Con un taglio ironico e critico (nei suoi confronti), Il giornalista e motociclista sloveno Mitja Gustincic ci racconta la sua esperienza su due ruote attraverso il Marocco. L’ha fatto in sella ad una Africa Twin Adventure Sports, allestita di tutto punto per l’occasione.

La partenza

Porto di Genova, prima settimana di ottobre 2019.
Le temperature oscillano intorno ai 12 gradi. Auto, camion e poche decine di motociclette stanno aspettando in coda per imbarcarsi sul traghetto GNV, “Grandi Navi Veloci”. Destinazione Tangeri Med, Marocco.
Il tempo di percorrenza stimato è di 3 giorni, o meglio due notti e una dozzina di ore … velocità di viaggio in traghetto di circa 40 km/h.

A prima vista il trasferimento via mare potrebbe apparire come una grande perdita di tempo… Non sono d’accordo! Penso che bisognerebbe invece considerare questa come un’occasione per concedersi un lungo sonno rilassante, leggere un libro e predisporre cervello e corpo ai ritmi di vita serrati di questo meraviglioso paese – il Marocco. Ma attenzione: visitarlo in moto è un progetto, non una semplice “gita” per il weekend.

Prima di addentrarsi nel cuore di questa terra, penso sia fondamentale menzionare il tema dell’attraversamento delle frontiere e ricordarsi una parola importante: Brexit! Tutti dovrebbero pensare ai tempi in cui per superare i confini nazionali bisognava sottoporsi a controlli approfonditi. Ricordi gli infiniti tempi di attesa per passare da un Paese all’altro in Europa? Abbiamo completamente dimenticato questo problema. Viaggiare all’interno dell’UE oggi è così facile, basta passare dalla sesta alla terza marcia – e gas!

Quanto bagaglio portare?

Sono stato fortunato ad incontrare al porto di Genova una persona interessante: Claus Sivieri, motociclista italiano di 67 anni in sella alla “40enne“ Cagiva Elefant 650.
La sua giacca e la livrea della moto portavano i segni di numerosi viaggi precedenti in Africa. E cosa ho notato lì? Che Claus aveva con sè, per un viaggio di 3 settimane e 5.000 km, un piccolo zaino e un altrettanto compatto rotolo fissato alla moto: la sua tenda. Il suo tour l’avrebbe portato attraverso il Sahara. Al contrario, la mia moto appariva carica come un camion… A fare la differenza, ho capito tardi, erano i troppi vestiti che avevo deciso di portare con me.
Mi ero completamente dimenticato delle condizioni climatiche del Marocco. Prendete la città di Fes come punto di orientamento: A sud di essa l’aria è molto secca e le temperature giornaliere possono raggiungere i 30 gradi, anche ad ottobre. Puoi lavare a mano i vestiti ogni sera, appenderli alla finestra (sì, hai bisogno di una corda) e saranno asciutti il mattino. Il risultato è che 3 set di biancheria intima sono ottimali da portare in viaggio. Quando il sole tramonta, tuttavia, le temperature scendono fino a raggiungere i 10 gradi. In questo caso c’è bisogno di un pile caldo e di un berretto.
Nel momento in cui ho appoggiato la ruota anteriore della mia Africa Twin Adventure Sports sulla sabbia arancione del Sahara, vicino alla città di Merzouga, ho immediatamente capito che le grandi “mucche con pneumatici da strada“ non sono proprio adatte a terreni pesanti. I miei 176 litri di carico (abbigliamento eccessivo, alcuni attrezzi, macchina fotografica e computer, cibo) hanno reso la situazione ancora più complicata.
Se prevedi di attraversare dune e strade sterrate, valuta meglio di come ho fatto io la tipologia del bagaglio (lo stretto indispensabile), scegli una moto leggera e potente… e assicurati di avere le competenze e l’attrezzatura necessarie.

Grandi città o terre incontaminate?

La domanda è interessante, ma la risposta è molto semplice. Ogni grande centro città dotato di shopping center ed eleganti negozi internazionali ha sempre un chè di artefatto. Per fortuna questo non è il volto del paese. Qui ci si perde lungo vicoli, stradine secondarie, villaggi, dove i colori si fondono con la natura. È difficile dare un consiglio sulle priorità, sulle cose da non perdere, su quale strade percorrere. Quando inizi a esplorare, ti rendi conto immediatamente che dovrai tornare di nuovo, e di nuovo ancora.
Posso affermare che la città di Fes è un vero gioiello per chi, come me, non ama il turismo di massa, e merita senza dubbio una visita di almeno due giorni. Marrakech è molto più popolare tra i turisti e il risultato è che forse risulta meno autentica. Anche il costo della vita è più elevato e i venditori molto meno pazienti.
Marrakech è interessante e affascinante, naturalmente, ma nei piccoli villaggi la vita è pura. Quindi non guidare veloce ma lasciati trasportare lentamente attraverso i centri rurali per assistere alla vita quotidina delle persone che li abitano, i bambini che vanno a scuola, i mercanti che preparano il banco di vendita…
Non ti sorprendere per i molti blocchi stradali permanenti della polizia o di Kings Gendarmery, sono ben segnalati e c’è anche un cartello di stop, rispetta queste indicazioni e rallenta. Gli ufficiali riconoscono immediatamente i turisti e danno il consenso per proseguire.
La polizia spesso controlla anche la velocità e, come ovunque, anche in Marocco è importante rispettare le regole e il buon senso, in sella e non soltanto. Per le donne occidentali, ad esempio, non è consigliato passeggiare per le città seminude. E non si tratta di religione, si tratta di rispetto.
Durante il viaggio spesso mi somo fermato nelle piccole piazze semplicemente per sedermi e godermi un tè alla menta o un caffè. Dal tavolo si possono osservare le persone, ascoltare voci e musica, annusare gli odori diffusi nell’aria.

Il tour “circolare“ è il consiglio per i neofiti del Marocco

Se si tratta del primo viaggio in Marocco, suggerisco di fare un giro circolare. Il mio mi ha portato ad est, per entrare nell’entroterra.
La strada dal porto di Tangeri Med che segue la costa mediterranea in direzione di Oujda è magnifica, il panorama è interessante, ma ancora simile a quello italiano, spagnolo o greco. Nella città di Al-Hoceima consiglio una visita al porto dei pescatori e una sosta al ristorante di pesce nella baia. Qui è possibile vivere un ambiente ancora “familiare“ per preparare lo stomaco alla cucina marocchina… e alla mancanza di bevande alcoliche. Acqua in bottiglia, tè alla menta, succo d’arancia e Coca Cola ti terranno in vita.
Amo iniziare la giornata presto, con la prima colazione. Alle 7.30 o alle 8.00 al massimo il motore dev’essere già acceso. Prima di inserire la marcia controllate il serbatoio della benzina. Averlo pieno consente di evita perdite di tempo nel corso della giornata. La mia Africa Twin mi ha consentito di coprire fino a 400 km, senza soste per il rifonimento. Un pensiero in meno e la consapevolezza di fermarsi soltanto nei luoghi di interesse tracciati lungo il percorso.
Merzouga, ad esempio, una piccola città nascosta tra la sabbia sottile, situata a sud-est, vicino al confine con l’Algeria. Qui le dune del Sahara si manifestano in tutta la loro bellezza: la Mecca per appassionati di fuoristrada!
Puoi camminare sulle dune, montare sui cammelli (o per meglio dire, dromedari) o semplicemente sederti all’ombra di una palma, bere un tè alla menta dolce e osservare come i colori e le forme della sabbia mutano durante il giorno. Uno spettacolo meraviglioso.
A questo punto ti rendi conto che un viaggio in Marocco necessita di tempo. Se l’obiettivo è assaporare fino in fondo questa terra, allora puoi permetterti di percorrere al massimo 350 km al giorno. Quindi calcola due settimane come minimo più una settimana di tempo per i trasferimenti da casa.

Tornando alla costa mediterranea, il paesaggio qui si trasforma lentamente in montagne, passando per la regione di Rif, che divide il mare dall’entroterra. Attraversare il Platinum Rekkam in direzione di Midelt ed Er Rachidia è molto rilassante. Quest’area disabitata non è lontana dal confine algerino.
La strada conduce poco alla volta il viaggiatore in un altro mondo fatto di deserti, alvei asciutti, terreni arancioni e rossi e alla fine il Sahara.
La prima finestra sul deserto è vicina e dopo la città di El Rachidia, sul fiume Ziz – oasi piena di palme, la temperatura dell’aria alle 17.00 è di 34 gradi.
Merzouga, un luogo affascinante dove fermarsi per un giorno o due, è l’ultima fermata prima che le strade diventino… impegnative.
Le città Erfoud e Rissani sono come porte nel deserto.
Il Marocco non è però soltanto sabbia e montagne. Sulla costa atlantica sorgono città interessanti e paesaggi mozzafiato. Essaouira, ad esempio, antica città di pescatori, ti sorprenderà con i suoi colori. L’area che divide Essaouira da Agadir è celebre nel mondo per la presenza di numerosi alberi di argan, chiamati dai locali “alberi di capra“.
L’olio di argan è un prodotto straordinario molto noto, ma evita di acquistarlo nei souk o in negozi turistici. Faresti meglio a fermarti alle “cooperative femminile dell’argan”, dove le donne locali producono e vendono olio e prodotti a base di argan.
Le città antiche affollate e simili a labirinti meritano di essere visitate, ma attenzione a non perdersi! Anche un ottimo senso dell’orientamento non è sufficiente per uscirne facilmente, quindi forse per la prima volta è meglio esplorare con l’aiuto della guida locale, in particolare per quanto riguarda la città di Fes.
Per concludere, un viaggio in Marocco non può mancare dal “curriculum“ di un amante del turismo su due ruote. Credo però che per goderlo a pieno vada affrontato con i giusti tempi e la sensibilità necessari per godere appieno di tutte le bellezze naturali e culturali che questo Paese è in grado di offrire.

Note generali ed equipaggiamento

Motocicletta utilizzata: Honda Africa Twin Adventure Sports
Distanza totale percorsa: circa 5.000 km
Situazione meteo: temperature da +10˚C a +15˚C in EU, pioggia debole; da +12˚C a 30˚C in Marocco, clima asciutto.
Equipaggiamento: Per affrontare questo viaggio ho accessoriato la moto con alcuni prodotti GIVI, tra cui la borsa da serbatoio GRT715, le borse laterali T513 da montare anteriormente sul paramotore, le cinghie di carico S350, il travel set per gli indumenti T518, le borse interne T508 (per le valigie rigide) e altri piccoli accessori…
Sono rimasto piacevolmente colpito dal set ma in particolare mi è piaciuta la borsa da sella UT806/65L, utile, eccellente nel design e ben progettata e la borraccia termica STF500S, perfetta anche per il trekking.
Di solito tendo a non affrontare un viaggio con un casco nuovo, ma devo ammettere che con il modulare GIVI X33 Canyon non ho avuto problemi; il suo elevato livello di comfort, soprattutto se messo in relazione al prezzo abbordabile, il piacevole fitting e la qualità dell’imbottitura, assolutamente refrattaria a qualsiasi odore sgradevole… anche dopo ore di guida nel deserto!

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