Partiti da Brescia, i motociclisti e altri di 7MML hanno raggiunto in tre giorni il punto d’imbarco in Danimarca, e dopo altri due a bordo di un traghetto, con scalo alle Isole Faroe, sono finalmente sbarcati in terra Islandese il giorno 18 luglio. Il viaggio, durato circa 3 settimane, ha accarezzato in senso orario le frastagliate coste dell’isola, toccando laghi, vulcani e spettacolari ghiacciai.

Il primo assaggio di Islanda, nei dintorni di Seydisfjorfur, è stato accompagnato da una pioggia battente che con il trascorrere delle ore è andata affievolendosi fino a lasciare il cielo libero dalle nuvole, scoprendo le meraviglie naturali che questa terra è in grado di offrire; una su tutti il maestoso Vatnajokull, il ghiacciaio più vasto d’Europa.

Svegliati dalla pioggia battente, la mattina successiva i motociclisti si sono messi in viaggio pronti a raggiungere il lago Jokulsarlon, celebre per ospitare numerosi Iceberg e relativamente giovane: il lago si è formato infatti intorno agli Anni 30 del Novecento, a seguito del ritiro del ghiacciaioVatnajokull, che solo nell’ultimo anno è arretrato di altri 8 km… mettendo in luce una prospettiva spaventosa. L’esperienza di solcarlo a bordo di mezzi anfibi è stata indimenticabile per gli explorer, che hanno potuto godere da vicino di questo ambiente quasi “irreale”. Altrettanto incredibile il paesaggio incontrato nel pomeriggio, spostandosi verso est, caratterizzato da una sabbia lavica nera dall’aspetto lunare.

Il giorno successivo, dopo un risveglio sorprendentemente “assolato”, il gruppo ha raggiunto il paese di Vik, situato sul mare lungo la spiaggia nera di Reynisfjara, poco lontana dalla grotta di Halsannefshelir, sotto alte pareti di basalto.

Una bella salita in fuoristrada li ha poi condotti sul promontorio roccioso di Dyrholaey, dominato da un faro da cui ammirare il mare sottostante.

Altre due cascate hanno atteso i viaggiatori prima di arrivare in albergo; da segnare quella di Skogafoss, una delle più famose dell’isola e l’unica che si può ammirare passando dietro il getto d’acqua.

Parlando con Alex, il proprietario dell’Hotel Selja,dove hanno sostato per due giorni, i motociclisti sono venuti a conoscenza di trovarsi poco lontani dal campo lavico di Landamannalaugar, colorato e costellato di laghi, nelle vicinanze dei due vulcani Eyjaföll e Hecla. Per raggiungerlo quasi 100 km su piste sterrate, fatte di nerissime sabbie laviche.

Sul tragitto lungo la ring Road nr. 1, in direzione Reykjavìk, i viaggiatori hanno sostato poi presso la cascata di Gulfoss, soprannominata la “regina delle cascate islandesi”. Numerosi anche i siti geotermali lungo la strada, ricchi di geyser, pozze di acqua e fango bollenti. Dopo una visita al parco nazionale diPingvellir,il gruppo è giunto alla capitale, caratterizzata da edifici in legno spesso vivacemente colorati.

A sud di Reykjavìk si estende la penisola di Reykjanes, un’area popolata da suggestivi villaggi di pescatori, che Giacomo e Claudio non si sono lasciati sfuggire, nonostante il cielo minaccioso. Una distesa di lava ha poi condotto gli explorer fino al lagoKleifarvatne successivamente verso l’area geotermale di Krisuvik, riconoscibili dalla distanza grazie ai pennacchi di vapore che sbuffano per decine di metri in altezza. Qui il gruppo ha potuto ammirare anche la celebre Laguna blu di Grindavìk.

Diretti poi verso Nord, gli avventurieri hanno imboccato la pista sterrata 550, verso il ghiacciaio Jongiokull, per poi recarsi aBorgarnes, caratteristica località sulla costa occidentale dell’isola.

A questop punto il programma ha previsto la visitadellapenisola di Snaefellness, dominata dal ghiacciaioSnaefelsjokul, passando per il suggestivo villaggio vichingo diHellissandur.

Di nuovo piste sterrate hanno condotto i viaggiatori lungo la penisola di Varnsness, nota per essere popolata da centinaia di foche.

Successivamente il gruppo ha proseguito verso Nord, in direzione Dalvik e Husavik, alla scoperta di un altro animale che abita il mare attorno all’isola: la balena.

Tappa successiva il lago di Myvatn, situato in un’area di grande interesse storico e geologico. Ultima fermata: Seyfisfjordur, dove il team si è imbarcato alla volta della Danimarca, per il ritorno.

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