Il 15 Aprile, dopo aver fatto colazione insieme al ristorante Gasthof zur Post di Haar, partiamo da Monaco di Baviera salutando i rinoceronti dal Tierpark Hellabrun, il geo-zoo più antico del mondo. Siamo belli carichi, nel nostro bagaglio c’è anche tutto il calore e l’energia che ci hanno trasmesso i nostri 50 tra amici e parenti durante i festeggiamenti prima della partenza. Però è da così tanto tempo che bramavamo di fare questo viaggio in moto, che abbiamo ancora una formidabile fame: di strada. In un giorno ci mangiamo ben 800 km d’asfalto. Valichiamo i confini della Germania e attraversiamo in linea retta tutta l’Austria. Una tappa a Vienna e brevi soste per promuovere il progetto The Rhino Ride, e riprendiamo a guidare diretti al prossimo confine.

La notte del primo giorno siamo già in Ungheria. Un buon sonno ci ristora, e al mattino ci svegliamo con un certo appetito. La colazione è sana ed equilibrata, ma ci aspetta un’altra abbuffata di km. Oggi piove, la temperatura è di 10°C. Guidiamo sull’asfalto bagnato fino al confine con la Serbia, dove ci fermiamo a fare 2 gocce anche noi. Le specie di animali protette dai serbi sono cervi, lupi, linci, orsi, volpi: per aggiungervi anche i rinoceronti attraversiamo tutto il Paese in verticale, passando da Belgrado e scendendo giù fino al confine con la Bulgaria, sbandierando il logo della nostra rinocerontica missione. Dopo 720 km di strada, la sera giungiamo finalmente nella capitale Sofia e sotto la pioggia andiamo alla ricerca di un hotel.

Il terzo giorno nonostante la pioggia decidiamo di visitare Sofia: non vogliamo perdere l’occasione di vedere la cattedrale ortodossa di Aleksandr Nevskij e… di farci vedere con la nostra moto-icona del Rhino Ride! Poi ci rimettiamo in viaggio e tiriamo sempre dritto per 520 km verso il confine con la Turchia. Il paesaggio grigio, le nuvole incombenti, i rombi di tuono, l’acqua a catinelle… non ci spaventa niente, non ci ferma nessuno. Passiamo la notte in un hotel di periferia, e il mattino dopo ci dà una fredda sveglia la solita pioggia a cui si è aggiunto il calo della temperatura fino a 4°C. Ripartiamo lo stesso speranzosi per Istanbul, ma appena arriviamo nei dintorni, in vista della città, rimaniamo per 2 ore inghiottiti dal traffico. Dopo aver percorso 500 km, siamo un po’ stanchi. Decidiamo di parcheggiarci ad Amasra, sulla costa anatolica del Mar Nero. L’alba del quinto giorno per noi sorge brillante ad Amasra. Ci mettiamo in moto sulla strada che costeggia il Mar Nero e i panorami sono qualcosa di sbalorditivo! Lungo il percorso incontriamo un sacco di strade in costruzione, e abbiamo una piccola disavventura col fango e con una ruota, prima di arrivare a Samsun dove ci fermiamo per la notte.

Il giorno seguente continuiamo sulla strada costiera per Tirebolu, poi verso l’entroterra in direzione di Erzurum, e qui succede un guaio: un’auto da una via laterale s’immette nella strada principale senza guardare, proprio mentre stiamo passando noi alla velocità di 60 km/h.

Davanti c’è Gerald che frena, e per non inchiodare non riesce a evitare un salto sul cofano e una dura caduta sull’asfalto. Fortunatamente il risultato è solo un livido blu e una gamba gonfia. Serve un po’ di riposo, per cui facciamo solo un po’ di compere e passiamo in lavanderia. Il settimo giorno andiamo dritti a Trabzon dal dealer BMW Dinamik Oto per far vedere la moto danneggiata: niente di irreparabile, si possono reperire i pezzi di ricambio e rimetterla in carreggiata. Nei 3 giorni e passa d’attesa… shopping sfrenato, lunghe colazioni e passeggiate sulla spiaggia, cene al ristorante, sedute dal barbiere e qualche hobby come costruirsi da soli una tenda antizanzare! Quando dal dealer arrivano tutti i pezzi di ricambio, in mano ai meccanici e sotto i nostri occhi la BMW GS di Gerald riprende perfettamente le sue fattezze originali e, la sera, festeggiamo tutti insieme al ristorante. Grazie all’esperienza di Fahri Dugan, il dealer ufficiale auto e moto BMW a Trabzon, e all’abilità del suo team possiamo riprendere il nostro viaggio. E qui una bella foto di gruppo ci sta proprio bene.

Di nuovo tutti e 4 motorizzati, di nuovo on the road. Da Trabzon ci immettiamo nella strada che porta a Bayburt, a Nord-Est del Paese. Il penultimo giorno in Turchia percorriamo circa 180 km in leggera salita fino all’altitudine di 1.600 m, dormiamo in hotel a Bayburt, e l’indomani guidiamo per altri 400 km diretti a Doğubayazıt vicino al confine iraniano, fermandoci solo per mangiare alla stazione di rifornimento. Al nostro arrivo ci aspetta una magnifica visione: il Monte Ararat ricoperto di neve. Secondo la tradizione biblica proprio su questo monte approdò l’Arca di Noè, salvando gli uomini e tutte le specie di animali dal diluvio universale. E ora è il nostro turno, o meglio il nostro tour, al salvataggio dei rinoceronti. The Rhino Ride: l’avventura continua!

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