90 giorni. 28.000 chilometri. 18 Paesi. 7 fusi orari. Un viaggio unico. Come la nostra moto: la mitica Honda Transalp 600 del 1999. Sponsorizzata ed equipaggiata GIVI per avere una marcia in più. Perché c’è davvero tanto da marciare.
All’andata: Grecia, Turchia, Iran, Turkmenistan, Uzbekistan, Tajikistan, Kyrgyzstan, Kazakhstan e Mongolia.
Al ritorno: Russia, Siberia e le Repubbliche Baltiche, Polonia, Repubblica Ceca, Germania, Austria e Svizzera.

IL SOGNO DI UN VIAGGIO INFINITO

Per noi l’importante è partire… non importa quando arriveremo, anzi, speriamo sempre di viaggiare il più a lungo possibile. Questa volta lo facciamo sul serio: in moto, partendo all’alba da Baggio (Milano) con destinazione Ulan Bator. Prima tappa Ancona, per imbarcarci verso la Grecia. Arrivati a Igoumenitsa, viaggiamo sull’autostrada per la Turchia. Visitiamo Amasya col suo fantastico castello, il Kurdistan con il palazzo di Ishak Pasha e il castello di Dogubayazit, l’Iran col gran bazar di Tabriz.

A seguire: Isfahan, le rovine di Persepoli, l’affascinante Shiraz, le torri del vento di Yazd e altre meraviglie d’Oriente ci conducono fino al deserto centrale iraniano. Diretti in Turkmenistan, attraversiamo anche il deserto del Karakum. Sostiamo a Darvaza, dove crateri di gas infiammati bruciano ormai da 40 anni! In Uzbekistan visitiamo Khiva con le splendide madrase e moschee. Solo dopo 10 massacranti ore di viaggio raggiungiamo prima Bukhara, poi Samarcanda.
Verso il Tajikistan percorriamo lo sterrato polveroso tra canyon assolati finché viene la notte, e ci fermiamo a dormire in una tipica casa del the. Il mattino dopo, altre 10 ore di pista infernale.

Da Kalaikhum percorriamo la famosa strada M41 piena di buche e sassi, con la parete rocciosa da una parte e il precipizio sul fiume dall’altra. Quindi la strada che collega Khorog a Ishkashim e… finalmente arriviamo in Afghanistan!

Ci spostiamo sempre più a Est, dove s’innalzano le vette del Pamir. La Pamir Highway sale di quota, freddo intenso, oltre i 4.000 metri inizia a piovere. Alla frontiera col Kyrgystan nevica. A Murgab il grande passo è sempre più vicino: iniziano i problemi con la moto e con l’ossigeno.

Con fatica raggiungiamo la meta: 4.655 metri d’altitudine. Da qui può esserci solo discesa, tra yak, cavalli selvaggi e yurte di nomadi. C’è tanto verde in Kyrgystan, e laghi e torrenti. In Kazakhstan però c’è la nostra birra: quella dell’Eldoro Café frequentato dai motociclisti. Siamo nell’Altay, Repubblica autonoma della Russia, dove a Barnaul montiamo le gomme tassellate e controlliamo le pastiglie dei freni. Ci aspetta qualcosa di grande: la Mongolia!

Finalmente entriamo nel cuore della Mongolia, un’immensa emozione! Il paesaggio cambia in modo incredibile. Continuamente passiamo dalle montagne alle vallate, dalle foreste al deserto, dalle piste infernali ai paesaggi mozzafiato. Proviamo un senso di libertà infinita percorrendo piste sconosciute, avventurandoci fuori dalle rotte ordinarie. Incontriamo capre e cammelli, godiamo l’ospitalità di nomadi e pastori e ci sembra di essere dentro un film quando vediamo il grande Lago Bianco.

Arriviamo alle dune del deserto del Gobi e poi visitiamo Ulan Bator, la capitale, dove ci fermiamo a sostituire il filtro dell’aria. Un gigante in bronzo si erge davanti a noi: è Genghis Khan, che ci saluta dal suo glorioso passato. Non c’è che dire, di fronte alle sue grandi imprese e alla maestosità del suo impero ci sentiamo piccoli piccoli.

L’ultima parte del nostro viaggio in moto ci riporta dalla Mongolia fino a casa. Sotto lo stesso cielo attraversiamo mille terre affascinanti, Paesi e culture incredibilmente diversi, facendo incontri emozionanti.

In Siberia facciamo tappa a Irkutsk che sorge sul lunghissimo fiume Angara, Krasnoyarsk circondata dalle foreste dove dicono che ci siano i briganti, e Novosibirsk dove cambiamo le gomme all’officina Honda e facciamo amicizia con un gruppo di motociclisti.

Poi raggiungiamo Mosca, splendida capitale della Russia, e San Pietroburgo che ci incanta per la vitalità notturna. Quindi percorriamo le Repubbliche Baltiche: Estonia, Lettonia, Lituania, Polonia con tappa alla Miniera di Sale di Wieliczka, e Repubblica Ceca con visita alla “città delle cento torri”, Praga. Poi ancora Germania, Austria con tappa a Salisburgo, Svizzera. Attraverso l’Alta Engadina passiamo da S. Moritz e scendiamo dal Passo del Maloja per arrivare, dopo 3 mesi di viaggio, al confine con l’Italia nei pressi di Chiavenna. Che storia!

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I PROTAGONISTI

Una simpaticissima coppia di pasticcieri milanesi, sposati con 2 figli e una moto. In vacanza amano vivere avventure mozzafiato, puntualmente documentate sul loro sito: www.pinuccioedoni.it.

Italia - Mongolia - Givi Explorer
  • PINUCCIO

    Alla guida della mitica HONDA Transalp 600 del ‘99

    Giuseppe Gammino, Pinuccio per gli amici internettiani, ha i capelli bianchi come la farina e uno spirito super giovane: riesce a coinvolgere il mondo nelle sue avventure!

  • DONI

    In sella con Pinuccio

    Maria Domenica Chiesa, battezzata dal nonno con il diminutivo Doni, ha un sorriso luminoso come un faro sempre acceso. Anche la sua dolcezza è abbagliante.

 

L’EQUIPAGGIAMENTO CONSIGLIATO

In un viaggio così, c’è da perdersi… Indispensabile tra i moto accessori è il portanavigatore. Poi la borsa da serbatoio, da tenere davanti e poter aprire comodamente dall’alto, borsoni waterproof, taniche di scorta per la benzina e borracce per l’acqua. Tutto l’equipaggiamento deve essere sicuro e affidabile con qualsiasi condizione meteo. L’accortezza in più: scegliere una moto facilmente riparabile, e dotarsi dell’apposito Kit per ogni evenienza.

 

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