Dopo una settimana in Costa Rica, saluto il fantastico Julio che mi ha ospitato e che considero già come un fratello. Continuo in direzione sud verso il confine viaggiando lungo Highway 2 – 243 – 34. Per metà prendo la strada di montagna, poi un pochino quella costiera, fa freddo e c’è nebbia nelle montagne, mentre fa molto caldo quando scendo. Uscire dal Costa Rica è molto facile. Devo pagare una tassa di uscita di US$8 e mi ci vuole solo mezz’ora per sistemare tutto. Entrare a Panama però è un’altra storia. Devo trattare con l’immigrazione, fotocopiare il timbro sul mio passaporto, poi andare in dogana, comprare l’assicurazione obbligatoria di US$15, tornare in dogana, aspettare un’eternità che l’ufficiale doganale mi prepari il TVIP, poi c’è il controllo della moto dove il tizio mi chiede di aprire tutti i miei bauletti e borse, poi mentre sono di corsa per evitare l’imminente pioggia, mi ferma un altro ufficiale. Mi dice che GD necessita della fumigazione. Ritorno allo sportello, altre scartoffie, bla, bla, bla, pago US$1, e spruzzano la GD con dell’acqua. A questo punto ho veramente finito. A volte mi irrita tantissimo vedere come la gente provi a fare soldi in qualsiasi maniera. Mi ci vuole 1 ora e mezza per fare tutto dal lato Panamense. Grazie a dio le strade a Panama sono a due corsie e ben asfaltate. Quindi per la prima volta dagli Stati Uniti, posso accelerare fino a 110km/h. Panama è il paese numero 65 per me, numero 9 per GDR.

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Arrivo a David City al tramonto. Contatto un motociclista, Giovanni, amico di Julio, e mi viene incontro. Il giorno dopo mi porta per un giro a Bouquette, un’incantevole montagna a 30km da David City.

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Più tardi continuo a viaggiare verso Santiago via Sona. Anche se questa strada è ventosa e più lunga di 50km, la vista è così verde e fantastica e la strada è molto buona a confronto della dritta Pan-Am Highway, più breve ma con 40km di ghiaia dato che la strada è in costruzione. A Santiago mi intrattiene un altro motociclista di nome Jorge.

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Il giorno dopo percorro 270km verso Panama City via il Centennial Bridge. Vedo un sacco di polizia ai lati della strada, in attesa di fermare persone per eccesso di velocità. Attraversando il Centennial Bridge, vedo il Canale di Panama per la prima volta. È incredibile. Mi incontra Raul, anche lui amico di Julio, che mi ospita per 3 notti. Raul mi porta a un negozio distributore Givi in Panama City, dove incontro Rebecca e suo marito. Sono molto gentili e donano pure dei soldi per il mio viaggio. Mi chiedono cosa penso dei prodotti Givi e gli dico che, eccetto per il problema al bauletto, tutto il resto va benissimo e sono davvero soddisfatta.

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Durante la mia permanenza, Raul mi porta a vedere Panama City. Non so molto di questa metropoli a parte il famoso Canale di Panama e il fatto che è stata un’importante base militare USA durante la Seconda Guerra Mondiale. Raul mi porta nella parte vecchia e in quella nuova di Panama, che è un enorme contrasto. Grattacieli nella parte nuova e, come suggerisce il nome, edifici vecchi in Panama vecchia. Al contrario degli atri paesi dell’America Centrale che ho visitato, qui noto tante diverse etnie, essendoci i panamensi originali, la tribù Guna Yalas, i neri dalle isole caraibiche, e un sacco di cinesi. Visito anche l’inizio del Canale, costruito in 10 anni e aperto nel 1914. Il canale di 77km collega l’Oceano Pacifico con l’Atlantico via il Mare dei Caraibi.

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Dopo 3 notti a Panama City, mi dirigo verso Carti Pier (il molo Carti) per salire su una nave per attraversare il Darien Gap.

Cosa e dove è il Darien Gap? È una regione in cui la Pan-Am Highway si interrompe. Consiste di una grossa foresta pluviale montagnosa nella provincia panamense in America Centrale e di una palude dominata dal delta di un fiume nella porzione più settentrionale della Colombia in Sud America. È lunga appena oltre 160km e larga all’incirca 50km. Costruire strade qui è costoso e ha un alto costo ambientale. A causa delle proteste ambientaliste e la preoccupazione di non aiutare il traffico di droga tra questi paesi dell’America Centrale e del Sud, al momento non c’è una strada che attraversi questa regione. È l’anello mancante della Pan-Am Highway. La regione di Darien è anche soggetta alla presenza e alle attività delle Forze Armate Marxiste Rivoluzionarie Colombiane (FARC), che hanno commesso assassinii, rapimenti e violazioni dei diritti umani nella loro lotta pluridecennale contro il governo colombiano. Molti hanno provato ad attraversare questa regione, con un 4×4 o a piedi. Alcuni sono sopravvissuti, ma molti no. Alcuni hanno dovuto abbandonare i loro veicoli e usare barche per uscire da Darien.

Quando avevo fatto la mia ricerca su come attraversare Darien, c’era un traghetto chiamato Ferry Xpress, che chiedeva circa US$430 per portare una motocicletta e il proprietario da Colon, Panama, a Cartagena, Colombia. Sfortunatamente il traghetto ha smesso di operare e riprenderà il servizio solo l’anno prossimo. Questo mi lascia solo due alternative, entrambe molto costose (considerando la piccola distanza, solo circa 350km) – o spedire la moto via aereo, o prendere la tradizionale barca a vela. Scelgo la seconda opzione. Il costo schizza a US$1030 + US$23 (pedaggio di Guna Yalas) per un viaggio di 4 giorni e 3 notti, navigando lungo le isole caraibiche di San Blas. Sono tanti soldi, ma è l’unica opzione che ho, e sono fortunata ad assicurarmi l’ultimo posto disponibile sulla barca per la loro ultima partenza del 2015, altrimenti dovrei aspettare il 2016 per fare la traversata.

Arrivo al molo Carti [Carti Pier] dopo aver viaggiato lungo la salita più ripida e spaventosa della mia vita. A volte dubito che la mia moto di piccola cilindrata ce la faccia. Me la faccio tutta in prima e seconda. Grazie a dio ce la faccio. Incontro gli altri motociclisti che saranno i miei compagni di viaggio per i prossimi 4 giorni e 3 notti.

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