La partenza del rally è prevista da Budapest, con licenza per tutti i partecipanti “più a ovest” dell’Ungheria di dirigersi direttamente agli imbarchi della Spagna per raggiungere la costa Marocchina.
 

 
Una volta iscritto ti viene spiegato più volte che devi essere indipendente e autosufficiente in tutto. Di campo in campo, di bivacco in bivacco. Hai le coordinate quotidiane, un numero di telefono attaccato al collo per le emergenze (e non è detto comunque che possano soccorrerti), ma per il resto fai come credi.
Io sono partita da Milano in van con la Honda CRF250 e Carl, il mio teammate svedese a bordo, diretta verso il Circuito di Aragon dove Carl aveva fatto spedire la sua moto.

Da qui, dopo aver allestito i nostri veicoli, via di nuovo alla volta di Barcellona per imbarcarci diretti a Tangeri. Trenta ore ci separavano da quelli che sarebbero stati sedici giorni di fuoco e più di 7.000 chilometri attraverso Marocco, Mauritania, Senegal, Guinea e Sierra Leone.

 

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