L’attraversamento della frontiera dalla Turchia all’Iran a Dogubayazit è durato 4 ore, anche se le guardie di frontiera sono estremamente cordiali e utili. Le strade sono messe bene e il gruppo prosegue verso il Mar Caspio con il termometro che sale ad un insopportabile 40 gradi. La gente in Iran è decisamente molto cordiale con tutti e si avvicinano al gruppo per fare dei “selfie”. La frase più popolare è “benvenuto in Iran”.
Dopo aver visitato Teheran e Isfahan, i quattro motociclisti, si dirigono a est verso il deserto più caldo del mondo, il Dasht-e Lut dove la temperatura più alta mai registrata è di 71,4 gradi! Tutti trasportano sei litri d’acqua a testa. Mentre attraversano il deserto su una strada asfaltata di 300 km, la temperatura raggiunge i 45 gradi Celsius!

Giunti a Taftan il gruppo attraversa il confine in Pakistan ma viene intercettato dalla polizia poiché non è permesso guidare senza scorta, così il gruppo deve trascorrere una notte nella stazione di polizia locale dove non ci sono nè letti nè docce!
Trascorrono la serata giocando a carte. Vogliono insegnare al loro compagno di Colonia il gioco della “testa di pecora“. Passano la notte dormendo in sacchi a pelo sul pavimento. La mattina successiva, accompagnati da una scorta della polizia di Balochistan, il gruppo viaggia lungo il confine afgano verso Quetta e diversi poliziotti armati li tengono d‘occhio. Le stazioni di benzina sono protette da tutti i lati. Il gruppo non può lasciare il proprio hotel senza essere seguito dalla polizia. Durante il viaggio di cinque giorni a Lahore, i quattro piloti vengono trattenuti 41 volte ai controlli della polizia. A Bahawalpur, i quattro cavalieri visitano il Parco Nazionale, la residenza di una coppia di rinoceronti. Il direttore dello Zoo li invita con orgoglio a visitare il parco.
A Lahore i rider sono accolti dal Cross Route Club. Gerald e il presidente del Mukaram Tareen Club sono amici. Il Cross Route Club organizza una visita allo zoo di Lahore così come altri eventi. L’ospitalità mostrata al Rhino Ride è senza limiti. Le 8 più famose stazioni televisive della zona e vari canali televisivi e giornali intervistano Gerald. Il Rhino Ride è in diretta TV. L’intero Pakistan è entusiasta all’idea di aiutare i rinoceronti.
Gerald e i suoi compagni proseguono verso il confine indiano vicino all’Himalaya. Le strade in India sono spaventose e il traffico è imprevedibile: nessuno segue le regole del traffico. Veicoli più grandi sembrano avere la precedenza e sorprese come mucche sulla strada o il traffico in arrivo contromano sono all’ordine del giorno. Può accadere che devi finire in un fossato per evitare che un veicolo più grande arrivi contromano, ma tutti sembrano guidare con cautela. Secondo Srinagar, uno dei passaggi più pericolosi al mondo è il Zoji La Pass dove ci si può trovare a precorrere tratti a strapiombo dove non ci sono guard rail. Il gruppo ha trascorso settimane in sella con temperature estenuanti di 40 gradi Celsius.

Arrivando a Leh, la capitale di Ladakh, i cavalieri proseguono fino al passaggio più alto del mondo, la Khardung La ad un’altitudine di 5.600 metri. Tuttavia, non possono proseguire subito perché hanno bisogno di aspettare due ore mentre il sole scioglie il ghiaccio e la neve. A questa altezza l’aria diventa sottile ma fortunatamente nessuno soffre di malattie di altitudine.
Consigliano una tappa verso la bassa valle del Nubra, dove si susseguono paesaggi indimenticabili. Da lì, i quattro percorrono le strade che portano al lago Pang Gong, il lago naturale più alto del mondo ad un’altitudine di 4.200 metri. Trascorrono la notte in una capanna a 8 gradi sotto zero. Tornato in Pakistan, il gruppo si dirige a nord diretto all’autostrada Karakoram. È qui dove Uli Pütz scivola sul pneumatico posteriore, si ferisce il piede e non può più proseguire.
La moto deve essere caricata su un camion e, insieme a Uli, proseguono per 700 km a Sost sul confine cinese. I quattro trascorrono la notte ai piedi dell’imponente Nanga Parbat, la nona montagna più alta del mondo a 8.125 metri. Le strade del nord del Pakistan sono molto malmesse e ogni pilota ha bisogno di concentrazione completa per evitare le buche. È impressionante come le pesanti GS resistano allo shock a cui sono sottoposti gli ammortizzatori sopratutto perchè tutte le moto sono carichissime: oltre 300 kg.

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