Non dormo molto bene questa notte, ma il motivo non è il freddo, bensì il timore che gli orsi visitino l’accampamento. Mi addormento solo verso mezzanotte, e per fortuna non succede niente di spiacevole.

ANITA’S RIDING TIP
Non fare come me, che ho dimenticato di cuocere i miei pasti ad almeno 80 metri di distanza dalla tenda! Ciò mi ha reso la notte insonne, perché gli orsi possono sentire gli odori da parecchia distanza quando sono in cerca di cibo. Un’altra informazione utile: non indossare per la notte la stessa T-shirt di quando hai cucinato, perché anch’essa può attrarre il fiuto degli orsi!

Trascorro in sella una bella giornata e verso mezzogiorno riattraverso il confine. Non c’è il posto di frontiera dell’immigrazione statunitense al confine, ci sono solo canadesi. Devo far timbrare il mio passaporto prima di rientrare a Stewart, in Canada. Mi fermo di nuovo al Ghiacciaio Salmon e al fiume Bear sulla Route 37A per goderne la splendida vista. Il posto prende il nome dal fatto che gli orsi amano andare a caccia di salmoni in questo fiume.

DA ALASKA A CANADA - Givi Explorer

ANITA’S RIDING TIP
Mentre sono occupata a fare foto, uso questo stratagemma per tenere alla larga gli orsi: faccio rumore con l’acceleratore della moto.

Non mi sembra vero di essere qui, di continuare a guidare in questi posti. È un sogno che si realizza. Prima d’ora potevo vedere questi luoghi solo in foto o sulle riviste di viaggi. Invece, adesso, sono proprio io che sto guidando accanto a una magnifica foresta di pini, una buia foresta dove vivono gli animali selvaggi. Adocchio un altro orso che sta per attraversare la strada. Ma questa volta la strada è lunga e dritta, e così riesco a fermarmi a una giusta distanza per lasciarlo passare per primo, tranquillamente.

DA ALASKA A CANADA - Givi Explorer

Piove ancora, anche se non tanto. È molto freddo e devo fronteggiare il vento gelido. Non ho l’impugnatura della moto riscaldata, purtroppo, e sento il gelo dentro e fuori. A causa di questo sto tremando molto e, senza accorgermene, faccio troppa pressione sul polso col risultato di provocarmi un forte dolore sulle spalle e al collo. Le mie dita intorpidite hanno perso il 50% del senso del tatto. È molto arduo guidare in simili condizioni. Ma io sono una donna… e le condizioni in cui vive una donna non sono quasi mai le più facili. Per cui vado avanti. Mi sento sollevata solo quando arrivo a Smithers, e passo la notte di nuovo a casa di Sam.

Il giorno dopo, rotta per Prince George con addosso ancora tutto il dolore che anziché migliorare, sembra peggiorato. Devo star ferma per un po’. Alloggio altre 2 notti da Kelly, a Prince George, dove ho l’opportunità di fare qualche ricerca su internet e di scoprire che, probabilmente, ho avuto la compressione di un nervo e l’addormentamento di cui ho fatto esperienza è molto simile al sintomo della Sindrome del Tunnel Carpale.

Senza un visibile miglioramento, e con la capacità di muovermi molto rallentata, mi rimetto comunque in strada e proseguo il mio viaggio. È un lunghissimo, freddo e bagnato percorso che mi porta verso Dawson Creek tramite la Route 97. Più freddo è, e più sento male. Cosa mi spinge ad andare avanti? Capa tosta, penso. Con tutte le difficoltà, raggiungo Dawson Creek dopo aver viaggiato per 420 km e mi sistemo al campeggio Mile ‘0’. Un’altra fredda notte, che però non mi trova impreparata: dormo in lavanderia, che ha un divano ed è riscaldata!

L’EQUIPAGGIAMENTO CONSIGLIATO

PROSSIMA TAPPA: DA CANADA AD USA!

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