Giorno # 27 – Multan / Amristar: 399 km. Totale km percorsi: 8.283

L’appuntamento con la scorta è per le 7:30 ma non si presenta nessuno. Passato il classico quarto d’ora accademico… ce la svigniamo. Ci lasciamo alle spalle Multan, consapevoli che sarebbe stato facile per le autorità intercettarci visto il numero di presidi lungo la strada. Invece tutto va liscio. Viaggiamo in tutta tranquillità con ottime medie, fino a Lahore. L’attraversamento di una città di oltre 11 milioni di abitanti ci preoccupava non poco; invece il suo buon sistema di tangenziali ci permette di rimanerne ai margini. Sfidiamo la buona stella della giornata entrando in un tratto autostradale vietato alle moto ma veniamo quasi subito fermati da una pattuglia della polizia… che poi ci lascia andare impietosita dalle nostre richieste. Anche in questo caso la sorte ci favorisce permettendoci di arrivare in frontiera mezz’ora prima della chiusura, prevista alle 15:30 e non alle 17:00 come ci avevano indicato a Multan.
I pakistani sono velocissimi e passiamo il confine in pochi minuti. Poi ci scontriamo con la burocrazia indiana, che ci ferma per due ore, per un minuzioso controllo di documenti e moto. Alla fine otteniamo i timbri e ripartiamo.
E’ tardo pomeriggio ma riusciamo a raggiungere velocemente Amritsar. Domani andremo a Nord passando da Yol, dove il padre di Marco è stato prigioniero per 6 anni durante la guerra.

Giorno # 28 – Amritsar / Dharamsala: 397 km. Totale km percorsi: 8.630

Abbiamo lasciato volentieri la caotica Amritsar e ci stiamo dirigendo a Nord Est lungo una
scorrevole strada a 4 corsie. Le strade indiane sono decisamente meglio tenute di quelle pakistane; ad accomunarle è però il pessimo stile di guida… Dopo circa 100 km la strada si restringe a due corsie e inizia a salire con andamento tortuoso tra una rigogliosa vegetazione. Sarebbe un percorso molto piacevole per un motociclista se non fosse per la non remota possibilità di trovarsi, dietro ogni curva, un indiano contromano in sorpasso.
Guidando con molta attenzione raggiungiamo Dharamsala, nota soprattutto per essere l’attuale sede del governo tibetano in esilio. Purtroppo la pioggia ci fa compagnia nell’ultimo tratto. Da Dharamsala saliamo lungo una stradina dalle pendenze impossibili fino a McLeod Ganji, 1.750 m sul livello del mare, dimora di Tenzin Gyatso , il quattordicesimo Dalai Lama. Marco prosegue per Yol, luogo in cui gli inglesi, durante la 2° Guerra Mondiale, tennero prigionieri un folto gruppo di ufficiali italiani catturati sui vari fronti di battaglia; tra loro c’era anche il padre del nostro compagno.
Domani punteremo a Sud in direzione di Nuova Delhi. Non abbiamo una meta precisa, ma cercheremo di fare più strada possibile.

Giorno # 29 – Dharamsala / Delhi: 480 km. Totale km percorsi: 9.110

E monsone fu. Ha piovuto parecchio tutta notte e la pioggia, battendo sulla tettoia dell’albergo, ci ha disturbato non poco. Dopo aver indossato le tute antiacqua mettiamo le ruote su di una strada piuttosto viscida, che affrontiamo con prudenza.
Dopo un’ora torna il sole e l’asfalto si asciuga in fretta. Tolte le tute aumentiamo il passo.
I primi 200 km si rivelano impegnativi; scendiamo dai contrafforti Himalaiani fino alla pianura lungo un percorso stretto e trafficato. Serviranno 3 ore di curve continue per arrivare al piano e imboccare l’autostrada. Alle 18:00 siamo alle porte di Delhi; abbiamo percorso quasi 500 km con un caldo umido che ci fatto perdere molti liquidi. Ormai ci muoviamo bene nel traffico indiano e abbiamo imparato a prevedere i comportamenti degli autisti.
Domani contiamo di arrivare fino ad Agra, a Sud di Delhi, per ammirare dal vivo il famoso mausoleo Taj Mahal.

Giorno # 30 – Delhi / Agra: 360 km. Totale km percorsi: 9.370

Anche Delhi ha un discreto sistema di tangenziali. Non mancano gli imbottigliamenti e un buon grado di caos ma usciamo dalla città abbastanza in fretta e dopo pochi chilometri imbocchiamo un’autostrada a 3 corsie, a pagamento, scarsamente trafficata. In poco tempo arriviamo ad Agra costeggiando una bella campagna, coltivata principalmente a riso e mais, punteggiata da piccoli villaggi. Nelle risaie si lavora ancora in modo manuale. Impegnate a piantare il riso vediamo soprattutto donne, ricurve sotto il sole.
Ad Agra è previsto un giorno di sosta per permetterci la visita al Taj Mahal, da sempre considerato una perla architettonica unica; nel 1983 l’Unesco ha inserito questo mausoleo e il Forte Rosso di Agra tra i patrimoni dell’umanità.
Il Forte deve il suo nome al materiale utilizzato per la costruzione: l’arenaria rossa; nel corso della sua storia fu anche palazzo dei re Moghul quando la capitale era questa città.
Domani punteremo a est per raggiungere Jaipur, nel cuore del Rajasthan.

Giorno # 32 – Agra / Jaipur: 261 km. Totale km percorsi: 9.631

Destreggiandoci tra le migliaia di Tuc Tuc lasciamo Agra per imboccare poco dopo una strada a 4 corsie che ci porta velocemente a Fatehpur Sukri. Si tratta di un tipico esempio di città murata Moghul, con aree private e pubbliche ben delimitate e porte di accesso imponenti. L’architettura mette insieme lo stile indù e quello islamico e riflette la visione politica e filosofica degli imperatori e il loro modo di governare. Lasciata Fatehpur ci fermiamo nel villaggio di Abhaneri per ammirare il Chand Baori, un pozzo a gradini tra i più profondi e ampi dell’India.
Volata finale fino a Jaipur, dove ci attende una comoda camera all’Hotel Ramada. “Adottati” dal proprietario di un Tuc Tuc, ci concediamo un tour serale della città. Riusciamo a vedere il famoso palazzo dei venti (l’Hawa Mahal) ma rinviamo all’indomani mattina la visita delle altre attrazioni. Nel pomeriggio ci trasferiremo a Bikaner: la nostra visita del Rajasthan continua.

Giorno # 33 – Jaipur / Bikaner; 344 km – Km totali percorsi: 9.975

La capitale del Rajasthan non ci ha deluso. Con i suoi 3 milioni di abitanti ci è sembrata un po’ più ordinata di altre città. Molti motociclisti portano il casco, meno evoluzioni nelle strade e meno spazzatura abbandonata.
Il nostro autista “di fiducia” si presenta puntuale alle 7:30, questa volta con un’auto dotata di condizionatore. Ci porterà al forte Amber, 11 km fuori Jaipur.
Patrimonio dell’Unesco, circondato da alte mura Amber fu residenza dei Maharaja Raiput e delle loro famiglie. Sulla via del ritorno ci fermiamo al City Palace, tuttora residenza del Maharaja di Jaipur, un enorme e complesso palazzo con numerosi cortili, due musei ed un’armeria. Nel pomeriggio ci rimettiamo in sella. Solito caos cittadino al quale fa seguito una strada abbastanza scorrevole lungo la quale il panorama cambia un po’ alla volta. Dal rigoglioso verde di Jaipur, siamo ora immersi in un ambiente pre-desertico, con poca vegetazione.
A Bikaner ci fermeremo domani mattina per la visita del famoso tempio dei topi. Poi ci sposteremo nella mitica Jaisalmer.

Giorno # 34 – Bikaner / Jaisalmer 335 km – Km totali percorsi: 10.310

Oggi supereremo il traguardo dei 10.000 km in poco più di un mese, soste incluse.
Negli occhi abbiamo ancora le immagini di un luogo sacro di Bikaner unico al mondo, dove a essere venerati sono i ratti. Migliaia di topi scuri adorati e nutriti dai fedeli come divinità. La leggenda narra che un giorno Karni Mata, saggia indiana, chiese a Yama il Dio delle morte, di riportare in vita il suo figliastro, Laxman annegato in un lago. Yama, da prima irremovibile, alla fine cedette alle suppliche della donna concedendo al ragazzo di rincarnarsi in un ratto, questa concessione fu allargata a tutti i figli maschi di Karni Mata.
Spendiamo il pomeriggio per raggiungere Jaisalmer immersi in un paesaggio sempre più desertico, con pochissime coltivazioni e molte acacie tra le quali si aggirano numerose mucche (sacre) sempre più magre e comunque intenzionate a farsi investire con i loro attraversamenti improvvisi.
Raggiungiamo Jaisalmer dopo aver percorso 335 km. Qui ci fermeremo un giorno… consapevoli che questo magico luogo meriterebbe una sosta più lunga. C’è davvero molto da vedere.
Per molti secoli la “città fortezza” servì come rifugio e stazione di sosta per carovane e viaggiatori lungo la via della seta, una delle principali rotte commerciali tra Oriente e Occidente; nei secoli passati i suoi bastioni fecero da sfondo a molte battaglie. Circondata da possenti mura, all’interno di Jaisalmer vivono tutt’ora 4.000 persone.
La tappa di domani è Jodhpur, altra interessante città del Rajasthan.

17/7/2017: arrivo a Kannur

Dopo 42 giorni di viaggio, 12.850 km in moto e 6 stati attraversati, siamo arrivati alla missione delle Suore Orsoline a Kannur, nel Kerala in India.
All’arrivo abbiamo trovato tutti gli amici di 7milamiglialontano che hanno condiviso con noi questo progetto arrivando qui con mezzi diversi.
Ma abbiamo trovato soprattutto decine di sorrisi e occhi pieni di gioia dei bambini della missione. Non potevamo deluderli.
E abbiamo dimenticato la fatica, il caldo, la polvere, la pioggia e il traffico che ci hanno messo a dura prova durante tutto il viaggio.
Ma ora siamo convinti che ne è valsa la pena e che l’aiuto di tante persone e sponsor consentirà al progetto della scuola di arti visive di realizzarsi.
Grazie di cuore a tutti.
Namasthe India!

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