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Un viaggio a supporto di un progetto che merita di essere raccontato.
L’avventura questa volta non è all’insegna della libertà e della natura ma della solidarietà. Un sorta di “magia del bene”, che mette insieme il piacere della guida alla voglia di sacrificare un po’ del proprio tempo per far sapere a “chi” ”si trova in uno sperduto punto del mondo che c’è qualcuno che si sta preoccupando per lui. I due protagonisti della storia sono Debora e Piero.

 

LE PREMESSE

A volte si è portati a riflettere sulla propria vita e sul come è stata vissuta finora. Spesso succede dopo aver scoperto e sconfitto una brutta patologia. Ci si guarda indietro e si realizza che è arrivato il momento di fare qualcosa in più per gli altri, di portare un aiuto a chi si trova in difficoltà.
E successo a Piero e Debora, i protagonisti del viaggio in moto che stiamo per raccontarvi.
Da questi presupposti è nata l’associazione “INSELLAPERLAVITA” e i vari progetti che ne sono seguiti.
Si tratta di un’associazione da poco costituita che ha la necessità di farsi conoscere, di far sapere che esiste a chi ha bisogno di sostegno (anche morale). Nello strutturare questo percorso Debora si avvalgono del prezioso supporto di un Frate Missionario di Bergamo, conosciuto diversi anni prima in Thailandia e ai tempi impegnato nella realizzazione di un centro per bambini orfani (tutt’oggi esistente e perfettamente attivo).
Già i bambini. Chi più di loro può aver bisogno di aiuto?
E infatti in questa direzione va anche il progetto “DESTINATION RUSSIA”
L’idea di Piero e Debora, motoviaggiatori di provata esperienza, parte da una ricerca effettuata su internet allo scopo di individuare a chi proporlo. Tra i mille progetti ed onlus presenti in rete a colpirli è stata la “AASIB – AIUTATECI A SALVARE I BAMBINI”.
Una e-mail di contatto ha portato subito a un incontro, a Rovereto, con il presidente, il Dottor Ennio Bordato.
I nostri due riders ci hanno spiegato che l’incontro diretto, il dialogo è indispensabile a capire se si è sulla stessa lunghezza d’onda. E così è stato. “AASIB” opera nella Federazione Russia sin dal 2001 ed è stata promotrice della Casa dell’Accoglienza, una struttura adibita a foresteria pediatrica, ed attualmente sostenitrice di altri progetti a sostegno delle vittime della guerra in Ucraina, guerra di cui si parla poco ma che conta migliaia di morti ogni anno, dove le persone non riescono a curarsi a causa della mancanza di farmaci e del mercato nero che si è sviluppato intorno ad essi.
Prima ancora di partire per la Russia Piero e Debora hanno aderito alla richiesta urgente di medicinali per i bambini Ucraini, organizzandone la raccolta e l’invio attraverso la loro associazione coinvolgendo privati, medici, farmacie e il “Banco del Farmaco”. Questo impegno si è concretizzato in 4 bancali, in parte già inviati e in parte pronti a farlo appena ultimato l’iter burocratico.

A questo punto chiediamo direttamente a Piero
“Perché Mosca e non l’Ucraina come meta del viaggio in moto”?
“Inizialmente il viaggio doveva toccare prima l’Ucraina e in seguito Mosca e San Pietroburgo. Ci è stato sconsigliato di attraversare territori di guerra, c’era l’impossibilità di raggiungere i punti di soccorso e inoltre le date di consegna dei medicinali e quelle del viaggio non erano compatibili.
Abbiamo però ritenuto utile verificare l’attività dell’associazione che andavamo a sostenere e l’idea è stata quindi quella di arrivare a Mosca, fulcro e fondamento dell’associazione di Bordato, esattamente nei giorni (22-25 giugno 2016) per presentazione un libro di fiabe in russo ai bambini e incontrare il direttore dell’ospedale pediatrico oncologico della città (R.D.K.B). Bordato ci ha raggiunti in aereo e ci ha guidati in una visita di due giorni prima alla Casa dell’Accoglienza, dove abbiamo potuto portare comunque regali e peluche, poi alla Casa degli Orfani, struttura che accoglie bambini orfani con gravi malattie (non solo oncologiche). La descrizione delle strutture è stata fatta in modo dettagliato perché crediamo possa dare seguito a interventi migliorativi.
Per noi è importante osservare ogni aspetto cercando di riportare con la massima trasparenza ciò che vediamo.
Lasciata Mosca – prosegue Piero – ci siamo diretti a San Pietroburgo per incontrare i rappresentanti della FONDAZIONE PROSPETTIVE che si occupa di aiutare ragazzi disabili. Quest’ultimo incontro è nato dall’esigenza di conoscere un’ulteriore realtà e di verificare la possibilità per una futura collaborazione e aiuti.
Abbiamo conosciuto la Fondazione attraverso la Dott.ssa Marta Dell’asta ricercatrice presso la Fondazione RUSSIA CRISTIANA e residente per anni nella Federazione Russa”.

Organizzare “DESTINATION RUSSIA” ha richiesto a Piero e Debora” oltre quattro mesi di preparativi. Questo arco di tempo è servito raccogliere i medicinali, incontrare aziende alla ricerca di sponsorizzazioni, pianificare il percorso, preparare la moto, richiedere permessi e visti…
In considerazione di questi impegni i due protagonisti hanno deciso di puntare a tappe motociclistiche lunghe per sfruttare al meglio i pochi giorni a disposizione. Ecco il loro resoconto di viaggio.

 

IL VIAGGIO IN MOTO

I 900 km percorsi il primo giorno ci hanno permesso di raggiungere Praga. Tutto sommato un viaggio meno impegnativo del previsto e quasi totalmente via autostrada.
I 650 km del secondo giorno ci hanno portato, anche in questo caso senza particolari difficoltà, a Varsavia.
Il ritmo da motociclisti puri e duri ha toccato il massimo il terzo giorno di viaggio: in circa 11 ore abbiamo raggiunto Rezekne, centro della Lettonia orientale ad una trentina di chilometri dal confine russo. Il trasferimento è stato faticosissimo: le strade polacche sono un cantiere aperto in previsione della costruzione di autostrade (che al momento non ci sono) sostituite da infinite statali con migliaia di camion che la percorrono in ogni direzione. La rete stradale Lituana prima e quella Lettone poi, pur prive anch’esse di autostrade, sono state al contrario un vero piacere per la guida: poco traffico, natura incontaminata e incontri incredibili ed imprevedibili con alci, castori, lupi e anche una renna.
Il quarto giorno siamo entrati a MOSCA, prima vera tappa del progetto.

Nella capitale russa la sosta è durata quattro giorni e ci ha permesso di spendere qualche ora anche per dare un’occhiata veloce ai principali monumenti prima di passare alle visite programmate.
Gli incontri sono stati possibili grazie alla presenza del presidente dell’associazione “AIUTATECI A SALVARE I BAMBINI”, il dott. Bordato, ed alla sua gentile disponibilità nel farci da traduttore.
A fare gli onori di casa all’ospedale pediatrico oncologico R.D.K.R. sono stati il vice primario del centro scientifico Dima Rogachev e il dott. Dmitrij Vital’evich Litvinov, in una lunga mattinata che gentilmente ci hanno messo a disposizione.
“Il nuovo centro è stato voluto dal presidente Putin”, ci spiegano durante la visita alla vecchia struttura adiacente al complesso attuale. 80 milioni di euro sono stati messi a disposizione dei medici per far nascere dal nulla quello che in soli 3 anni di lavori è diventato oggi il centro oncologico pediatrico più importante della Russia e uno dei più prestigiosi d’Europa.
Attualmente vi sono in cura circa 1.000 piccoli pazienti, curati con le migliori tecnologie mediche disponibili e assolutamente all’avanguardia.
La struttura dispone di appartamenti a disposizione delle famiglie dei degenti e anche una scuola con diverse aule didattiche cosi da permettere ai ragazzi di proseguire gli studi anche in fase di terapie.
La nostra visita termina con la preghiera del professore di non considerare la Russia solo dal punto di vista politico ma al contrario di considerare il popolo russo fatto di persone desiderose di aprirsi al mondo e di confrontarsi con tutti.

 

LA CASA DEGLI ORFANI

Il programma prevede la visita della Casa degli Organi, struttura gestita da volontari e finanziata da donazioni private.
I bambini ospitati, oltre ad essere orfani – ci spiegano – sono tutti malati oncologici o con handicap motori. Il centro se ne prende cura sino alla maggiore età (18 anni).
In alcuni casi si riesce ad inserirli nella società fornendo loro un lavoro e una sistemazione, mentre si prosegue a prendersi cura dei casi gravi, facendo diventare questa struttura la loro casa definitiva.
Quando arriviamo i piccoli ospiti sono soltanto una decina: gli altri ragazzi (circa una ventina) sono al mare per qualche giorno. La Casa si trova nella periferia della città, immersa nel verde e nella pace assoluta (scelta fortemente voluta per aiutare gli ospiti a trovare un po’ di serenità) e si sviluppa su tre piani. Sfortunatamente non c’è ascensore e quando lo facciamo notare vi viene risposto che i bambini che sono in grado di salire e scendere da soli vengono presi in braccio.
La mancanza è di una certa rilevanza, in presenza di bambini con malformazioni agli arti inferiori, ma l’amore che si percepisce e che traspare dagli occhi dei volontari la rendono del tutto trascurabile.
La cucina è completa e le camere dei ragazzi, per lo più a due letti, perfettamente pulite e in ordine. Peluche, fogli da disegno e pennarelli completano un ambiente adeguato ai piccoli ospiti.
Non manca l’aula didattica dove vengono fatte lezioni con insegnanti e psicologi e la stanza ludica.
Il giardino della casa presenta un ampio giardino e una piccola piscina gonfiabile.
Ci viene spiegato che la mentalità e la cultura ancora oggi radicata in Russia e anche in altri Paesi confinanti non contempla un disabile come “persona da aiutare e da inserire nella società esattamente come ogni altra persona” e di conseguenza si tende, a volte colpevole la stessa famiglia, ad isolarla.

 

LA CASA DELL’ACCOGLIENZA

Il pomeriggio prosegue con la vista alla Casa dell’Accoglienza, voluta e finanziata dalla Onlus “Aiutateci a salvare i bambini” con la quale abbiamo pianificato questo viaggio.
Anche in questo caso ci ritroviamo fuori città circondati dal verde.
Vi risiedono circa venti famiglie con i relativi bambini in cura presso il centro R.D.K.B. in ricovero day hospital.
La maggior parte dei piccoli ha varie forme di tumore, sia della pelle che osseo.
Vi sono poi alcuni pazienti con evidenti malformazioni dovute a incidenti stradali.
Ci sorprende la grande cucina con più piani fuochi e ben cinque frigoriferi che ci dicono essere stati donati dalla Indesit.
Al primo piano sono state ricavate le stanze che ospitano genitori e bambini dei bambini.
I bambini ci colpiscono per la loro semplicità e ingenuità nonostante le gravi malattie. Ne vogliamo ricordare uno in particolare.
Ha circa 6/7 anni e lo notiamo seduto sul divano in compagnia della mamma. Appena ci vede si copre con il viso con le mani. Purtroppo la malattia l’ha completamente deformato e questa condizione lo rende schivo con gli estranei e gli altri bambini.
Anche qui lasciamo peluche e palloncini colorati da gonfiare.
Debora prova a interagire con il bambino e un po’ alla volta riesce a trovare uno spiraglio. Lui trova il coraggio di spostare le mani dal viso per prendere un peluche. Il momento è di quelli nei quali si fa fatica a trattenere le lacrime e che ti fa sentire del tutto impotenti davanti alla sofferenza. Allo stesso tempo ti fanno trovare la forza e la voglia di proseguire in questa direzione nonostante le difficoltà per il resto della vita.

 

LA FONDAZIONE PROSPETTIVE

Riprendiamo il viaggio e ci trasferiamo a San Pietroburgo. La distanza da Mosca è di 750 km circa, il tratto è noioso in quanto si snoda lungo statali che attraversano centri abitati popolosi con traffico elevato.
La città è totalmente differente da Mosca. Meno pulita della capitale ma decisamente più vitale e giovane.
Arriviamo nel periodo delle notti bianche e la sera si riversano in strada migliaia e migliaia di persone, con musicisti di strada dovunque, allegria e voglia di godere la luce.
Il buio si percepisce solo verso le 00:30 mentre alle 03:00 è già pieno giorno.
Il nostro incontro con la Fondazione Prospettive ci permette di confrontarci su alcuni temi legati alla sanità con alcuni giovani volontari sempre aperti e disponibili.
La sede è un appartamento in periferia costituito di una cucina, due camere da letto, una sala adibita anche a palestra per le terapie con alcuni attrezzi e un bagno.
Un giovane volontario ci accoglie insieme a due ragazzi disabili in carrozzina.
La rappresentante della Fondazione che ci accompagna nella visita ci spiega delle mille difficoltà di portare avanti l’assistenza a oltre 100 persone (un impegno che va oltre gli ospiti della casa).
I fondi arrivano da donazioni private e dai corrispettivi centri tedesco ed inglese.
Chiediamo dettagli sulle necessità urgenti per poi valutare possibili future forme di aiuto.

 

SI TORNA A CASA

Nei successivi giorni raggiungiamo Riga, in Lettonia, e poi Vilnius in Lituania.
Le strade sono piacevoli da percorrere e le città una vera sorpresa:
belle, animate, con centri medievali splendidi.
Da li proseguiamo in direzione Lublino e Cracovia. Riattraversare la Polonia è davvero dura: per percorrere 350 chilometri ci vogliono circa 6 ore. Difficile scendere sotto questa tempistica. La velocità media non va oltre i 70/80 km/h.
Le ultime due tappe sono rappresentate da Budapest e infine da Zagabria.
Tappe entrambe accompagnate da momenti di pioggia intensa che non ci impediscono però di godere dei paesaggi che ci accompagnano. In particolare è la Slovacchia a colpirci con i suo grandi spazi alpini. L’ultimo tratto del rientro, Zagabria-Milano, ci mette alle corde. Il caldo è insopportabile; siamo stanchi ma felici. La parte “motoristica” del nostro viaggio è stata appagante ma ancor di più lo sono stati gli abbracci e i sorrisi dei bambini che abbiamo incontrato, anche se per poche ore.
Abbiamo la certezza assoluta di voler proseguire nel cercare di essere utili agli altri, ai bambini di qualunque colore, religione e Paese. Il nostro sogno per il futuro? Lavorare perché questi brevi momenti possano presto diventare ciò che ci assorbirà per l’intera vita.
Piero e Debora
insellaperlavita@gmail.com

 

DESTINATION AFRICA

I nostri due Explorer stanno già pensando al prossimo progetto: raccogliere fondi per acquistare siringhe con aghi retrattili monouso (per rendere impossibili i contagi da qualunque forma di malattia e infezione). Purtroppo ancora oggi in Africa troppo spesso lo stesso ago viene riutilizzato decine di volte. E allora sotto con…DESTINATION AFRICA

 


PROGETTO “DESTINATION RUSSIA”

I dati del viaggio

PARTENZA: 18 GIUGNO 2016
DURATA: 16 GIORNI
DISTANZA PERCORSA: 6.874 km
MOTO UTILIZZATA: SUZUKI V-STROM 1000
CONSUMO MEDIO CARBURANTE: 17,2 km/litro
PAESI ATTRAVERSATI: ITALIA,AUSTRIA,GERMANIA,REPUBBLICA CECA, LITUANIA,
LETTONIA, RUSSIA, SLOVACCHIA, UNGHERIA, CROAZIA, SLOVENIA
CITTA’ VISITATE: MILANO, PRAGA, VARSAVIA, REZEKNE, MOSCA, SAN PIETROBURGO, RIGA, VILNIUS, LUBLINO, CRACOVIA, BUDAPEST, ZAGABRIA, MILANO

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