Isola Nord
Atterrati a Auckland, facciamo subito conoscenza con una verde e incantevole Nuova Zelanda. Trascorriamo un caldo natale a casa di Shiksha, una giovane donna di origine indiana, e abbiamo quindi la fortuna di poter visitare bene questa città moderna, contornata da vulcani che si erigono attorno a noi.

Dopo un lungo varco sterrato a lato di una prateria dove ci attraversano la strada anche dei neri cavalli selvaggi, giungiamo sulle dune morbide e sabbiose di una spiaggia deserta piena di conchiglie ed infinita nella sua lunghezza. Ci immergiamo anche nelle misteriose Waipu Caves. All’interno di queste buie grotte, un cammino fangoso ci conduce attraverso un pittoresco paesaggio calcareo con stalattiti e stalagmiti che fanno da cornice e magiche lucciole brillanti che illuminano incredibilmente la nostra via. Ammiriamo la Coromandel Peninsula, sede di antiche ricche miniere nonché luogo della prima corsa all’oro della Nuova Zelanda. Ma è con il suo mare celeste, le sue spiagge bianche vergini e i suoi laghi ghiacciati che questo angolo incontaminato di mondo continua a far sognare ancora oggi.

Isola Sud
Lasciata la città di Wellington, affrontiamo l’agghiacciante marea in traghetto e giungiamo nell’Isola Sud della Nuova Zelanda, dove i ghiacciai, i fiordi e i laghi alpini sembrano danzare insieme magicamente pitturando il panorama. Osserviamo l’ambitissimo Abel Tasman National Park, dove possiamo perderci tra sentieri che salgono e scendono tra fitte foreste di pini e felci fino alle spiagge isolate della Golden Bay. Poi procedendo in direzione di Christchurch, siamo del tutto stupiti e completamente inebriati dal profumo di fiori selvatici dal colore violaceo che fanno da cornice ad un fiabesco squarcio di mondo: siamo a Lake Tennynson. Quasi per uno strano gioco del destino, conosciamo proprio qui anche una motociclista neozelandese con la nostra stessa moto e la stessa tenda. Corriamo subito a farci un bagno mentre dall’altra parte della sponda quattro bambini nudi già sgambettano giocando in riva al ruscello. E alle nostre spalle un gruppo montuoso spropositato di colore verde pallido e a tratti roccioso. Poco prima del tramonto, Pisel decide anche di scalare la vetta per regalarci un ricordo di questo affascinante quadro con un unico scatto.

Fuggiti dalle maledette zanzare neozelandesi, simili a piccoli moscerini ma che infliggono un infernale prurito post-puntura, ci dirigiamo a Queenstown, all’apparenza solo un placido villaggio arroccato sulle vette dei monti e circondato dal limpido lago Wakatipu, ma questo gioiello di montagna è in realtà la culla dello sport estremo, insomma il paradiso dell’adrenalina.

Il giorno dopo, invece, andiamo verso Fiordland, la terra dei fiordi, un territorio selvaggio con parecchie aree irraggiungibili ai visitatori. Ci addentriamo nella natura più pura, tra montagne rocciose, fitte foreste, laghi, ghiacciai, cascate, alla scoperta di luoghi sconfinati sospesi tra il verde dei boschi, il blu dell’oceano e il bianco delle cime montuose. Qui, ci soffermiamo un pò al lago Gunn di un azzurro limpido inimmaginabile e completamente contornato da questi enormi versanti. Siamo proprio qui, dove cielo e terra si sposano alla perfezione, totalmente immersi nella purezza di questo luogo solitario, mentre solo il canto di qualche uccello ci tiene compagnia.

 

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