Se chiedessimo a uno straniero quali città russe conosce, le prime che nominerebbe sarebbero sicuramente Mosca e San Pietroburgo. Sono le più grandi, popolose, turistiche e probabilmente anche le più belle e curate di tutta la Russia, e basta guardare sulla mappa per accorgersi che sono separate da appena 700 chilometri, una distanza davvero minima per gli standard russi. Tuttavia, si tratta di una semplice autostrada dritta, estremamente noiosa per un viaggio in moto. Perciò, ho deciso di inventare il mio personale itinerario da Mosca a San Pietroburgo percorrendo strade secondarie, attraverso altre città interessanti e villaggi caratteristici, proprio come piace ai veri motociclisti.

 

Giorno 1 (o meglio, notte 1)

Conosco molto bene la capitale russa e, insieme ai miei amici, ho deciso di esplorarla di notte. Con il buio, Mosca sembra completamente diversa, è ricca di luci scintillanti e sembra che non voglia mai addormentarsi. Abbiamo scattato una foto vicino al Cremlino, fatto un giro in centro, lungo stradine tranquille e piene di edifici storici, poi ci siamo diretti verso il lungofiume dal lato opposto del quartiere degli affari di Mosca noto come “Moscow City”. Ero molto sorpreso quando ho letto su Wikipedia che 8 dei 10 edifici più alti d’Europa si trovano in Russia e i 5 più alti d’Europa si trovano a Mosca e a San Pietroburgo.
Potete vederne 4 proprio dietro alla mia moto nel quartiere degli affari di Moscow City.

Poi abbiamo visitato i due luoghi moscoviti più iconici per un biker: il primo è la base dei Night Wolves (Nochnie Volky) con tanto di locale notturno (Sexton); il secondo è il Night Train, il luogo in cui viene riconosciuto il chilometro zero delle ferrovie russe. Ci siamo fermati anche al bar dedicato ai motociclisti per sorseggiare un tè da veri biker.


 

Giorno 2

Ho caricato la mia attrezzatura, compresa quella da campeggio, e mi sono diretto a ovest, verso la Lettonia, percorrendo strade secondarie o costeggiando l’autostrada M9. Le condizioni meteo erano super favorevoli, perciò ho deciso di vedere più luoghi possibile lungo il tragitto. Ho guidato e passeggiato per Volokolamsk, fondata nel 1054 da Jaroslav il saggio e 100 anni più antica di Mosca.
Nel centro di Volokolamsk si trova un piccolo ma interessante Cremlino.
La cattedrale della Resurrezione (in russo Voskresenskiy sobor) fu costruita intorno al 1480 per ordine del principe Boris Vasilyevich. Il materiale utilizzato per l’edificio è la pietra bianca. La cattedrale rappresentava un’importante difesa per il Cremlino: grazie alle mura massicce e alle feritoie collocate nella parte superiore, la costruzione diventò una “fortezza” inespugnabile.

Dopo aver visitato il Cremlino, ho deciso di cenare in un ristorante eccellente che conoscevo già da tempo, ovvero lo Zotto. Se viaggiate dalla Lettonia verso Mosca percorrendo l’autostrada M9, è davvero un’ottima opzione per il pranzo.

La tappa successiva è stata la centrale idroelettrica di Yaropolets.
Sul fiume Lama è possibile ammirare il vecchio mulino ad acqua della tenuta Graph Chernyshev. In passato, gli abitanti del villaggio decisero di utilizzarne il meccanismo ma migliorandone la progettazione. Non era necessario scavare il canale e la diga per il mulino era già stata costruita. Nel 1919, al mulino fu aggiunto un generatore a dinamo da 12 kW che fu collegato alla ruota utilizzando una trasmissione a cinghia tradizionale.
La nuova struttura fu inaugurata il 7 novembre 1919 e fu così che l’elettricità arrivò fino alle case del villaggio, alla scuola, all’ospedale e alla pompa dell’acqua.
Questa importantissima data è rimasta negli annali della storia sovietica e russa: l’inaugurazione della prima CENTRALE IDROELETTRICA rurale a Yaropolets.

Adesso, la struttura è stata trasformata in un museo che attrae molti turisti grazie alla diga e alla bellezza della natura circostante.

Successivamente, ho guidato attraverso la foresta per trovare un punto di osservazione adatto sul fiume Derzha. Ho ammirato pendii mozzafiato con foreste di abeti, più simili al panorama della Carelia, in Russia settentrionale, che alla parte centrale in cui mi trovavo in quel momento. Quei luoghi erano davvero meravigliosi e tranquilli e la strada per raggiungerli era pittoresca. Purtroppo non mi ero portato il pranzo e non ho potuto mangiare là sulla riva del fiume, anche perché avevo già fatto tappa al ristorante.

In seguito, ho raggiunto la città di Rzhev e ho visitato il suo nuovo memoriale dedicato ai soldati sovietici. Questa enorme scultura di 25 metri insieme al complesso del museo ci ricorda una delle battaglie più sanguinose della seconda guerra mondiale, ed è davvero un monumento impressionante.
Queste opere ci ricordano i terribili errori delle generazioni passate, che spero non verranno ripetuti in futuro.

Ho deciso di trascorrere la notte presso il centro ricreativo di Derbovezh, sulla riva del lago. Il giorno successivo avrei iniziato a dormire in tenda e volevo regalarmi una notte in un’accogliente casetta in legno.


 

Giorno 3

Ho dormito bene e non avevo alcuna fretta di partire. Dopo aver fatto colazione, ho fatto una passeggiata per il vasto territorio del centro ricreativo e una nuotata nel lago. Poi sono partito verso la città di Ostrov, le cui attrazioni principali sono i ponti a catena sospesi e la chiesa sull’isola. I ponti sono strutture architettoniche davvero interessanti e nel parco ho trovato anche un piccolo monumento su cui era disegnata una stella, assolutamente identica alla stella sul mio logo, guardate la foto!
Dopodiché sono andato ad Izborsk e sono rimasto colpito da ciò che ho visto. Se non la conosci, puoi passarci di fianco percorrendo l’autostrada e ignorarla, in quanto sembra una piccola città qualunque, addirittura un paesino. Ma sarebbe un grosso errore! Senza dubbio, la fortezza di Izborsk e le cascate slovene meritano una visita, sono luoghi da sogno.
Un tempo, Izborsk era una città vitale e strategica dell’antica Rus’, che respinse innumerevoli attacchi da orde di invasori nemici.
Si trova infatti sul confine occidentale della Russia e rappresentava il punto in cui iniziava lo stato russo. Secondo la leggenda, nell’862 i principi russi in conflitto invitarono i Vareghi (Vichinghi) svedesi nelle loro terre per stabilire l’ordine. In tre risposero alla chiamata: Rjurik, che diventò governatore della forte Repubblica di Novgorod, insieme ai suoi fratelli minori, Sineus, cui fu affidata Belozersk, e Truvor, cui toccò Izborsk. Truvor morì pochi anni dopo (la sua presunta tomba è sopravvissuta fino a oggi).

Fin dal tredicesimo secolo, la città fu attaccata regolarmente dai cavalieri dell’Ordine teutonico e da altri ordini religiosi con cui la Russia era in guerra. Per questo, nel 1330 fu costruito un imponente forte che per un secolo contrastò otto grandi assedi perpetrati dai Livoniani (sezione autonoma dell’Ordine teutonico), il più lungo dei quali durò 18 giorni. I Livoriani soprannominarono Izborsk “città di ferro”: nemmeno gli arieti erano riusciti a scalfirne le mura. Solo pochissimi invasori riuscirono a prenderne il controllo, tra questi troviamo, ad esempio, il re di Polonia e Lituania Stefano I Báthory nel sedicesimo secolo.

Quando Pietro il Grande fondò San Pietroburgo, Izborsk, come Pskov, perse la sua importanza, trasformandosi in una città di provincia. Durante la seconda guerra mondiale, la città e il forte furono occupati dalle truppe tedesche.
Oggi, il forte è conosciuto dai turisti e dai pellegrini ortodossi. Poco distante, troviamo le cascate slovene, un luogo considerato sacro. L’acqua si getta dal lato di un precipizio in un lago pieno di cigni che nuotano.

È un luogo davvero straordinario ad appena 5 minuti a piedi dalla fortezza.
Dopo aver visitato Izborsk, ho trovato un bel posticino in cui trascorrere la notte: un comodo prato lontano dalla strada e vicino al lago.


 

Giorno 4

Questo giorno è dedicato a Pskov. Ho impiegato poco tempo ad arrivare, in quanto sono solo 40 chilometri, e la strada è incantevole. Ho lasciato la moto nel parcheggio e ho indossato pantaloncini e sneaker per visitare Pskov e scoprire qualcosa in più sulla sua storia.

Pskov è una città della Russia occidentale, vicina all’Estonia. È conosciuta per il Pskov Krom (o Cremlino di Pskov), una cittadella in cui la fortezza e la Cattedrale della Trinità risalgono al Medioevo. Pskov è una delle città più antiche della Russia. La prima menzione risale all’anno 903 e riguarda il matrimonio tra Igor di Kiev e una nobile locale del villaggio di Vybuty, di nome Olga, in seguito conosciuta come Santa Olga. Gli abitanti di Pskov considerano questo evento come la data della fondazione della città e nel 2003 è stato organizzato un grande giubileo per festeggiare l’anno 1100 dalla nascita di Pskov.

La città conserva ancora la maggior parte delle mura medievali, costruite a partire dal tredicesimo secolo. La cittadella medievale è chiamata Krom o Cremlino e, all’interno delle sue mura, si erge la Cattedrale della Trinità (alta 78 metri), fondata nel 1138 e ricostruita intorno al 1690.
Nel quattordicesimo secolo, la città fungeva da capitale di una repubblica di fatto sovrana. Il suo punto di forza maggiore erano i mercanti che commerciavano con la lega anseatica. L’indipendenza di Pskov fu riconosciuta formalmente da Novgorod nel 1348. Numerosi anni dopo, la veče (assemblea popolare) promulgò un codice di leggi (chiamato Carta di Pskov) che costituì una delle fonti principali del corpo di leggi unitario della Russia promulgato nel 1497.

Per la Russia, la Repubblica di Pskov rappresentava un ponte verso l’Europa; per l’Europa, era l’avamposto occidentale della Russia. Già nel tredicesimo secolo, i mercanti tedeschi erano presenti nell’area di Zapskovye presso la città di Pskov e la Lega anseatica vantava una base commerciale nella stessa zona nella prima metà del sedicesimo secolo, spostata poi a Zavelichye in seguito a un incendio nel 1562. Le guerre con Polonia-Lituania, Svezia e Ordine livoniano interruppero momentaneamente il commercio, che però fu mantenuto fino al diciassettesimo secolo, quando i mercanti svedesi ebbero infine la meglio.

A causa della sua importanza, la città fu vittima di numerosi assedi nel corso della sua storia. Il Pskov Krom (o Cremlino) resistette a ventisei assedi solo nel quindicesimo secolo. In un determinato periodo, la città era circondata da cinque anelli di mura in pietra che la rendevano praticamente inespugnabile. La scuola locale specializzata nella pittura di icone fu particolarmente attiva e prospera e gli artisti locali erano considerati i migliori della Russia. Molte delle peculiarità tipiche dell’architettura russa furono introdotte per la prima volta a Pskov.

Sotto il governo sovietico, ampie zone della città furono ricostruite e molti edifici antichi, soprattutto chiese, furono demoliti per fare spazio a nuove costruzioni. Durante la seconda guerra mondiale, la cittadella medievale poté offrire poca protezione contro l’artiglieria moderna della Wehrmacht (Forze armate tedesche) e Pskov subì danni sostanziali durante l’occupazione tedesca (dal 9 luglio 1941 al 23 luglio 1944). Moltissimi abitanti della città morirono durante la guerra e, da allora, Pskov ha lottato per ripristinare la sua posizione storica di importante centro industriale e culturale della Russia occidentale.

Arrivata la sera, ho deciso di dirigermi verso San Pietroburgo. Era già tardi, ma in estate questa regione della Russia è caratterizzata dalle cosiddette notti bianche, ovvero da un cielo illuminato anche di notte.
Ho scelto la strada più suggestiva, che si trova lungo il confine con l’Estonia, sulle rive del lago Peipsi. Qui si vedono poche macchine, ma in compenso abbondano bellissime spiagge e foreste.
Ho guidato fino al golfo di Finlandia e montato la tenda sulla riva della baia. È stata la decisione migliore e la soluzione più adatta! La spiaggia di sabbia era mozzafiato e davanti potevo ammirare una foresta di pini. Ed è proprio quando mi ritrovo in luoghi simili e trascorro la notte sulla costa in completo silenzio e tranquillità che capisco perché amiamo così tanto viaggiare. Addormentarsi in tenda sotto un cielo stellato, cullato dal rumore delle onde, è quello che definisco un hotel a un milione di stelle.


 

Giorno 5

Alle sette del mattino il sole splendeva già alto nel cielo e la mia tenda si era scaldata, perciò mi sono alzato e ho fatto una bella passeggiata lungo la spiaggia sabbiosa. Ho trascorso la mattina qui, nuotando e prendendo il sole. Ho conosciuto anche un gruppo di giovani abitanti del luogo che si erano accampati poco lontano da me. Mi hanno parlato di molti luoghi interessanti nella regione di Leningrado, che visiterò sicuramente in futuro. Ho quindi rimesso tutte le mie cose nelle valigie in alluminio Givi, molto capienti e a tenuta stagna. Contengono tutto, inclusi tenda e sacco a pelo, senza necessità di legare qualcosa all’esterno: una vera comodità!

L’intero aspetto della reggia di Peterhof è stato modellato nei secoli, permettendoci oggi, nel ventunesimo secolo, di immergerci totalmente nella maestosa storia di San Pietroburgo. È d’obbligo una passeggiata per i suoi edifici e i suoi giardini, alla scoperta dell’antica residenza estiva degli zar, ormai convertita in un museo-riserva di stato. Qui potete ammirare i variegati sistemi delle fontane in marmo e visitare parchi mozzafiato.
Dopo questa tappa mi sono diretto verso il centro della città. Purtroppo, molte delle vie centrali erano chiuse a causa del Campionato europeo di calcio che si stava disputando in quel periodo. Ho quindi parcheggiato la moto e continuato a piedi sul lungofiume. In estate i canali e i fiumi di San Pietroburgo pullulano di barche, motivo per cui viene chiamata la “Venezia del Nord”.
Avevo già visitato San Pietroburgo molte volte, sia in moto che in macchina, perciò alle sei di sera ho deciso di tornare a casa e in 8 ore sono arrivato a Mosca percorrendo l’autostrada e fermandomi solo per riposarmi e fare rifornimento. È stato affascinante osservare come davanti a me, verso Mosca, il cielo si stava scurendo, mentre se guardavo negli specchietti retrovisori (in direzione di San Pietroburgo), il cielo era decisamente molto più chiaro, sebbene fossero già passate le dieci di sera.
Amo le notti bianche delle città settentrionali della Russia.
In conclusione, il viaggio da Mosca a San Pietroburgo si è rivelato meraviglioso, un’esperienza che vale la pena provare almeno una volta nella vita, per avere la possibilità di ammirare così tanta bellezza con i propri occhi.

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