Ed eccomi qua alle 4:00 del mattino che mi giro e mi rigiro nel letto, sono in ansia, ho dentro di me un miscuglio di sensazioni che non mi hanno fatto chiudere occhio per tutta la notte, a questo punto decido di alzarmi, farmi la doccia, e mi distendo nel divano, accendo il pc per vedere se magari qualche sonnambulo mi ha scritto qualche frase che mi aiuti ad alleggerire questa sensazione di “preoccupazione”.

Nel frattempo arrivano le 6 e mezza e decido di scendere a controllare che tutto, nella moto, sia ok. La guardo e le parlo, si! le parlo! come fosse una persona, perché sarà la cosa più importante del mio viaggio, la mia compagna, la mia fonte di divertimento, alle volte sarà anche la mia salvezza.

Intanto guardo tutto quello che ho messo, come lo ho messo, a cominciare dalle enormi valigie GIVI dove ci ho inserito l’impossibile superando certamente il limite di carico consigliato da GIVI e, proprio per questo, a scopo precauzionale le ho legate al telaio con delle cinghie per diminuire lo stress sugli agganci, controllo le taniche e penso a quante volte mi salveranno da situazioni difficili, guardo il parabrezza e gli adesivi che ci sono attaccati e mi soffermo a pensare a tutti coloro che hanno voluto credere nel mio viaggio e nella mia determinazione… ricordo le fiere come Givi Explorer, dove un’infinità di persone hanno cominciato a viaggiare con me, molte ancora prima di me…. sto sognando ad occhi aperti ma mi rendo conto che il tempo sta passando velocemente, è ora di partire!
Salgo e accendo il motore, mi soffermo ad ascoltare la moto per sentire se fa anche il più piccolo strano rumore, tutto sembra apposto, ingrano la prima e porto la moto nel piazzale dove le persone più care verranno a darmi l’ultimo abbraccio prima della partenza.

Partenza… andatura allegra fino a Portogruaro dove l’amico Jonathan mi aspetta per fare un po’ di strada assieme, arriviamo a Semenzano e con una ulteriore scorpacciata di splendidi dolci saluto Valentina, la miglior “zavorrina” che abbia mai portato.

Mi congedo da entrambi e riprendo il mio viaggio con destinazione Dubrovnik. Pioggia, pioggia, pioggia! Tantissima acqua che mi accompagna fino alla meta, dove per caso, una vecchietta mi si avvicina e mi offre una stanza, contratto un po’ il prezzo e accetto…

Subito a nanna e tutto il vestiario ad asciugare…

La mattina dopo essermi fermato a fare colazione al porto mi avvio verso la Grecia non prima di scattare un paio di foto della splendida Ragusa. Nel primo pomeriggio, dopo strade spettacolari e curve a non finire, mi rendo conto che arriverei in Grecia quasi a mezzanotte, troppo tardi, decido quindi di fermarmi a Saranda, in Albania, nello stesso hotel dove soggiornai circa un mese fa. Alla reception si ricordavano di me e, gentilissimi, mi danno una camera vista mare al prezzo della standard. Al mattino, incontro due viaggiatori che alloggiano li e durante la colazione ci scambiamo racconti ed aneddoti sui nostri viaggi e dopo le foto di rito, ci salutiamo ed ognuno si avvia per la propria strada.

Salito sulla mia Dark Queen, mi dirigo verso la Grecia e, dopo un po’ di attesa alla dogana, riparto e mi fermo a pranzare a Parga, un suggestivo e tranquillo centro sul mare.

Purtroppo il ritardo di due giorni della partenza, dovuto ad un inconveniente alla ruota posteriore, mi ha costretto a cambiare un po’ i miei piani e, anziché visitare la Grecia in due o tre giornate, la devo fare solo di transito, è un paese bellissimo che, per fortuna, ho avuto la possibilità di visitare accuratamente in passato, decido quindi di proseguire perché entro domenica devo essere ad Istanbul, dove mi incontrerò con uno dei miei sponsor e dove resterò tre giorni per visitare questa splendida città.

Proseguo fino a Ioannina… il giorno successivo arriverò fino al confine Turco dove entrerò domenica mattina… Il mio viaggio da esploratore comincerà da li: La Turchia.

 

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