Attraversando Turchia, Iran, Pakistan, India, la catena dell’Himalaya, Nepal, Birmania, Malesia, Indonesia e dopo aver fatto una puntatina a Bali, da Giacarta Paolo si imbarcherà su un aereo che lo porterà a Melbourne, in Australia. A quel punto seguirà un giro antiorario e alla fine salirà su un altro aereo, questa volta diretto a Vancouver, in Canada. Seguiranno una tappa in Alaska e la ridiscesa verso Toronto, per poi entrare negli Stati Uniti, da cui seguirà la famosa “Route 66” e arriverà a San Diego, da cui ripartirà per il centro e sud America, fino a Panama. Qui salirà su un antico veliero del Novecento e raggiungerà la Colombia. Quindi proseguirà verso Paraguay, Uruguay e Cile; poi, da Ushuaia, risalirà attraverso l’Argentina e a Buenos Aires salirà sul terzo e ultimo aereo per tornare in Europa, fino a Lisbona, da cui riprenderà la via di casa, dove conta di tornare tra febbraio e marzo 2019.Quando si progetta un viaggio di così lunga durata è necessario tener presenti diversi fattori: meteo, tempo necessario all’ottenimento di visti e documenti nonché la loro durata e scadenza, infine la possibilità di avere punti di logistica a cui potersi appoggiare in caso di necessità, o anche solamente per le normali operazioni di manutenzione e controllo del mezzo durante il viaggio stesso.

La prestanza fisica e psicologica sarà messa a dura prova e solamente la forza di volontà farà effettivamente la differenza. La ciclistica della moto sarà anch’essa sotto pressione, dovrà affrontare percorsi ardui e incredibili, dando sfogo a tutte le sue caratteristiche di Top Tourer, mantenendo alta la nomea nel mercato mondiale delle due ruote.

Attrezzi per il viaggio: un kit per forature, visti i territori da attraversare, poi una serie di chiavi torx per montare e smontare le varie carenature, cambiare i filtri e raggiungere la batteria; chiavi per le candele, una per il filtro olio e poi pinze, filo di ferro, nastro americano, fascette di plastica, candele e filtro di scorta, olio (quello giusto è difficile da trovare). In coda il ricambio più voluminoso: 2 pneumatici… perché viaggiando con i tubeless, facili da riparare in caso di foratura, se la gomma si taglia o subisce un grosso danno l’unica cosa da fare è cambiarla e in certi Paesi è quasi impossibile trovare le misure adatte a questa moto.

 

 

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