Dopo un’esperienza indimenticabile di 4 giorni e 3 notti sulla nave dei ‘biker pirati’, navigando da Carti alle isole San Blas tra il Mar dei Caraibi e l’oceano Atlantico, finalmente raggiungo Cartagena, Colombia. Sono felice una volta che finalmente metto piede sulla terraferma colombiana. Prendo un taxi per l’ostello, distante circa 4 km, e mi tocca pagare US$ 20.

Aspettando la moto ne approfitto per visitare la vecchia città di Cartagena. La città vecchia di Cartagena è molto bella e viva. Mi innamoro degli edifici coloniali a dei fiori che penzolano dai balconi. Le donne con le loro gonne colorate attirano la mia attenzione, ma non è facile fotografarle. La temperatura arriva a 35°C e mi sento sciogliere sotto il calore della città vecchia.

È solo dopo due giorni che riesco a riprendere la mia GD dato che la dogana colombiana è nota per essere molto problematica da passare. Vado all’ufficio DIAN alle 8 del mattino per firmare le carte, poi al molo dove la barca raccoglie me e gli altri. Navighiamo per 10 km e aspettiamo che gli ufficiali dell’Aduana vengano a bordo per controllare i nostri documenti, le moto e i passaporti. Ci mettono più di un’ora per i controlli e scelgono tre moto a caso per fare dei controlli più dettagliati. Poi la barca scarica tutte le moto. Devo regolare gli specchietti sotto un sole cocente, a poi faccio 14 km verso la città vecchia per trovare un’agenzia assicurativa. Pago US$31 (pago con carta di credito dato che non accettano contanti) per un’assicurazione obbligatoria che è la prima cosa la polizia e i militari ai checkpoint ti chiedono se ti fermano.

Uscire da Cartagena non è difficile ma mi ci vogliono quasi 30 minuti a causa del traffico. Non ho mai visto una città così piena di autobus pubblici. Percorro Ruta 90 – 25, una strada a una corsia che a volte è tutta buche e a tratti è buona. Passo 9 checkpoint militari e mi fermano solo una volta. Ma, vedendo il mio GPS, l’agente mi stringe la mano e mi lascia passare. Dopo 380 km in 6,15 ore con solo 1 minuto di pausa per bere dalla mia bottiglia, raggiungo la piccola cittadina di Caucasia. Non c’è niente di interessante qui quindi mi rilasso nella mia camera d’albergo, sponsorizzata da Incolmotos Yamaha Moto, Colombia.

Il giorno successivo faccio 265 km sulla Ruta 25. È un tratto molto panoramico ma stressante, per almeno metà della strada. La strada è ok (non ci sono buche) ma la strada incavata è stretta, piena di curve e ripide salite e discese e tornanti stretti. Serve un sacco di pazienza per fare questa strada, dato che ci sono molti camion su entrambe le corsie. Quando un camion proveniente dalla direzione opposta deve fare una curva stretta, l’autista si prende entrambe le corsie, per cui metà della mia corsia non c’è più. Quindi dove vado? Non c’è una corsia d’emergenza, e il bordo della strada è abbastanza alto. La cosa più pericolosa è quando veicoli da entrambe le direzioni cercano di superare i camion che si trovano di fronte. La maggior parte delle volte non hanno nessuna considerazione per le motociclette. Quindi mi capita spesso di dover rallentare o addirittura fermarmi sul ciglio della strada per evitare un incidente. La strada stretta e tutte curve mette davvero alla prova la mia pazienza. Quando la mia pazienza finisce, a momenti cado in un dirupo. Più di una volta. Nonostante ciò, la vista verdissima è spettacolare. Vedo un sacco di cavalli e mucche frisone che pascolano sotto il sole.

Quando raggiungo Girar Dota mi ritrovo con Jader e Ferney, due rappresentati della Yamaha Incolomotors. Mi portano ad un albergo per riposare e di notte Ferney e la sua ragazza mi portano a vedere una finale di calcio ad un bar, tra la Nacional (di Anitoquia) e la Junior (di Barranquilla). Adesso mi trovo nello stato di Antioquia, quindi tutti fanno il tifo per la Nacional, che vince per un calcio di rigore. Tutti sono felici e festeggiano. Cantano, danzano, c’è musica, petardi, strombazzare di clacson, tamburi, squilli di trombe… di tutto.

Un paio di mesi prima la Hong Leong Yamaha Motor (Malesia), tramite Mr Hoo e Mr Lee, ha contattato la controparte colombiana, Alejandro, per informarlo del mio viaggio. Ricevo l’ospitalità della Incolmotos Yamaha Colombia e mi portano alla loro sede e fabbrica. Fanno una revisione completa alla mia GD, incluso cambio olio e gomme. Non solo, mi portano anche a visitare la loro gigantesca fabbrica. Guardo i lavoratori che assemblano le moto e visito la Communication Plaza dove posso leggere la storia della Incolomotors, vedere tutti i modelli di moto prodotti e la parte più interessante, la Yamaha qui ha raggruppato insieme le sue divisioni motori e musica. Una persona del personale del settore musica, Mateo, mi intrattiene con bellissime canzoni. Mi diverto un sacco. Grazie Alejandro, Luis, Jader e il personale del servizio clienti e dipartimento tecnico per l’ospitalità. Grazie anche a Hong Leong Yamaha Motor per tutto il sostegno e per aver spedito le gomme per la mia GD dalla lontana Malesia alla Colombia. Finito il lavoro sulla moto, Luis mi porta a casa sua a Medellin.

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Durante il mio soggiorno, Jader della Incolmotos Yamaha Colombia mi porta a fare un giro a Santa Fe, circa 60 km da Medellin. La strada è buona ma tutta curve. Santa Fe, una vecchia città con le strade di ciottoli, è circondata da bellissime montagne. Andiamo anche al ponte sospeso sopra il Rio Cauca. Poi Jader mi porta a fare un giro sulla teleferica Metrocable sopra Medellin. Passo veramente una bella giornata.

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Dopo 2 notti a Medellin, continuo verso Cali, a 445 km di distanza. Mi ci vogliono 8 ore con una breve pausa di 10 minuti, lungo Ruta 25. La strada è a una corsia, ripida e tutta curve da Medellin fino a La Pintada. Ci metto 2 ore e mezza per fare i primi 100 km. Poi la strada diventa piatta con alcuni punti in salita e discesa e dopo Pereira è una buona strada a due corsie. Passo accanto a bellissime montagne e piantagioni di caffè lungo l’Autopista Del Cafe e poi, campi di canna da zucchero per tutta la strada fino a Cali. Cali è la terza più grande città della Colombia, ed è il centro per il ballo della salsa. Mi fermo 2 notti a Cali, durante il Natale. Incontro Manuel, anche lui un biker, e mi porta a casa dei suoi genitori per pranzo.

Durante i miei ultimi giorni in Colombia, faccio i 501 km da Cali lungo Ruta 25 verso Ipiales. La strada è per il 70% buona, ma prevalentemente a una corsia e piena di curve. Vedo una gran presenza di militari lungo la strada.

La vista è assolutamente spettacolare per tutto il tragitto. È veramente difficile tenere gli occhi sulla strada. C’è anche vento forte. Ci devo lottare contro per 3 ore. Vedo anche alcuni abitanti dei villaggi di montagna, prevalentemente bambini e vecchi con le mani tese chiedendo soldi mentre passo. Finalmente dopo aver guidato per 8 ore e 20, raggiungo Ipiales. Fa freddo, e sono veramente esausta, ma il tragitto è stato fantastico e sono incredibilmente soddisfatta. Secondo me la strada tra Popayan – Pasto – Ipiales è la più panoramica della Colombia.

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