Abbiamo iniziato il nostro viaggio in Colombia, più precisamente a Cartagena, dove abbiamo importato i sidecar. Dopo sette giorni finalmente siamo riusciti a sbloccare il sidecar. I tempi sono più veloci generalmente, ma questa volta il traffico portuale era elevato, il che ha ritardato tutte le consegne.
Per i nostri primi chilometri, abbiamo deciso di andare verso Pamplona (770 km di distanza), una città vicino al confine venezuelano siccome abbiamo un amico che vive lì.

Le strade colombiane non sono le più pulite in quanto spesso e volentieri ci si imbatte in buche e lavori stradali. Le ore passano a non contarle quando ci sono lavori, o ancora peggio strade chiuse, quindi la pazienza ha un ruolo fondamentale! Ogni giorno si vedono mucche che attraversano l’autostrada, pedoni e persino bambini poiché le scuole si trovano spesso vicino alle strade principali tra i piccoli villaggi. Bisogna essere sempre molto cauti.
Ci sono molti pedaggi sulla strada, ma tutti gratuiti per le moto. Dovevamo solo stare attenti in quanto lo spazio per i nostri sidecar era limitato nell’unica “corsia libera” dedicata alle moto, ed in quanto tale, piuttosto stretta.
Per quanto riguarda il carburante, abbiamo usato il “corriente” che è l’equivalente della benzina.
Per gli alloggi invece purtroppo non ci sono molti campeggi in Colombia ed inoltre, il campeggio naturalistico non sembra molto sicuro. Ciò nonostante non è stato molto difficile trovare hotel economici: 2 camere matrimoniali, parcheggio custodito e wifi ad esempio per 100 000 COP (30 €).

Sulla strada per Pamplona, abbiamo fatto una piccola deviazione prima di arrivare a Bucaramanga per ammirare le cascate di Misiguay. Abbiamo fatto 8 chilometri in montagna su un sentiero accidentato e molto scosceso. Probabilmente i chilometri più difficili che abbiamo fatto in Colombia! Ci è voluto un po’ di tempo ma è stato fantastico campeggiare vicino a una cascata nel bel mezzo di una foresta colombiana!
Abbiamo continuato il nostro viaggio e ci siamo innamorati di un piccolo villaggio tra le montagne: Mutiscua che è solo a 25 km prima da Pamplona, un piccolo villaggio con persone molto generose e accoglienti. Ci siamo fermati per alcuni giorni a Pamplona dal nostro amico di famiglia, il che ci ha consentito di vivere come la gente del posto!

Dopo questa fermata, ci dirigiamo verso Medellín, 500 km verso est. Abbiamo scoperto Girón sulla strada, il centro della città lastricata è stata una piacevole sorpresa.
A Medellin, il nostro posto preferito era l’area del «Comuna 13». In passato, questa era una delle zone più pericolose della Colombia, che è ad oggi diventata una delle aree più turistiche.

Da lì abbiam percorso circa 80 km per raggiungere Guatapé, una vera e rara bellezza! Il villaggio è carino e molto colorato. Abbiamo scalato la sua famosa Rock con i suoi 659 gradini. Un luogo turistico ma con panorami mozzafiato e dintorni alti e imponenti. Da non perdere!

Abbiamo proseguito il nostro viaggio verso sud. Il viaggio tra Medellín e La Pintada è una strada ampia in montagna con una superficie stradale perfetta. Ideale per i motociclisti! Ci siamo fermati un paio di giorni a Salento (331 km di distanza da Guatapé). Un bel villaggio con molti negozi artigianali, piantagioni di caffè ed escursioni nel Cocora Valley.

Prossima meta era il confine con l’Ecuador a 675 km. Abbiamo fatto alcune soste lungo la strada e prima di raggiungere il nostro obiettivo ci siamo fermati a Ipiales per visitare El Sanctuario de Lajas. Un monumento religioso costruito in una valle. Ne vale davvero la pena.

Poi è arrivato il momento di attraversare il nostro primo confine e questo in realtà era forse il più facile!
Ipiales è uno dei confini più frequentati dal momento che i venezuelani lasciano il loro paese per raggiungere l’Ecuador. Siamo arrivati abbastanza presto, intorno alle 7:30 del mattino e l’attesa è stata più lunga del previsto. Per la prima volta abbiamo lasciato ufficialmente la Colombia ottenendo un timbro sui nostri passaporti dalle autorità colombiane. In realtà, questo passo è stato il più lungo. Abbiamo dato le pratiche temporanee dell’importazione colombiana del sidecar alle autorità. Qualche centinaio di metri più avanti c’è la dogana ecuadoriana. Siamo andati a prendere il visto (90 giorni) ottenendo un timbro sul nostro passaporto e poi abbiamo richiesto l’importazione temporanea per il sidecar. Non richiedeva troppa documentazione, avevamo solo bisogno del nostro passaporto, della patente di guida, della patente di guida internazionale e del documento del veicolo. In Ecuador, l’assicurazione non è obbligatoria e abbiamo scelto di non farla per i veicoli. In 2 ore e mezza siamo riusciti a sbrigare tutto!

 

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