Arrivammo in Austria!

Carichi di energia ci dirigemmo in sella alle nostre moto alla volta di Vienna, ma la strada che ci separava dalla capitale della musica non era certo priva di ostacoli.

Nota Bene: nati e cresciuti a Versailles, non potevamo fare a meno di visitare la culla degli Asburgo.

Dovemmo infatti passare attraverso molti altri luoghi. Di fronte alle nostre due Himalayan si innalzava il Großglockner, un gigante con un’altitudine di 3.798 m, con la sua strada alpina. La vetta più alta dell’Austria, tra le montagne della Carinzia e del Tirolo, ci stava chiamando.

Le 30 curve che si snodano lungo il passo misero alla prova le nostre Himalayan che, seppur arrancando con i loro 27 cc e sotto al peso dei nostri bagagli degni degli sherpa, non si tirarono indietro. Riuscimmo anche a migliorare le nostre capacità di guida in montagna e a raggiungere le abilità necessarie per il nostro percorso: l’importanza di fissare lo sguardo verso la fine della curva, inserire la marcia corretta al momento giusto… Dall’alto, la valle si estendeva a perdita d’occhio. I colori tipici della fine dell’estate e dell’inizio dell’autunno inebriavano i nostri occhi stanchi. Una volta attraversato un altro passo, scoprimmo con stupore una cima ricoperta da un ghiacciaio. Possiamo affermare con certezza che questa strada è una delle più belle che abbiamo mai percorso.

 

Nei giorni seguenti, andammo alla scoperta dell’Austria e delle sue strade piane e infinitamente dritte, attraversando la campagna e i parchi naturali. Lungo il percorso, ci imbattemmo in persone del posto, davvero accoglienti e amichevoli. Abbiamo conosciuto Joseph, un contadino austriaco che ci ha riservato un’accoglienza da re, permettendoci di usare la sua piscina e, soprattutto, regalandoci lunghe e interessanti conversazioni sulla cultura austriaca e la sua visione della vita: un vero esempio per due ragazzi all’alba della loro vita adulta.

Finalmente giungemmo a Vienna.

Felici di essere arrivati in questa bellissima capitale, ne approfittammo per riposarci dopo due intense settimane di viaggio. Dopo qualche giro turistico e alcune esperienze di couchsurfing, ci rimettemmo di nuovo in strada inconsapevoli del fatto che il primo guasto meccanico era proprio dietro l’angolo: il cavo della frizione di Arnaud si spezzò in due costringendoci a una fermata di emergenza vicino all’aeroporto di Vienna. Dopo aver pagato una cifra esagerata per una riparazione approssimativa in un’officina discutibile, trovammo “Hookie”, il responsabile dell’officina Royal Enfield di Vienna, che riuscì a rimettere in sesto la Himalayan danneggiata.

Dopo questa fermata, ci rimettemmo frettolosamente in sella passando attraverso le monotone strade dell’Ungheria alla volta della Romania.

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