn Hanis e Pn Sharmini. Dato chiacchera con me per un’ora e mezza nonostante i suoi tanti impegni. En Adham e Pn Hanis mi invitano a stare da loro. Il marito di Pn Hanis, En Wan mi aiuta un sacco durante la mia permanenza portandomi in giro per sistemare le mie faccende – spedire il GPS a far riparare e sistemare il mio visto per la Bolivia. Un amico, Carlos, mi presenta Alejandro che riesce a riparare il mio GPS. Sono davvero sollevata. Ma ottenere il visto per la Bolivia si rivela una vera rottura. Le ultime 2 notti mi fermo da Ed Adham e sua moglie, Pn Maryam. Sono molto gentili con me. Un’altra dipendente dell’ambasciata malese, Miss Sharmini mi porta fuori a cena l’ultima sera, mentre En Wan si prende la briga di condurmi verso l’uscita della città verso sud. Sono davvero grata a loro per la loro gentilezza.

Dopo essere uscita da Lima, faccio 335 km sulla PanAm Sur (Sud) fino a Huacachina. La particolarità di questo posto sono le fantastiche dune di sabbia. Ma a causa della mia mancanza di fondi non faccio nessun tour con una 4×4 per visitare le dune. Le guardo dal lato della strada.

Il giorno dopo vado a Nazca. È di nuovo deserto per tutta la strada ma si vedono alcuni campi verdi a Palpa. Mi fermo ai Geoglifos de Palpa per vedere alcune linee degli Inca. Devo salire su una torre per vederle bene. Qui si vedono solo 3 geoglifi e disegni.

Arrivata a Nazca, vado dritta all’aeroporto di Nazca, per controllare i prezzi dei tour in aereo sopra le Linee di Nazca. Devo fare economia, ma questo tour è da non perdere. È da quando ho 15 anni che voglio vedere le Linee di Nazca!!! Il prezzo per vedere queste linee in volo è circa USD85 + USD10 (tassa aeroportuale). Le Linee di Nazca son delle gigantesche rappresentazioni di trame geometriche, animali, figure umane e migliaia di linee perfettamente dritte che si estendono per chilometri. Sono state create rimuovendo le pietre superficiali, rivelando il terreno sottostante di colore più chiaro. Sono senza dubbio antiche (risalgono a 1400-2200 anni fa), e straordinariamente precise (con linee dritte e curve precise). I disegni sono così grossi che si vedono bene solo in aereo, un fatto che ha portato a domandarsi se gli Inca avessero accesso a mongolfiere o aiutanti alieni.

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Il volo sopra le Linee di Nazca è una cosa veloce di mezz’ora, troppo poco per poter davvero apprezzare le line in verità. Vedo ogni figura per forse 10 secondi prima che arrivi quella dopo. È un giro veloce e tutto sobbalzi nel piccolo aereo a sei posti (inclusi i due piloti). È difficile fare delle belle foto a causa della turbolenza. Do quasi di stomaco e sono quasi sollevata quando il volo finisce. Ma le linee sono incredibili. Vorrei ringraziare Bob Robert Shannon per avermi sponsorizzato in questo tour e per aver reso possibile la realizzazione di un mio sogno.

Mi fermo 2 notti a Nazca, a poi mi dirigo verso Cusco per la strada 3S. la faccio apposta piano per abituarmi all’altitudine dato che la strada per Cusco sale verso alti passi di montagna. Mi ci vogliono 3 giorni per arrivare a Cusco con pernottamenti a Puquio e Abancay. Il viaggio è bello e panoramico, anche se abbastanza ventoso in certi punti. Il primo passo di montagna che faccio è a 4300m, e mi si gira un po’ la testa, ma non troppo. La vista è veeeramente spettacolare e cambia con l’altitudine, di modo che mi sembra come se stessi guardando la grande opera di un artista. La strada per Abancay corre parallela al Rio Pachachaca, di un blu verdastro, che scorre lungo i molti canyon delle montagne andine. È veeeramente incantevole.

La tratta da Abancay a Cusco, anche se asfaltata, non deve essere presa alla leggera dato che si passa da 2500m di altitudine (ad Abancay) fino a 4000m (il punto più alto). Inoltre ci sono un sacco di detriti sulla strada a causa di frane. Le viste delle Ande sono stupende. Lungo la strada si possono vedere bellissime formazioni di rocce colorate. Per la prima volta da che ho iniziato il GDR, oggi vedo montagne innevate. Sembrano così vicine e mi sento felice e brrrrrr…Finalmente, dopo aver percorso 716 km in 3 giorni, arrivo a Cusco.

Cusco è una bella cittadina storica, ma la trovo un po’ troppo turistica. Non c’è da meravigliarsi però, dato che Cusco è il posto dove tutti prenotano il tour per Machu Picchu, patrimonio dell’umanità, che si trova nella giungla in montagna. Prendo il tour più economico che fa andata e ritorno da Cusco a Station Hidroelectrica per soli 75S. Il tragitto lungo 7 ore lungo una strada fantastica quasi raggiunge le vette innevate delle Ande, oltre a un pezzo fuoristrada molto brutto e spaventoso. Se avete visto il video “Bolivian Death Road” su Youtube, avete presente com’è la strada. Per la maggior parte del tempo la stretta strada sterrata consente il passaggio di un solo veicolo. Arrivati a Stn Hidroelectrica, si può scegliere se prendere il treno che costa USD30 (solo andata) o camminare per 10 km fino a Agua Calientes, il paese più vicino a Machu Picchu. Scelgo quest’ultima opzione. Devo camminare lungo la ghiaia della linea ferroviaria. Mi ci vogliono 2 ore e un quarto per camminare senza sosta per 10 km per raggiungere AC. È già l’imbrunire quando arrivo. Vado diretta allo sportello informazioni per comprare un biglietto di ingresso per Machu Picchu (S128 e USD40) e un biglietto di sola andata (USD12) per raggiungere il sito.

Machu Picchu non necessita di descrizioni. È il luogo di sogno di tutti. È difficile credere di essere qui. Difficile descrivere le mie emozioni. La prima vista di MP è sicuramente qualcosa che ricorderò per tutta la vita. È tutto un ooooohhh e aaahhhhhh. È veramente incredibile. Come hanno fatto gli antichi Inca a costruire questa città sulle montagne senza attrezzi e tecnologie moderne? Come hanno portato le pietre su per le montagne?

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Passo 4 ore a esplorare questo storico sito, fino al ponte Inca e, dato che sono in ritardo, devo prendere di nuovo l’autobus (USD12) verso AC. Poi, prendo il costoso treno lento (USD30) dato che non ho più la forza per camminare 10 km. In tutto, il costo per vedere questo posto che sogno dall’infanzia è di USD137 (incluso un letto economico a AC per USD15). Sì, è costoso, ma è una delle meraviglie del mondo, e Machu Picchu vale ogni singolo dollaro che ho speso.

Un ringraziamento speciale va a sorella Puteri Juliana per il suo generoso contributo ed enorme supporto nell’aiutarmi a realizzare il mio sogno d’infanzia di visitare questo posto speciale e continuare il mio viaggio. La mia ultima destinazione in Perù è Puno. È un viaggio freddo e umido per quasi tutta la strada. Quando raggiungo Juliaca lo sterrato è così brutto con tante buche piene di acqua piovana e c’è un mercato della domenica in corso. È un momento di tensione, dato che devo passare in mezzo a molte persone, i banchetti, e la strada è fangosa e scivolosa. Mentre mi inerpico su una montagna per raggiungere Puno, trovo neve sulla strada!! Raggiungo la città dopo aver fatto 420 km via la 3S, altitudine massima 4335m.

L’EQUIPAGGIAMENTO CONSIGLIATO

PROSSIMA TAPPA:
BOLIVIA

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