Deepak Kamath, famoso biker di Bangalore, ha affrontato diverse sfide in moto, che riassumiamo brevemente di seguito.
1994 – 95: Yezdi – Castrol Continental Raid
Circumnavigazione del mondo attraverso 6 continenti: 42.038 km in 47 giorni su una Yezdi Roadking a due tempi da 250 CC con raffreddamento ad aria.
2017: Dominar – Trans Siberian Odyssey
16.500 km attraverso Uzbekistan, Tagikistan, Kirghizistan, Kazakistan, Mongolia e Russia (la “strada delle ossa”).
2018: Dominar – Polar Odyssey
51.000 km attraverso 5 paesi tra i 2 continenti americani.
2019: Antartide
Al momento, l’unico indiano/asiatico ad aver guidato la propria moto attraverso tutti i 7 continenti.
2019: Circa 18.500 km su una Royal Enfield Interceptor 650 per visitare i siti patrimonio mondiale dell’UNESCO negli USA.
2020: 21.000 km su una KTM 390 Adventure attraverso i 4 angoli dell’incredibile India.
 

 
Deepak ritiene che, nel moderno settore delle due ruote, i motociclisti, o quelli che si definiscono tali e si auto-proclamano “influencer”, diano l’impressione di avere fretta, ed è una sensazione generalizzata. Sfortunatamente, il panorama indiano è cambiato abbastanza drasticamente nel corso degli anni, lasciando poco o nessuno spazio per il concetto di “maturità”.”Fino a pochissimo tempo fa, molti di noi guidavano moto da 100-150 CC. Ma con la comparsa dei motori più potenti, la responsabilità è diventata una realtà lontana e non prioritaria”. Deepak conosce davvero pochi biker che condividono una sana passione per i viaggi e spera in tempi migliori in cui prevalga il buon senso. Vorrebbe comunicare un messaggio agli altri biker dotati di pazienza e rispetto per gli altri pendolari della strada: “Rimanete calmi se incrociate qualcuno che non rispetta le regole della strada. Identificate molto chiaramente le vostre priorità. È importante avere un lavoro, perché è ciò che permette di sviluppare le proprie passioni. Non lasciatevi travolgere dai social”. Inoltre, aggiunge che “bisogna avere una passione nella vita e inseguirla. Ciò non dovrebbe però limitarsi a copiare altre persone che incontrate, come me ad esempio. Non dovete fare come me, ho trent’anni di esperienza ma sto ancora imparando e mi sento in continua evoluzione. Sono stato invitato a condividere le mie esperienze e colgo qualsiasi opportunità per comunicare con i più giovani. Ho praticato il ciclismo, ho fatto parte dell’NCC, ho guidato moto e auto, che mi appassionavano in misura uguale, ma alla fine ho scelto le due ruote. La felicità maggiore si prova uscendo dalla propria comoda zona di comfort e affrontando un viaggio. Abbiamo già visto ciò che è stato, stiamo vivendo il presente e non sappiamo cosa succederà domani… chissà cosa ci riserva il futuro. Preparate l’essenziale, osate e godetevi la vita… La vostra vita è adesso!”

Le mie strade preferite finora…
È difficile scegliere una qualsiasi delle strade percorse, poiché i miei viaggi mi hanno portato in destinazioni straordinarie… in ordine di esperienza, elencherò gli itinerari più memorabili:
7: Atacama, più di 2.000 km nel nulla, attraverso il vasto deserto cileno simile a un paesaggio marziano.
6: Dalton Highway, Alaska, USA.
5: Bassa California, Messico.
4: Dempster Highway, Canada.
3: la strada delle ossa – da Yakutsk a Magadan, con una piccola deviazione verso Tomtor (Siberia, Russia).
2: la strada della morte o via degli Yungas, circuito completo di 255 km, Bolivia.

1: senza dubbio, in cima alla classifica c’è il viaggio dalla base russa di Bellingshausen alla base generale Artigas dell’Uruguay in Antartide… Un viaggio attraverso una tempesta di neve senza precedenti che mi ha fatto temere per la mia vita!

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