Nel 2016, quando siamo partiti per l’avventura di una vita, non abbiamo avuto il tempo di esplorare l’Europa – era già fine ottobre e siamo stati fortunati a non trovare molta pioggia perché il clima dell’Europa centrale stava già prendendo una fredda piega per andare in moto. Perciò ci siamo fermati da alcuni amici e parenti in Lituania, Polonia e Germania, ad Amburgo, da dove facciamo partire le nostre moto per il Sud America, rifacendo le valige con le cose più importanti e diritti in volo per Rio de Janeiro, Brasile.

In un batter d’occhio il tempo è volato, e all’inizio di maggio 2018 siamo arrivati a Roma insieme alle nostre motociclette. Un giorno per sbrigare tutte le scartoffie, pratiche doganali e via dal magazzino dell’aeroporto giù per le strade italiane! La prima sfida è stata la lingua! Conosciamo l’inglese, il russo e lo spagnolo e fino ad ora queste lingue ci hanno permesso di sopravvivere in quasi tutto il mondo, ma… non in Europa! Gli italiani per lo più parlano solo italiano, gli svizzeri per lo più parlano solo francese o tedesco, i tedeschi per lo più parlano solo tedesco… Fortunatamente, tutte le persone che abbiamo incontrato si sono rese disponibili ad aiutarci e hanno avuto abbastanza pazienza, dandoci un mano anche se non riuscivamo bene a comprenderci.

Dopo un giro veloce nell’Italia nord-orientale, visitando i nostri partner e sostenitori, ci siamo uniti a un gruppo di nostri amici in motocicletta, che hanno spedito le loro bestie a due ruote da Vilnius, Lituania, a Bergamo, Italia, per fare un giro sui passi alpini per un settimana con noi. Il fatto di dover saltare alcuni dei passi più spettacolari a causa della neve che ancora copre le strade in alta quota, non ci ha tolto il divertimento, al contrario, ci siamo davvero divertiti a giarare insieme proprio come facevamo nei nostri viaggi di tre settimane in giro per l’Europa prima di imbarcarci in giro per il mondo.

Abbiamo salutato gli amici della Svizzera orientale che si sono diretti verso Nord per tornare a casa in Lituania. Nel frattempo, noi eravamo diretti a ovest, verso Lucerna, dove i locali della Triumph ci hanno invitato a rimanere con loro e visitare un evento Triumph all’Ace Café Lucerne.

Dopo uno splendido weekend in Svizzera, siamo andati in Liechtenstein, ma senza renderci conto con quale velocità abbiamo attraversare il paese, quando ci siamo fermati eravamo in Austria! Le strade panoramiche e curvilinee hanno continuato a farci felici in tutta l’Austria, finché non arrivammo al confine con la Germania dove improvvisamente il terreno diventò pianeggiante … Avevamo un incontro fissato a Monaco, quindi abbiamo proseguito verso nord.

A Monaco di Baviera abbiamo avuto il piacere di partecipare all’incontro di alcuni dei più brillanti viaggiatori del mondo motociclistico e dei loro fan tedeschi e abbiamo avuto la possibilità di visitare il museo BMW prima di tornare nuovamente in sella e dirigerci verso la Repubblica Ceca.

In Repubblica Ceca abbiamo apprezzato le incantevoli verdi colline nel parco Sumava e abbiamo avuto la possibilità di visitare il castello di Karlshtejn. Per fare una foto delle nostre moto parcheggiate in un bel posto con la vista del castello, siamo passati di soppiatto per la montagna su stretti sentieri forestali (poiché le strade erano tutte chiuse al traffico – i visitatori abituali devono salire sulla collina o noleggiare una carrozza trainata da cavalli per salire), ma proprio mentre eravamo pronti a parcheggiare le moto per la foto, un ufficiale di polizia ci ha buttato fuori… Almeno ci abbiamo provato! Il castello è davvero magnifico, ma non siamo riusciti a scattare neanche una foto.

Dopo aver fatto il cambio d’olio a Praga alla nostra BMW F800GSA, abbiamo proseguito verso nord fino a Berlino, dove un’amica di classe di Asta che ha trascorso tre anni viaggiando per il Sud America ci ha invitato a farle visita.

Da Berlino abbiamo raggiunto Rostock in un giorno e lì abbiamo attraversato le “impronte” che avevamo lasciato, quando nel 2016 trascorremmo lì una notte. Una breve traversata in traghetto da Rostock a Gedser ci ha portati in Danimarca. Mentre eravamo in Danimarca, abbiamo fatto visita a un altro compagno di classe di Asta, che vive a Copenhagen. Ci ha ospitato nel suo appartamento e ci ha portato in giro per la bellissima capitale. Da lì abbiamo preso un altro traghetto per la Svezia e abbiamo trascorso alcuni giorni in moto e in campeggio. Una sera abbiamo anche organizzato un piccolo incontro tra motociclisti di instagram: due centauri, una di origine venezuelana e l’altro dalla Finlandia si sono uniti a noi durante la serata per condividere le nostre storie da tutto il mondo.

Ma di tutta la Scandinavia, il paese che non vedevamo l’ora di visitare era la Norvegia. Avevamo persino pianificato a pennello un percorso con l’aiuto di tre viaggiatori norvegesi in moto; non vedevamo l’ora di arrivare. Come volevasi dimostrare, non ci ha deluso! Andare in giro in moto tra i fiordi, visitandone le isole, le traversate in uno scenario spettacolare è stato uno dei momenti migliori del nostro tour europeo! La libertà di girovagare in Norvegia ci ha dato la possibilità di accamparci legalmente ovunque, quindi abbiamo piantato la nostra tenda in luoghi a dir poco fantastici! I motociclisti locali e la comunità di espatriati lituani ci hanno ospitato in diversi posti lungo la strada; abbiamo visto di persona come si vive bene in Norvegia.

Infine, gli ultimi giorni al Circolo Polare Artico sono stati all’insegna del freddo e della pioggia, ma ce l’abbiamo fatta – abbiamo raggiunto il famoso Capo Nord, o Nordkapp in Norvegia – il punto più settentrionale del nostro viaggio. Alle 3 del mattino siamo giunti al Globe, il famoso monumento. Siamo arrivati in tempo, visto che il sole estivo non tramonta al Nord, e di notte l’entrata al monumento è gratuita. Ancora più importante, di notte è possibile entrare in moto nella zona pedonale, dalla quale è possibile scattare foto indimenticabili.

Da allora in poi dovevamo solo prendere la strada di casa, attraverso la Finlandia, l’Estonia e la Lettonia, senza fretta, ci siamo accompati qua e là lungo il tragitto, visitando amici e parenti fino a raggiungere il nostro ultimo campeggio. Avevamo invitato amici e sostenitori a campeggiare insieme per segnare la fine della nostra avventura, e al nostro ritorno, infatti, siamo stati accolti da una grande folla che ci aspettava.

Erano tutti molto felici di vederci e desiderosi di ascoltare le storie del viaggio e hanno reso il “ritorno alla realtà” molto più gradevole per noi! Ancora non abbiamo realizzato quanto è stata grandiosa questa avventura, ci sembra ancora tutto un sogno… É stato un tour indimenticabile!

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