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Matrimonio a Capo Nord

Viaggio in moto per matrimonio a Capo Nord

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Per la maggior parte delle persone il matrimonio rappresenta uno spartiacqua importante. Un cambio di rotta che implica la condivisione di una casa, del tempo libero, dei momenti tristi e felici. La scelta del proprio compagno/compagna si basa spesso sulla condivisione di ideali, emozioni, passioni, stile di vita.

La storia che vi raccontiamo parla di un matrimonio piuttosto singolare, che vede protagonisti Stefano e Lara, 35 e 27 anni, entrambi appassionati di viaggi in moto.

Per rendere questo giorno il più bello della loro vita le “due anime gemelle” hanno pensato di posare la ciliegina sulla torta al raggiungimento di una tra le mete più ambite dai travellers: Capo Nord! Ma facciamolo raccontare a loro.

Partiamo da casa sabato 13 agosto 2016 con le migliori intenzioni e dopo una buona colazione. Noi carichi come molle e la nostra Honda come un mulo. Il matrimonio è fissato per domenica 21 e contiamo di essere di ritorno entro quella successiva. In totale 16 giorni. Abbiamo molta strada da percorrere e poco tempo da dedicare al “turismo” in senso classico. L’idea è quella di arrivare il più velocemente possibile a Rostock, città tedesca da dove parte il traghetto per la Danimarca, utilizzando prevalentemente l’autostrada. La prima tappa ci porta in 630 km da Bologna a Langebruck, poco sopra Monaco. La giornata è stata perfetta: sole, poco traffico e neanche troppo caldo. I km passano lisci permettendoci di arrivare a destinazione prima del tempo. Meglio così. La seconda tappa punta a Dallgow(altri 540 km). Alla noia del viaggiare in autostrada si aggiunge la frustrazione di non poter sfruttare i tratti privi di limite di velocità: sopra una certa media l’anteriore della Honda diventa troppo “ballerino”. L’interfono ci permette di non lasciarci ipnotizzare dal grigiore infinito del percorso davanti a noi e il chiacchierare sul fatto che torneremo sposati fa scivolare via buona parte della Germania, fino alle porte di Berlino. Ci fermiamo per la notte in un posto molto carino immerso nel verde e circondato da allevamenti di cavalliCi sentiamo in vacanza.

La terza tappa ci permette di superare tre confini, passando dalla Germania alla Danimarca e da lì alla Svezia. In totale percorriamo 422 km. Ma andiamo per gradi.A Rostock il traghetto è in orario perfetto; giusto il tempo di fare una passeggiata lungo l’enorme spiaggia cittadina sul Mar Baltico e poi ci mettiamo in fila per imbarcarci, smarmittando un po’; da buoni Italiani facciamo presto amicizia con due connazionali partite da Milano in bici alla volta di Copenaghen. Anche il portuale addetto all’imbarco si aggiunge al gruppo: è un motociclista e ci racconta delle sue moto e dei suoi viaggi.Appena un’ora e mezza più tardi siamo al porto di Gadser, piccolo paesino danese dove facciamo carburante e partiamo alla volta della Svezia. Siamo sempre in fase di trasferimento in quanto la meta del viaggio è molto, molto più a Nord.Per approdare in Svezia c’è lo spettacolare ponte di Oresund, un capolavoro dell’ingegneria che si tuffa nel mare e prosegue per 16 km. Sopra, su due livelli viaggia il traffico stradale e quello ferroviario. Ci gustiamo la traversata e paghiamo malvolentieri i 28 euro al casello di arrivo, che funge in pratica da confine con la Svezia. Una simpatica poliziotta ci ferma per controllare i documenti, ma senza essere troppo puntigliosa ci lascia ripartire. La destinazione finale, per quel giorno è appena fuori dalla storica e multietnica Malmo, per la precisione a Djurslövsvägen.

La Norvegia ci dà il benvenuto

Tutto procede tranquillo e inizia a crescere in noi la voglia di vedere quel tanto atteso cartello di confine con la scritta “Norge”.La giornata di sole è perfetta per affrontare i 575 km che si separano da OSLO. La strada è davvero molto piacevole da percorrere e iniziamo a incontrare panorami ai quali non siamo abituati.Rapidissimo “check” al cartello del confine, per le foto di rito, e poi dritti fino alla capitale della Norvegia, dove alloggiamo in un hotel per studenti.Il resto del viaggio è più di un trasferimento. Questo è il Paese che abbiamo scelto per compiere “il grande passo” e vogliamo godercelo a pieno. Le distanze rimangono impegnative, ma quanto ci circonda è davvero spettacolare.

Il tratto che ci porta a Molde, città situata nella parte nord-occidentale del Paese, nella regione dei fiordi, è costellato da laghi e da casette colorate, vere e proprie cartoline.
La strada si perde nel verde, alternando boschetti a piccoli paesini. Stiamo raggiungendo il traghetto che in appena 15 minuti ci condurrà da Afarnes a Solnes e da lì, in 22 km a Molde. Qui la sosta ha un sapore nuovo: dormiamo in uno stupendo appartamento con vista sui fiordi e sugli innumerevoli picchi che fanno da sfondo alla Siamo eccitati: domani l’appuntamento è con uno degli obiettivi di questo viaggio: percorrere l’Atlantic Road.

L’atlantic Road

È una delle strade più belle del Nord Europa. Percorrerla è come affrontare le montagne russe… ma sull’oceano. Da lontano si vedono le prime curve e dentro il casco il sorriso si allarga!
Non molto lunga la tratta sui fiordi… ma si continua in mezzo al bosco ed è una gioia consumare un po’ la spalla della gomma dopo tanto dritto! Il piccolo negozio di souvenir che s’incontra è una tappa obbligata per chi passa da queste parti. Il percorso è lungo soltanto 46 km e ci riporta in territorio svedese. La temperatura si abbassa e diventano indispensabili i layer termici delle nostre giacche tecniche. Pernottiamo ad Äre in un pub gestito da un motociclista che al piano superiore ha allestito alcune piccole stanze. Äre rappresenta il punto di partenza della tappa più lunga e faticosa che ci porterà ad attraversare la Svezia fino a Gallivare. Parliamo di ben 814 km. Ecco com’è andata.

Partiamo senza tute antipioggia, mentre pioviggina appena, convinti di uscire presto dalle nuvole. Grave errore! Lungo la strada i paesi iniziano a diradarsi e proseguiamo su lunghi stradoni con asfalto perfetto immersi tra gli alberi (attenzione a cervi e renne); la pioggia fa sul serio e trovare un posto al coperto sembra impossibile. Inzuppati e infreddoliti decidiamo di proseguire ma a 50 km da Gallivare incontriamo lavori stradali davvero impegnativi: al posto dell’asfalto c’è una ghiaia di circa 5 cm che di fa viaggiare a passo d’uomo per 7-8 km. Un vero incubo! Siamo stremati. Una notte di sonno profondo e siamo pronti a riprendere la marcia. Capo Nord si avvicina. E il cattivo tempo ormai non ci spaventa più. Dall’Alta Svezia passiamo all’Alta Norvegia in una tappa di 500 km.
Il paesaggio cambia nuovamente e gli alberi ai bordi della strada lasciano tratti completamente aperti, con i primi gruppi di renne che allegramente attraversano la strada, fortunatamente senza mai rendersi pericolose. Ci troviamo a viaggiare anche tra le rocce fiancheggiando un fiume. Le famose casette rosse del posto diventano il nostro “hotel” per la notte. L’esperienza è bellissima. Siamo immersi in una natura che appare incontaminata.

Il Gran Giorno Si Avvicina!

Dal punto in cui ci troviamo Capo Nord è a soli 297 km.Il Signor Cato (il sacerdote che terrà la cerimonia) ci ha chiamato ieri per confermare l’appuntamento alle 14:00, a Capo Nord! Solo a sentirlo pronunciare ci vengono i brividi dalla felicità. Lasciamo all’ alba il “rosso nido” per coprire la breve distanza che ci separa. La Transalp parte al primo colpo (svegliando i cani da slitta nei recinti attorno alla casa) e riprendiamo la strada esaltati come non mai.Circa tre ore si separano dal sogno… ma scopriamo ben presto che bisogna lottare per raggiungerlo. Il clima si è impegnato parecchio nel metterci i bastoni fra le ruote, in tutti i sensi, a 70 km da Honnisvag, il comune più a nord della Norvegia, pioggia e folate di vento ci spingono con violenza verso i guard-rail che ci separavano dall’oceano.
A Honnisvag si trova l’ultima stazione di servizio prima della meta finale. Meglio fare il pieno. Ancora una sosta al campeggio dove passeremo la prima notte di nozze e poi affrontiamo gli ultimi 20 km. A pioggia e vento si aggiungono nuvole così basse da far sparire la strada davanti a noi… viaggiamo alla cieca finchè non ci appare il tanto atteso cartello: “NORDKAPP “. Siamo arrivati!

Entriamo nella struttura indicata e scendiamo al pinao inferiore, dove si trova la cappella. Mr. Cato ci fa un piccolo breefing e subito dopo da inizio alla cerimonia, breve ma comunque emozionante, metà in inglese e metà in norvegese. Tornati al piano superiore l’emozione continua, il cielo si è aperto e finalmente eccolo lì, il “Globo”. Bellissimo. Non perdiamo tempo: con il vento che taglia la faccia facciamo le foto ricordo di questo momento memorabile. Torniamo a casa come marito e moglie!

Il Viaggio di Ritorno

Brevemente le tappe.

747 km da CAPONORD a Överkalix
La moto inizia ad avere qualche cedimento, i paraolii delle forcelle saltano e siamo costretti a fasciare le “zampe” della Transalp per evitare che l’olio finisca sui dischi. La pioggia continua a farci compagnia ma non abbiamo più paura di nulla, tutto sembra più easy. La voglia di tornare a casa è grande.

579 km da Överkalix a Bjästa (Svezia)
La giornata passa rapida e senza intoppi; guardiamo con nostalgia i panorami che cambiano lasciandoci alle spalle la natura quasi incontaminata e riportandoci pian piano verso la civiltà.

546 km da Bjästa a Eskilstuna
Proseguiamo in direzione di Stoccolma insieme a un gruppo di motociclisti incontrati presso una stazione di servizio.

636 km Eskilstuna – Trellebor (Svezia)
Torniamo a vedere forme di vita che non hanno corna e pellicce; ci dirigiamo al porto di Trellebord accompagnati da una brezza calda, quella dell’Europa che meglio conosciamo.
Da qui un traghetto ci porterà in Germania.

276 km Trellebor – Berlino (Germania) km 276
Abituati a stare sempre in sella, le 7 ore di traghetto appaiono strane. Ne approfittiamo per riposare un po’ e scambiare qualche parola con alcuni biker… che parlano soltanto il norvegese. Ci si capisce a gesti.

613 km Berlino – Monaco (Germania)
Casa nostra è ormai dietro l’angolo!

Una Curiosità

Capo Nord è considerato il punto più a nord dell’Europa, ma ciò non è corretto in quanto il promontorio di Knivskjellodden, situato sull’isola di Magerøya, ad ovest di Capo Nord e visibile dalla falesia stessa, si trova a circa 1.400 metri più a Nord. Ma c’è un altro aspetto che cambia ulteriormente le carte: i due punti indicati si trovano entrambi su di un’isola e non possono quindi essere considerati “punto geografico più a nord dell’Europa continentale”, che passa a Capo Nordkinn, o Kinnarodden, comune di Gamvik nella penisola di Nordkynn, a circa 70 km a est da Capo Nord.

I protagonisti

Stefano e Laura: la moto e le esperienze di viaggio

I protagonisti

Stefano e Laura: la moto e le esperienze di viaggio

Stefano e Laura sono viaggiatori affezionati al continente europeo.
Lo dicono i loro precedenti viaggi. Prima di affrontare Capo Nord hanno attraverso Grecia, Austria, Germania, Francia, Inghilterra, Svizzera, Belgio, Olanda… senza dimenticare i tanti percorsi italiani meritevoli di attenzione.
La prossima tappa sarà per loro la WILD ATLANTIC WAY (Irlanda).

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