Sicuramente partire da casa direttamente in vespa ha un sapore diverso…
L’idea di scoprire posti nuovi mi esalta, l’esperienza fatta nei viaggi precedenti mi è servita per attrezzarmi in maniera completa in modo da non avere sorprese. La Vespa è infatti allestita con un set completo di borse soffici impermeabili, che mantengono il contenuto asciutto ed al sicuro dalle intemperie. Per far fronte alla pioggia anche io e Pamela ci siamo attrezzati con due completi antipioggia, che abbiamo addirittura utilizzato per proteggerci dalle folate di vento che in queste zone sferzano potenti. Per quanto riguarda il casco abbiamo invece optato per un apribile, comodo soprattutto quando ci si ferma ad ammirare i panorami mozzafiato… e come potrete immaginare qui capita spesso!

 

Diario del viaggio in Sud America in Vespa

Il viaggio in Vespa per il South America, precisamente destinazione Cile, inizia con un noiosissimo trasferimento aereo che prevede uno scalo negli Stati Uniti. La mia compagna di viaggio, Pamela, dorme per tutto il volo ed io passo il tempo fantasticando… sono emozionato come se fosse la prima volta che parto. Dall’arrivo in Cile, e precisamente a Santiago, alla partenza vera e propria passano circa quindici giorni che servono a sbrigare le pratiche necessarie per tornare in possesso della mia adorata Vespa, spedita in Sud America direttamente dall’Australia.
Finalmente siamo pronti a partire alla volta di S. Antonio in Cile, dove io e la mia compagna ritiriamo la Vespa e finalmente iniziamo il viaggio vero e proprio!

I primi giorni ci vedono percorrere la distanza di circa millecinquecento chilometri per arrivare sull’isola di Chiloé immergendoci nella realtà di una bellissima natura incontaminata. Il viaggio per la maggior parte è avvenuto sotto una pioggia incessante ma il nostro equipaggiamento ha fatto si che potessimo arrivare alla sera in albergo sempre asciutti.
Passati alcuni giorni in totale relax puntiamo verso sud dirigendoci verso Coihayque percorrendo la “carretera austral”, a mio avviso una delle strade più belle al mondo. Coihayque rappresenta il primo di un imprecisato numero di passaggi dal Cile all’Argentina e viceversa.
Dopo aver attentamente studiato il percorso su di una “preistorica” cartina optiamo per dirigerci in direzione dell’atlantico per raggiungere El Calafate. Optiamo per passare da Rio Gallegos che, pur non essendo la strada più breve, rappresenta un passaggio quasi obbligatorio in quanto gli altri itinerari prevedono strade sterrate inadatte e impossibili da percorrere con la nostra Vespa, carica come non mai.

El Calafate è famoso per il magnifico e maestoso ghiacciaio “Perito Moreno” che visitiamo per un’intera giornata sia a bordo di un battello, che passeggiando sulla passerella in legno che lo circonda. Quest’ultimo è patrimonio dell’Unesco e grazie alla sua enorme area è considerata come la terza riserva al mondo d’acqua dolce.
Spostandoci di qualche centinaia di km e passando nuovamente in terra cilena pernottiamo a Puerto Natales dove passiamo qualche giorno a fare trekking nel Parco Nazionale Torres del Paine. Qui l’attrazione principale si trova percorrendo un sentiero di una decina di km pieno di sassi, fino ad arrivare in cima dove c’è un lago dominato da tre torri rocciose di 3000mt circa!!! Probabilmente il paesaggio più bello di questo bellissimo viaggio.
Dopo alcuni giorni da semplici turisti partiamo alla volta di Ushuaia, “a fin del mundu” lo spettacolo è inarrivabile e ci sembra impossibile essere riusciti ad arrivare (non senza qualche piccolo inconveniente) fino a questo punto.
L’estate a cui siamo abituati non assomiglia minimamente a quella che troviamo al polo sud le temperature rigide assomigliano in realtà più al nostro inverno. Le giornate non finiscono mai ed il sole ci accompagna fino alle dieci di sera facendoci perdere completamente la cognizione del tempo.
Ripartiamo da Ushuaia dirigendoci verso nord e dopo aver percorso tutta la Patagonia, circa tremila chilometri coperti in otto giorni su strade assurdamente tutte uguali, ed accompagnati spesso da un vento fortissimo, arriviamo nella città di Bahia Blanca. Per la prima volta nella vita ho dovuto usare anche l’equipaggiamento anti-acqua per proteggermi dal vento che altrimenti avrebbe ghiacciato le nostre povere ossa.
Da Bahia Blanca il viaggio cambierà completamente impostazione lasciando ampio spazio al gemellaggio con i Vespa Club locali. I giorni successivi ci vedono impegnati nel tragitto compreso tra Bahia Blanca e Buenos Aires, considerata, a torto o a ragione, la “Parigi del Sud America”, ritagliandoci un po’ di tempo nella bellissima e turistica Mar Del Plata dove rinfreschiamo le nostre ossa nell’oceano.

I protagonisti


Mi chiamo Fabio Salini, ho 32 anni e sono laureato in economia e commercio. Sono da sempre appassionato di Vespa, fin da quando mio nonno mi ha regalato, all’età di 16 anni, il mio primo PX con il quale ho affrontato i principali viaggi della mia vita.
Fin da subito la mia passione per i viaggi è stata evidente, in 16 anni ho visitato tutta l’Italia, quasi tutta l’Europa ed il Marocco, buona parte dell’Asia e dell’Oceania, per spingermi infine con il viaggio odierno in Sud America.
La mia compagna di viaggio è Pamela Peirano, anni 25, ex assistente alla poltrona (lavoro lasciato per seguirmi in questa magnifica avventura). La difficoltà più grande è stata separarsi per più di tre mesi dalla cagnolona Lea. Questo rappresenta il suo primo viaggio impegnativo in Vespa, da passeggero ma con qualche momento alla guida al posto di Fabio.

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