Dopo la trasvolata atlantica atterro a Lisbona ed il mattino seguente vado a ritirare la moto, ma apprendo che arriverà solo il giorno dopo, cioè sabato. Purtroppo però durante il week-end, all’aereoporto vengono sdoganate solo merci deperibili e quindi sarò costretto ad aspettare fino a lunedì. Questo imprevisto rappresenta un vero problema, perché il mercoledì avrei dovuto trovarmi già a Milano, in quanto avevo preso appuntamento con gli sponsor per rilasciare alcune interviste, fare delle riprese e portare a termine gli impegni presi.


Non mi resta dunque altra possibilità che partire per l’italia il lunedì e, dopo una doccia veloce, parto verso le 15. Dopo 25 ore non-stop, se non per un caffè e andare in bagno, arrivo martedì alle 17 a Milano. Salito nella camera dell’hotel, crollo in un sonno profondo e, la mattina dopo, vado ad espletare i miei doveri verso tutti coloro che mi hanno supportato durante il viaggio.


Riparto, ma questa volta posso prendermela comoda, poiché ai miei familiari avevo detto che sarei arrivato a casa il 7 dicembre, quindi mi fermo in un bed and breakfast a Vicenza e il mattino seguente vengo accolto da un gruppo di motociclisti che mi accompagnano a Sandrigo. Qui mi aspetta il Moto Club di Bassano per festeggiarmi: un’emozione fortissima. Trascorro con questa bella compagnia un paio d’ore, raccontando i momenti più belli del mio viaggio e poi prendo la strada verso Belluno. Prima di arrivare in città, una pattuglia di polizia con i fari accesi mi sta aspettando e mi sento galvanizzato; quando poi, entrando nel cortile antistante la mia casa, vedo tutto il mio staff che mi sta aspettando, mi commuovo come un bambino. Il calore di un abbraccio vale più di mille parole e in quel momento mi sono reso conto di quanto sia bello ritornare a casa. Dopo le riprese per la tv locale, spingo il pesante portone e salgo le scale.
Apro la porta… e… non si possono descrivere le sensazioni che si provano quando si arriva a casa, in quel nido che ti avvolge, in cui ti senti sicuro, protetto. Non so chi possa capire quanto sia bello essere di nuovo a casa, dopo tutte quelle cose che mi sono capitate, viaggiando anche attraverso posti difficili.
Apro la porta e finisce così la mia avventura, dopo sette mesi duri, dove momenti di felicità si sono alternati anche ad altri… di paura e a volte di dolore. Sette lunghi mesi che mi hanno profondamente cambiato, vivendo esperienze uniche, attraversando paesi sconosciuti, incontrando persone stupende e vedendo paesaggi fantastici.
Non si può immaginare quali emozioni forti ti avvolgano quando, dopo tutto questo tempo in giro per il mondo, torni a casa.
Finisce così la mia avventura con la voglia già di iniziarne un’altra. Con un’esperienza dentro di me che resterà unica per tutta la vita.
Questo è stato il mio giro del mondo. Se mi chiedessero se lo rifarei. Risponderei: “Sì, lo rifarei ancora domani”. Questa volta, però, non partirei più da solo, perché anche se sotto certi aspetti si sta bene, sono fermamente convinto che tutte le esperienze sono belle se sono condivise, non solo i momenti difficili, ma soprattutto le gioie, per fortuna i social mi hanno fatto sentire meno solo.
Quindi grazie, grazie a tutti e… al prossimo viaggio! Ciao!

 

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