Giusto per iniziare, sapete qual è il Paese che permette di viaggiare 11.000 km da ovest a est senza varcare nessun confine? Il paese con sette fusi orari diversi, la catena montuosa più antica della Terra, la foresta più vasta e il lago più profondo del mondo con un volume d’acqua pari al 19% dell’acqua dolce dell’intero pianeta?
Suppongo che abbiate capito che sto parlando della Russia e del mio viaggio in moto attraverso il Paese più grande del mondo lungo la leggendaria Transiberiana. Stavolta ho deciso di mettermi alla prova e di compiere questa maratona lo scorso settembre, una stagione che ha di fatto contribuito a rendere il mio viaggio ancora più affascinante. Sin dall’inizio sapevo di essere nelle mani della dea bendata per quanto riguarda le condizioni delle strade, perché in quel periodo dell’anno potevano già essere coperte da 10 cm di neve. Un dettaglio che rendeva tutto ancora più emozionante, ecco perché ho deciso di fare i bagagli, caricare tutto nelle borse della mia moto e partire.
By Yuri Kalika

Come compagna di viaggio ho scelto la versatilità della BMW R1200GS, abbinata a un buon paio di pneumatici da strada.
Ho deciso di raggiungere i monti Urali percorrendo strade secondarie ed evitando le autostrade. In questo modo è stato possibile imbattermi in splendide riserve naturali, prendere traghetti, ammirare imponenti fortificazioni, città incantevoli, numerosi templi perfettamente curati, un affascinante etnomuseo e la famosa “cava dell’inverno eterno” di Kungur.

La Russia è un Paese incredibile che riunisce ben 160 nazionalità diverse ognuna con la propria lingua locale oltre a quella ufficiale, ovviamente il russo, e questa diversità ha caratterizzato anche la colonna sonora del mio viaggio attraverso l’incantevole paesaggio siberiano: una compilation di canzoni in lingue diverse che cambiavano con il cambiare delle frequenze radio. Non ci sono parole per descrivere le emozioni che ho provato guidando la mia moto immerso tra le bellezze naturali e le diversità culturali del mio Paese.

Il settimo giorno del mio viaggio, da qualche parte tra Omsk e Novosibirsk, è stato un’occasione perfetta per quella che io amo definire “moto-meditazione”. Avevo già percorso circa 4000 km e la strada davanti a me era dritta, dotata di un buon manto, e anche le auto – veramente poche – sembravano assecondare il mio desiderio di tranquillità. Era il momento giusto per guardarmi dentro, per riflettere su cose per le quali durante la vita di tutti i giorni non avrei mai trovato il tempo. L’autunno aveva ormai imposto la sua presenza su tutto il paesaggio e gli alberi scaldavano l’atmosfera con le loro sfumature rosse e gialle: non sono mai stato più felice per aver scelto quella stagione per il mio viaggio. Ero circondato da una bellezza disarmante! Per pranzo ho deciso di fermarmi su un lembo di terra che separava alcuni laghi: il luogo ideale per un po’ di guida off-road. È stato proprio lì che ho rischiato di perdere la borsa destra agganciata alla mia moto, ma fortunatamente è caduta sul terreno su cui mi trovavo. Durante uno dei miei giri l’ho ritrovata a terra proprio davanti alla ruota della mia moto! Se l’avessi persa in autostrada, probabilmente me ne sarei accorto tre ore più tardi, dopo essermi fermato per fare rifornimento. Per fortuna sono riuscito a raggiungere Novosibirsk prima di sera, quando la temperatura sarebbe scesa a -1°C. In effetti, il mio abbigliamento moto non era adatto alle temperature più rigide, motivo per cui ho cercato di viaggiare esclusivamente di giorno.

È fantastico quando sei in viaggio e hai la possibilità di godere allo stesso tempo della bellezza di piccoli paesi tradizionali e della comodità dei servizi delle grandi città o degli eco hotel di periferia dove trascorrere la notte. Puoi concederti una piacevole passeggiata notturna sotto le luci della città oppure lungo le rive di qualche corso d’acqua e provare qualche piatto tipico in un ristorante tradizionale.
Anche per questo la Siberia è unica! Vanta foreste sconfinate, un’incredibile varietà di paesaggi e una natura che puoi trovare solo qui, in un territorio che copre il 9% di tutta la terraferma del pianeta.

Una volta lasciatami alle spalle Achinsk e diretto a Krasnoyarsk, ho deciso di spostarmi verso sud attraversando Divnogorsk. Qui ho trovato la strada più bella di tutto il viaggio! Intorno a me avevo tutto quello che potevo desiderare: montagne meravigliose e un paesaggio fiabesco reso ancora più magico dai colori dell’autunno. In più c’erano i miei amati tornanti. Non ha senso guidare una moto senza divertirsi con le curve! Prima di entrare a Krasnoyarsk ho deciso quindi di salire in cima a una montagna fino a raggiungere un punto panoramico che dominava il corso del grande fiume siberiano Enisej, lungo ben 3.500 km.

Una volta giunto a Krasnoyarsk mi sono ritrovato di fronte all’incredibile scenario della riserva naturale di Stolby, 500 chilometri quadrati di taiga o foresta boreale. Impossibile descrivere a parole questo luogo, semplicemente fantastico. Imponenti complessi rocciosi si ergono nel bel mezzo della taiga, regalando scorci a dir poco mozzafiato. È stato proprio lì che ho incontrato Elena, una donna del posto che lavora come guida turistica in lingua inglese. Mi ha raccontato di un anziano che vive lì, scala le montagne e pratica yoga molto meglio dei giovani. In quelle zone è considerato una celebrità. Non ho fatto in tempo ad appuntarmi il suo nome per fare qualche ricerca su di lui online, che me lo sono ritrovato di fronte proprio mentre stavo uscendo dalla riserva naturale dopo un lungo trekking di 15 km. La giornata è proseguita con una visita al museo dedicato alle moto di Alexander Shestakov, un luogo davvero piacevole in cui sono esposte BMW e Harley risalenti al periodo prebellico e alla guerra stessa. Tutti gli esemplari esposti sono stati ricostruiti usando ricambi originali, ed è proprio questo il bello dell’esposizione. Sono ormai 23 anni che Alexander e suo padre si prendono cura di questo museo come se fosse un membro della loro famiglia e mi ha fatto veramente piacere conoscere due persone che amano così tanto il proprio lavoro.

Una volta lasciata la città di Krasnoyarsk, mi sono diretto verso il lago Baikal, un vero tesoro di questa terra. Guardare il tramonto seduto sulle rive del lago Baikal e nel frattempo gustarsi un filetto di omul affumicato non ha prezzo! I suoi 1642 metri di profondità rendono il lago Baikal il più profondo del pianeta e gli consentono di raggiungere un volume pari al 19% di tutte le acque dolci del mondo.
Indubbiamente il luogo più suggestivo del lago Baikal è l’isola di Olkhon, raggiungibile con battelli gratuiti che partono ogni 15 minuti. Quest’isola è veramente la più bella e interessante della zona, ma dal momento che si tratta di un parco nazionale si trovano solo strade sterrate. In ogni caso non importa se le strade sono in cattive condizioni e se il livello dei servizi non è all’altezza della sua bellezza; questo luogo resta unico per la sua natura. Secondo le leggende locali, su quest’isola sarebbe stato sepolto Gengis Khan. Per i russi l’isola di Olkhon rappresenta la culla dello sciamanesimo, tant’è che qui puoi veramente entrare in contatto con gli sciamani e partecipare ai loro riti.
Dopo aver visitato l’isola di Olkhon ho deciso di fermarmi a Irkutsk e approfittarne per cambiare lo pneumatico posteriore e l’olio del cambio della mia moto. Per fortuna, in tutte le città è possibile trovare un’officina per moto.

 

Una volta ripreso il viaggio, mi sono diretto ad Arshan, alle pendici delle montagne settentrionali della catena Sayan, nella Repubblica di Buriazia.
Qui il 50% della popolazione è buddista ed è proprio per questo motivo che nella regione sorgono splendidi Datsans, ossia templi buddisti. In Russia le tre religioni principali – ortodossa, islamica e buddista – convivono pacificamente, anche grazie alla predisposizione amichevole e accogliente delle persone, specialmente di quelle che vivono fuori dalle grandi città. Qui la gente cerca sempre di aiutarti senza chiedere nulla in cambio.
Durante il mio viaggio attraverso la Russia mi sono sentito una rock-star in balia di gruppi di curiosi che mi chiedevano fotografie e informazioni sul mio viaggio e sulla mia moto. D’altronde, le persone che vivono nelle zone rurali qui non hanno molte possibilità e raramente vedono passare viaggiatori, per di più a bordo di una moto costosa. Ecco perché mi hanno trattato come una celebrità.

Nelle vicinanze della città di Chita, mi sono imbattuto in una strada nel bel mezzo di un luogo deserto, circondato solo dalla steppa. Lungo questa tratta ci sono pochissimi paesi e, per trovare un distributore di benzina, devi percorrere 200 km! L’Estremo Oriente, nonostante la stagione autunnale, mi ha accolto con una vegetazione lussureggiante. Qui l’estate è spostata in avanti di un mese, quindi a settembre è ancora possibile fare il bagno. Attraversando questo scenario di straordinaria bellezza, ho raggiunto la sponda estrema della nazione russa affacciata sull’Oceano Pacifico, al leggendario faro di Tokarev.
Vladivostok è una città giovane, ma molto interessante, nota per le sue 122 fortificazioni costruite più di cent’anni fa a difesa della città: da qui, ogni giorno a mezzogiorno in punto, lo sparo di un cannone riecheggia lungo tutto il litorale. Trovandomi in questa città, ho colto anche l’occasione per visitare il museo del sottomarino S-56.

Alla fine ho percorso 11.200 km in 19 giorni, potendo approfittare di una rete stradale asfaltata per il 95%. Le condizioni meteo sono state molto favorevoli e ho trovato solo tre ore di pioggia in tutto il viaggio.
Ora posso dire con orgoglio di conoscere il mio Paese in tutti i suoi aspetti più diversi e caratteristici. A dire il vero, ho anche scoperto di vivere in un Paese con strade in buone condizioni, grandi città curate e dall’architettura unica, oltre che piccoli paesi ancora legati alle tradizioni locali. Una varietà incredibile di fiumi, laghi, foreste e montagne mi ha accompagnato lungo il mio percorso che ha toccato anche luoghi immersi nella taiga e nella steppa euroasiatica. Sono entrato in contatto con numerose comunità e persone di nazionalità diverse, con usi e costumi del tutto particolari.

Al termine di questo viaggio, posso di nuovo affermare con convinzione che per me non esiste altro turismo se non quello in compagnia della mia moto. Dopotutto, cosa c’è di meglio di esplorare nuovi luoghi straordinari, tracciare nuove rotte per poi raccontare la propria esperienza consigliando agli altri le tappe migliori? Senza contare che per me, la parte migliore di tutto questo, è condividere le esperienze vissute con altri motociclisti, animati dai miei stessi valori e dalle mie stesse passioni.

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