La Namibia è quello che si dice un Paese completo, un vero e proprio paradiso per gli esploratori.  Una terra di contrasti, dove nonostante 3 settimane di viaggio attraverso alcuni dei luoghi più affascinanti del mondo, sarei voluto rimanere ancora molto a lungo!
 
Keetmanshoop, Fish River Canyon, Luderitz, Kolmanskop, Solitaire, la regione di Sossusvlei e Deadvlei, Maltahöhe, il territorio degli Himba, Kamanjab, Vingerklip, il meteorite di Hoba, Tsumeb, Etosha e infine l’Angola.
Sembra un elenco casuale di nomi, ma ognuno di essi corrisponde a un luogo che ha lasciato un ricordo indelebile nel mio cuore insieme al desiderio di ritornarvi.Ammetto candidamente di essere stato molto vicino alla morte per mancanza di acqua, senza dubbio per colpa mia, ma consiglio a tutti di non lasciare assolutamente la Namibia senza prima aver viaggiato attraverso i paesaggi magici della regione di Sossusvlei.
 
Si fa quasi fatica a credere che esistano luoghi simili. La zona di Deadvlei mi ha letteralmente sbalordito: com’è possibile che le dune di sabbia di Big Daddy non abbiano ricoperto questa chiazza di alberi secchi che continuano a esistere da tempo immemore?
Solo qualche mese fa una persona è rimasta indietro rispetto al resto del gruppo e purtroppo è deceduta a causa della disidratazione. Perciò, prestate la massima attenzione, rimanete vicini al vostro gruppo portate con voi tantissima acqua e bevete in continuazione!
 
È stato il giorno di viaggio più difficile in oltre 30 anni, nonostante la distanza relativamente breve di 250 km, ricordo bene che imploravo per trovare dell’acqua! Namibia, ti prometto che tornerò e mi prenderò più tempo per ammirare tutto ciò che hai da offrire. L’attraversata del confine angolano è stata piuttosto emozionante. Viaggiare con una pandemia in corso non è per nulla semplice e diventa ancora più complicato quando le frontiere sono chiuse e devi richiedere un visto online, senza poter comunicare con qualcuno dell’Ambasciata.
 
Ma proprio a questo punto, per fortuna è intervenuta la diplomazia indiana. Infatti, l’Ambasciata indiana ha inviato una richiesta al Ministero per gli affari esteri dell’Angola e ha ottenuto l’attuazione di un protocollo di sicurezza. In pratica, il Governo dell’Angola è stato lieto di fornirmi una scorta dal confine fino a Luanda; in quel momento però non avevo ancora finito di attraversare la Namibia. Alla fine, quando sono arrivato alla frontiera, il funzionario dell’immigrazione mi ha accolto dicendomi amichevolmente: “Ti stavamo aspettando”. Ed è stato fantastico sentirsi rivolgere queste parole! Dal confine di Oshikango a Santa Clara, in Angola, a Lubango, Lobito, Luanda, le cascate di Calandula, fino ad abbandonare il Paese presso la dogana di Lofu, con direzione Kinshasa, nella Repubblica Democratica del Congo.
 
Questa dogana ha una pessima reputazione, infatti è conosciuta come una delle più pericolose di tutta l’Africa ma, reputazione a parte, è stata una delle dogane più belle e accoglienti che abbia incrociato fino a questa tappa del mio viaggio.

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