Il panorama tipico del Mozambico è molto caratteristico e mi ha ricordato quello della mia città natale in India, anche se, devo confessarlo, non ho mai visto tanti poliziotti armati sulle strade.
La parte più suggestiva del mio viaggio verso Maputo è stata sicuramente attraversare il ponte sospeso più lungo del continente africano, ovvero il ponte Maputo-Katembe, che si estende per più di 3 chilometri!

Un altro momento significativo è stato guardare l’Oceano Indiano avendo alle spalle il corridoio Trans Kalahari, un’autostrada di 1.300 km che mi ha accompagnato attraverso i 4 stati africani più meridionali, da Walvis Bay, o Baia delle Balene, in Namibia fino ad abbracciare l’Oceano Atlantico. È una delle autostrade che ho sempre sognato di percorrere e adesso posso toglierla dalla mia lista dei desideri!

Per dirigermi dal Mozambico allo Zimbabwe sono dovuto tornare in Sudafrica. La nuova variante di Covid-19, Omicron, non ha certo agevolato il passaggio alle frontiere, anzi: quelle aperte per ingresso e uscita erano sempre meno, quindi ho dovuto cercarne una che fosse rimasta aperta… Purtroppo, al contrario dei residenti che in qualche modo riescono a passare, i turisti sono quelli che incontrano maggiori difficoltà.
Sono quindi tornato a Johannesburg e ho proseguito in direzione Nord, verso la frontiera aperta di Beitbridge! Si tratta di una delle frontiere più caotiche, ma che mi ha consentito di passare dal Sudafrica allo Zimbabwe.

L’itinerario di viaggio per lo Zimbabwe prevedeva le Cascate Vittoria e la quadruplice frontiera di Kazungula, l’unico luogo al mondo in cui si incontrano i confini di 4 stati diversi. Qui mi sono fatto un nuovo amico, che lavora per le Shearwater Adventures, e sento che questa amicizia è destinata a durare a lungo…
Brighton si è preso del tempo libero e insieme abbiamo visitato molti dei luoghi spettacolari che caratterizzano questa regione. Mi aveva quasi convinto a fare bungee jumping, ma poi ho optato per il volo dell’angelo (in elicottero) sulle meravigliose Cascate Vittoria!
Mentre mi trovavo lì, come alternativa nel caso l’Angola avesse minacciato di non rilasciarmi il visto, ho provato ad inviare una richiesta online, che è stata cordialmente rifiutata! E so anche il perché 🙂
Viaggiare in piena pandemia non è stato per nulla semplice, almeno finora… Ho visto fallire molte attività commerciali, ho notato condizioni di povertà evidenti e ho capito che solo i più resilienti sono sopravvissuti!

Dopo aver trascorso un po’ di tempo facendo safari per ammirare la natura selvaggia, mi sono diretto verso il Botswana dalla quadruplice frontiera di Kazungula. Consiglio vivamente di non perdersi le attività del safari: anche se non erano prioritarie per me, la bellezza e l’intensità di questi enormi animali insieme alle caratteristiche specifiche di questa regione mi hanno convinto a trascorrere 2 notti a Kazungula, senza alcun rimpianto.
Il punto più spettacolare della strada verso Gaborone è senza dubbio il monumento del tropico del Capricorno, uno dei più splendidi dopo il monumento all’equatore (monumento Mitad del Mundo) in Ecuador.
Percorrendo la strada verso il Botswana cercavo di riallacciarmi al corridoio Trans Kalahari che inizia e finisce in Mozambico e attraversa Sudafrica e Botswana per terminare a Walvis Bay, in Namibia, estendendosi per oltre 1.300 chilometri lungo lo spietato deserto del Kalahari.

Nella lista dei paesi che voglio visitare, la Namibia è sicuramente ai primi posti e sono sicuro che non mi deluderà!

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