Precedentemente ero in dubbio se mi posso permettere di fare la famosa strada 701 da Uyuni al confine tra Bolivia e Chile dato che è un luuungo tratto off-road ma che offre spettacolari viste lungo la via. Comunque, dopo averci pensato a fondo, decido di provarci. Parto da Uyuni alle 7 e 40 del mattino. La vista è effettivamente spettacolare e lo sterrato non è estremo come pensavo. Beh, la parte più dura deve ancora arrivare. Mi ci vogliono 4 ore per arrivare a Avaroa, la città di confine. Il confine è in mezzo al nulla. È mezzogiorno e gli ufficiali di frontiera non ci sono. Devo aspettare per avere il mio timbro di uscita e per annullare il mio permesso. Poi, faccio circa 3km in terra di nessuno verso Ollague, Chile. Stampo il mio passaporto e ottengo il mio permesso. Non serve nessun pagamento o assicurazione obbligatoria per portare la mia moto in questo paese. Ma fanno un’ispezione della mia GD dato che non è permesso importare animali e piante. L’ufficiale gentile però ci mette giusto due secondi a controllare la mia top case. In tutto, ci metto circa due ore a fare entrambi i confini.

Continuo verso Calama facendo la strada 21, passando un incredibile lago di sale e bellissime montagne vulcaniche. È incredibile come i paesi del SA in cui sono stata siano così contrastanti nelle viste e nei paesaggi. Sono tutti unici e bellissimi. Non così la strada. È peggio della strada 701 in Bolivia. Ci sono molti tratti di sabbia soffice e ghiaia non compattata che vanno in su e giù. Anche il vento è peggio qui. È un enorme sollievo quando finalmente ritorno sull’asfalto. Oohhh… amo le strade asfaltate, e chiunque le abbia fatte. In totale, faccio 450 km oggi su ripio – terra, ghiaia e sabbia soffice. Solo meno di un quarto della distanza coperta oggi è asfaltata. Il più gran numero di km off-road in un giorno che abbia mai fatto!!!

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La mia destinazione successiva in Chile è San Pedro de Atacama, che è a soli 110 km lungo la strada 23 da Calama. La strada è buona, ma c’è un po’ di vento visto che sto attraversando un vasto deserto. Turisti da tutto il mondo vengono a San Pedro de Atacama non per la città: non c’è niente in questo rustico paesino eccetto polvere. Ma i dintorni sono assolutamente spettacolari.

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C’è un sacco da vedere, il deserto, i geyser, le lagune, altipiani di sale, ecc. A causa delle mie finanze ristrette, riesco a visitare solo la Valle de la Luna. Non è distante dalla città. La vista è incredibile. Per tutto questo tempo, nel parlare del deserto, ciò che abbiamo in mente è sabbia, dune, forse una o due montagne spoglie. Ma qui potete vedere una catena montuosa, la Cordillera de la Sal, che è fatta di sale, e l’incredibile formazione rocciosa che si è formata con l’erosione del vento. Un’altra creazione divina che mi lascia senza parole…

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Il Chile del nord è dominato dal deserto di Atacama, quindi è molto secco e ventoso. Pelle e labbra mi si stanno screpolando a causa del secco. Anche il burrocacao è inutile. Comunque dopo due giorni, lascio San Pedro de Atacama, ritorno verso Calama e poi vado a sud lungo la strada 25. Arrivo velocemente a Antofagasta, in meno di 4 ore (ma devo sopportare il fresco della mattina). Arrivata a Antofagasta, inizio a cercare un posto economico dove stare. Sfortunatamente, dopo aver sprecato 2 ore girando la città, la stanza più economica che trovo costa USD35, moolto oltre il mio budget, quindi decido di continuare verso al prossima città, sperando che la mia fortuna cambi. Ma sono già le 2 e il vento soffia SUPER FORTE!!! Non ho mai affrontato venti così, neppure in Perù. In lontananza vedo enooormi nuvole di sabbia spazzate via dal vento. Fa veramente paura e la mia povera GD sbanda senza speranze. La città successiva è a qualche centinaia di chilometri e intorno a me c’è solo il nulla di deserto e sabbia. Prego un sacco mentre procedo lenta tenendo saldamente il manubrio. Grazie a dio vedo un distributore Shell accanto all’autostrada. Mi fermo e imploro il proprietario che mi lasci montare la mia tenda dietro la stazione di servizio. All’inizio è riluttante, ma alla fine acconsente quando vede i miei occhi riempirsi di lacrime.

I giorni successivi non sono meno difficili. Da che sono entrata in Chile 6 giorni fa, quasi tutti i giorni ho delle sorprese. Lo sterrato, il vento pazzo, il prezzo alto di tutto…e adesso un’altra sorpresa. Un paese che dicono sia tra i più sviluppati e costosi in SA; ma le stazioni di servizio sono molto distanti. Passano centinaia di chilometri prima di trovarne una!!! Faccio un grande errore dal quale imparo bene e che non ripeterò mai più. Non faccio benzina al distributore dove mi sono accampata la notte prima perché non avevano più la benzina più economica. Avendo ancora un mezzo serbatoio pieno, chiedo al benzinaio dov’è la stazione successiva. Lui parla velocemente e mi sembra di capire “dos”, “tres”. Quindi usando le dita indico 2 e poi 3 e lui annuisce. Penso che sia a 23 km di distanza, quindi procedo. Dopo 50 km, nessuna stazione di servizio in vista. Controllo il GPS, e dice che ce n’è una a 150 km di distanza. Mi inizio a preoccupare dato che non c’è molta benzina rimasta nella mia GD. Chiedo alla gente del posto ma tutti mi danno risposte diverse. E ciò che mi spaventa di più è che ieri la stazione di servizio segnata sul mio GPS era inesistente. E se anche quella che il mio GPS dice che è a 150 km non esistesse?

Finalmente, dopo 160 km in quasi tre ore andando pianissimo, eccola… la stazione di servizio. E GD è praticamente a secco. Ho fatto 450 km dall’ultimo pieno. Ho stabilito un altro record. Fiuuuu…

Ma anche se rimanere quasi a secco fa paura, ho ottenuto un’importante vittoria oggi quando raggiungo Mano Del Desierto. Questa scultura era sulla mia lista dei desideri da che ho iniziato a fare viaggi di avventura, ed è solo oggi che la raggiungo. Riesco pure a trovare l’indicazione del Tropico del Capricorno.

I giorni successivi continuo a dirigermi a sud sulla strada 5, passando città come Chanaral, La Serena e Valparaiso. Il paesaggio del Chile è davvero unico. Sembra di stare su un pianeta diverso. Il vento è ancora forte in certi tratti, ma l’azzurro fantastico dell’Oceano Pacifico giù dalla scogliera compensa la difficoltà di dover lottare contro il vento. Mentre mi dirigo sempre più a sud in Chile, vedo più colori e più cactus e cespugli nella pampa, rispetta alla sabbia, dune e montagne spoglie del nord del paese.

Le case nelle città più grandi del Chile sono simili a quelle malesi. Le strade sono buone, ma le motociclette devono pagare pedaggio . Lungo la strada per Valparaiso, vedo i locali che sventolano bandiere bianche per attirare l’attenzione delle persone per farle comprare il formaggio venduto sul ciglio della strada. Mi fermo 2 notti a Valparaiso e esploro la città vecchia che è gemellata con Malacca.

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La mia ultima destinazione in Chile è Santiago. Vado diretta all’ambasciata malese e ricevo un caloroso benvenuto da parte di Dato Dr Rameez, l’ambasciatore, e il personale. C’è tanto cibo buono malese, come nasi lemak con pollo rendang, rojak e altre prelibatezze. Dato Rameez mi invita a fermarmi a Malaysia House. Ci sto tre notti e riesco a spedire la mia moto per una revisione alla sede Yamaha locale e prendo il thè con le donne Perwakilan. Vorrei ringraziare Dato Rameez, la bellissima Datin Noor Zulaikha, l’ambasciata malesiana a Santiago e Yamamotor Santiago per la loro ospitalità.

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