Da Tabriz mi sono diretto verso nord, alla volta di Jolfa e della valle del fiume Aras. Al confine tra Iran e Azerbaijan, fu a lungo teatro di aspri conflitti tra l’ex Unione Sovietica e l’impero iraniano. In passato era un confine costantemente sorvegliato e pattugliato, con posti di blocco a poche centinaia di metri l’uno dall’altro, e, come è facile immaginare, vigeva ogni tipo di divieto, da quello di scattare fotografie, a quello di visite non strettamente necessarie, passando per il divieto di sostare nelle vicinanze, e altro ancora. Devo ammettere però, di avere “ufficialmente” infranto il divieto di scattare fotografie, nonostante ci fossero ovunque cartelli a ricordarmelo. Non mi sarei mai perdonato di non immortalare questa valle, anche perché la luce al mio passaggio era perfetta e non potevo fare a meno di approfittarne! Appena giunto a un’antica chiesa cristiana, le persone del posto mi hanno consigliato di non fermarmi lì in quanto pericoloso, e mi hanno indirizzato verso un luogo vicino dovrei avrei potuto pernottare e cenare gratuitamente. Non sarò mai abbastanza grato a queste persone, l’ospitalità degli iraniani è davvero incredibile!

Il giorno successivo, ho proseguito il mio viaggio verso est, accampandomi tra le colline lussureggianti. Mentre cercavo lo scatto migliore per immortalare il tramonto, due giovani pastori mi si sono avvicinati. Ho subito capito che erano stati attratti dalla mia moto e dal mio accampamento, e la loro sorpresa era palpabile. Mi hanno chiesto qualcosa in persiano, e ho risposto in inglese. Hanno iniziato a ridacchiare… ovviamente non potevano capirmi, così come io non potevo capire loro.

“Sto cercando di fotografare il tramonto”, ho spiegato loro. Probabilmente hanno pensato che fossi pazzo, così hanno iniziato a ridere ancora di più. “Posso farvi una foto?” ho domandato loro, ma quando hanno capito le mie intenzioni, si sono intimiditi e sono corsi via ridacchiando. Un incontro davvero curioso. Poco più tardi, sono tornati e, sebbene non potessi parlare la loro lingua, abbiamo trascorso qualche piacevole ora in compagnia. Alla fine hanno acconsentito a farsi fare qualche foto e in cambio hanno usato la mia macchina fotografica per fare qualche scatto a loro volta. La felicità sui loro volti era indescrivibile!

 

Ho continuato il mio viaggio verso Razmian, nota anche per essere il paradiso del motocross. È qui che ho incontrato una giovane motociclista iraniana in compagnia di suo padre. Non è certo facile essere donna e motociclista in Iran, pertanto a lei va tutta la mia ammirazione. Una ragazza davvero tosta!

Arrivato a Teheran, sono stato raggiunto dal mio migliore amico, che si è fermato con me per due settimane e un meraviglioso viaggio alla scoperta del paese: nessuna moto, solo trasporti pubblici, visite turistiche, full-immersion nella cultura locale, siti archeologici e cibo delizioso!

Dopo la sua partenza, era ormai giunto il momento di fare le pratiche per ottenere i visti per il Turkmenistan e la Cina. Sono rimasto circa due settimane a Teheran, ma alla fine sono riuscito a ottenerli: ero pronto per il Turkmenistan!

Preparando le valigie mi sono però accorto che il denaro che c’era nel mio portafogli era stato rubato! Circa 120$ scomparsi e in più avevo solo pochi spiccioli in moneta locale. In un paese come gli altri non sarebbe stato un problema, ma in Iran, a causa delle sanzioni, le carte di credito straniere non vengono accettate. In poche parole mi rimanevano solo 50$, ma avevo ancora 10 giorni di viaggio e in più dovevo attraversare il confine con il Turkmenistan che mi sarebbe costato circa 70-80$ (fortunatamente in quel momento non lo sapevo, altrimenti sarei letteralmente andato fuori di testa!). Potevo quindi contare su un budget estremamente limitato, ma dopo tutto anche questo faceva parte dell’avventura, no? Per fortuna in Iran fare il pieno costa solo 2$, così con il serbatoio pieno ho lasciato Teheran alla volta di Bojnurd, ma la sfortuna era di nuovo in agguato…

Il secondo giorno mi sono fermato per sgranchirmi le gambe e, proprio in quel momento, mi sono accorto di una perdita di olio dal motore. Non mi ci è voluto molto per capire che il problema era l’ammortizzatore posteriore… proprio ora che non avevo né soldi né tempo! Cosa fare? Ce l’avrei fatta a raggiungere il confine?

Ero piuttosto abbattuto perché avevo sostituito l’ammortizzatore solo un anno prima e iniziava già a perdere olio. Devo ammettere, però, che guidare su strade sterrate con una moto completamente carica e una temperatura di 40°C non è forse il massimo per le guarnizioni dell’olio (anche perché un ammortizzatore può surriscaldarsi davvero molto).

Cosa fare dunque? Farmi spedire il ricambio in Iran era impensabile e in più avevo solo una settimana per raggiungere il Turkmenistan, dove sarei potuto rimanere solo 5 giorni (dato il mio visto di transito). Quindi avrei potuto aggiustare la mia moto solo una volta giunto in Uzbekistan, ma avevo ancora 1000/1500 km da percorrere su sabbia, strade in pessime condizioni e deserti. La pagina Facebook di Horizons Unlimited dava qualche utile consiglio su come viaggiare con un ammortizzatore guasto, cercando di sistemarlo alla bell’e meglio; così il giorno successivo avrei provato a usare un vecchio pneumatico per inserire un po’ di gomma tra le bobine e creare un sistema di ammortizzazione artigianale. Chissà se avrebbe funzionato…

Dopo alcuni chilometri di guida tutt’altro che comoda (a causa dell’ammortizzatore guasto), sono riuscito ad arrivare a Bojnourd, dove ho incontrato Mohsen Qomi, il fondatore di Overland in Iran. Nonostante i pochi soldi a disposizione, ho potuto dormire pagando pochissimo nell’alloggio allestito a casa sua, e in cambio mi sono offerto di disegnare un nuovo logo e un nuovo adesivo per la sua pagina Facebook e il suo alloggio. Sebbene le mie doti di grafico fossero più arrugginite della mia moto, mi sono divertito molto a farlo e spero che anche Mohsen ne sia rimasto soddisfatto.

Mi sono reso conto che arrivare al confine con il Turkmenistan con pochi dollari in tasca sarebbe stato quasi impossibile, ma Mohsen è venuto ancora in mio soccorso dicendomi di conoscere un tipo che a sua volta conosceva un altro tipo sposato con una donna tedesca che avrebbe potuto farmi arrivare qualche dollaro! In poche parole, sono riuscito a trasferire del denaro sul loro conto tedesco, in modo che loro potessero farmi arrivare un po’ di denaro in valuta forte a Bojnourd. Il primo problema era risolto! Il giorno successivo, mentre mi dirigevo verso il confine, la coppia mi ha invitato persino a casa sua per il pranzo. Sono davvero persone deliziose e non li ringrazierò mai abbastanza per avermi aiutato!

Mi sono rimesso in viaggio per percorrere l’ultimo tratto di strada in Iran, diretto al confine con il Turkmenistan. Mi sono accampato per l’ultima volta in territorio iraniano, godendomi l’incredibile vista delle montagne prima di addentrarmi nel deserto. All’alba due pastori mi hanno svegliato offrendomi tè, formaggio di capra fresco e pane: davvero un piacevole risveglio! In cambio ho dato loro qualche biscotto al cioccolato e ne sono stati felici.

Posso affermare di aver trovato, durante il mio viaggio in Iran, le persone più ospitali, amichevoli e aperte del mondo; non mi sono mai sentito trattato così bene e così al sicuro! In più, la natura è strepitosa e ci sono siti culturali e panoramici ovunque. Per non parlare della sabbia, sempre presente, dei dolci, del chai, di capre e pecore…
Caro Iran, la tua ospitalità, il tuo cibo, la tua natura e la tua cultura sono ineguagliabili! Non ho visto nessuna delle cose terribili che i media occidentali trasmettono in continuazione. Vi consiglio di visitare l’Iran, la gente è incredibile ed è un paese fantastico! Beh magari non in estate… vi assicuro che stare ogni giorno sotto il sole a 40°C è estenuante!

 

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