4 Maggio 2017 – Giorno # 0 – Brescia

Dopo mesi di preparativi, delle moto e di noi stessi, ogni cosa sembra essere a posto. Compresi i visti di Iran, Pakistan e India che ci hanno tenuto con il fiato sospeso: Claudio della Euroest Travel di Roma ci ha consegnato i passaporti l’ ultimo giorno utile. Finalmente si parte.5 Maggio – Giorno # 1 – Ancona: 430 km
La buona notizia del giorno riguarda il ritardo dell’allerta meteo sulla Lombardia; percorriamo i circa 400 km della tratta Brescia-Ancona sotto il sole e con temperature oltre i 30 gradi. La brutta notizia è l’annuncio del ritardo – ben 5 ore – alla partenza del traghetto per la Grecia. Non ce la prendiamo più di tanto… anche se questa sosta forzata ci obbligherà a modificare le tappe dei primi giorni.

Giorno # 2 – Salonicco (Grecia): 330 km. Totale km percorsi: 760

Dopo aver costeggiato l’Albania e l’Isola di Corfù, verso le 5:00 arriviamo finalmente al porto di Igoumenitsa. Imboccata una bella autostrada (la E80) scarsamente trafficata, in poco più di tre ore siamo a Salonicco, in greco Thessaloniki.
L’offerta culturale della seconda città della Grecia è ampia grazie ai numerosi musei e siti archeologici. La nostra camminata serale nel centro cittadino ci permette di dare uno sguardo all’Arco di Galerio costruito dai Romani per celebrarne il trionfo contro il re persiano Narsete, e alla Rotonda, mausoleo dello stesso Galerio. Domani ci attende una tappa impegnativa, che ci porterà in Turchia, oltre Istanbul. Dobbiamo recuperare un po’ di chilometri.

Giorno # 3 – Izmit (Turchia): 810 km. Totale km percorsi: 1.570

Fastidiose zanzare ci svegliano di buonora. Così, contrariamente alle nostre abitudini, alle 8:00 siamo già in sella, pronti a lasciare Salonicco. Sulla E 90 teniamo una buona media, nonostante la mancanza di stazioni di servizio ci costringa ad uscire dall’autostrada. A Istanbul arriviamo all’ora di punta e nostro malgrado restiamo intrappolati sulle tangenziali della città, intasate da migliaia di auto. Un’uscita sbagliata ci fa perdere altro tempo e servono due ore per lasciarci finalmente alle spalle i confini Europei per entrare in Asia. Lo facciamo percorrendo il terzo ponte sul Bosforo, nei pressi del Mar Nero, inaugurato nel 2016 e costruito dall’impresa Italiana Astaldi: un’opera di ingegneria davvero spettacolare. Ulteriori 100 km verso est ci portano a Izmit alla fine del Mar di Marmara. Siamo in moto da 12 ore e abbiamo percorso oltre 800 km. E’ il caso di riposare.
Cena veloce e subito a nanna: domani terremo la barra verso est per altri 600 km circa.

Giorno # 4 – Amasya (Turchia): 580 km. Totale km percorsi: 2.150

Imboccata la E80, in direzione Ankara, viaggiamo velocemente e contiamo di arrivare nel tardo pomeriggio alle porte di Amasya. La strada è veloce, a 4 corsie, anche se un po’ trafficata. Ci limitiamo alle soste per il carburante e per mangiare qualcosa. Il caldo, tutto sommato, è sopportabile.
Notiamo che Il digiuno del Ramadan è molto osservato e chi mangia lo fa con discrezione. Il paesaggio mostra piccoli villaggi sparsi nella campagna, ognuno con il proprio minareto e la moschea dal tetto color argento.
Amisaya si trova in una stretta gola del fiume Yesilirmk e risale al III secolo A.C. Le sue rovine sorgono su di una rupe scoscesa nella quale, scolpite nella roccia, vi sono imponenti tombe rupestri romane. L’illuminazione notturna di quest’area crea un’atmosfera particolarmente magica.
Domani ci aspetta una tappa da 700 km. Prevediamo di arrivare ad Agri, non molto distante dalla frontiera con l’Iran.

Giorno # 5 – Agri (Turchia): 750 km. Totale km percorsi: 2.900

La E80 ci accompagna anche quest’oggi. Il suo fondo stradale è in buone condizioni e anche il meteo. Inizialmente la media di marcia è buona, poi a farci perdere oltre un’ora ci pensa la polizia turca… che ci “pizzica” con il radar a 102 km/ora mentre il limite è 90. Sorridenti ma allo stesso tempo inflessibili, i poliziotti ci fanno capire (nella loro lingua) che non c’è modo di sfuggire alla multa: 40 euro per ogni moto… che però non possono incassare direttamente. Ci viene indicato di versarli in banca ma dopo aver tentato più volte senza successo decidiamo di rinunciare. Pagheremo in frontiera prima di uscire dalla Turchia. Gli ultimi 200 km sono spettacolari: attraversiamo una valle verdissima a circa 2.000 m di quota, con montagne dalle cime ancora innevate. All’imbrunire scegliamo di fermarci in un buon albergo, individuato alla periferia di Agri. Domani entreremo in Iran e cercheremo di raggiungere Tabriz… con l’incognita della frontiera.

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