Come spesso accade, sul volo di ritorno dall’ultima avventura, già si pensa alla successiva. Nel gennaio 2017 rientrando in aereo dal viaggio in moto dall’Italia a Bangkok, pensavo a quale dei continenti visitati sino a quel momento, fosse il più carente nel mio personale palmares di “bandierine”.
Così decisi che il successivo viaggio l’avrei fatto in Africa;
un Continente che per varie ragioni, a parte qualche escursione nel Maghreb, rimandavo da anni.

La prima scelta da fare in un viaggio in moto è ovviamente la moto stessa. In un viaggio in Africa di 40.000 non è così automatico possedere la moto adeguata già pronta in rimessa. Nella mia c’erano un’Africa Twin CRF 1000 e un vecchio Transalp 650 del 2002, lasciatomi in eredità da un amico mancato qualche anno prima.
Per questo viaggio alla fine ho scelto la classica meccanica a scapito della recente elettronica. Inoltre era un modo per portare idealmente in Africa, ancora una volta, per un ultimo viaggio, una persona che adorava viaggiare in moto.

Un mese di preparativi per i vari documenti, visti, contatti e via! Africa Adventure!
Nella prima parte del viaggio, da Alessandria d’Egitto a Livingstone in Zambia, si sono aggiunte le moto di altri 2 amici, Maurizio Limonta e Luigi Amigoni, già compagni di passate avventure.
Le moto sono state spedite dall’Italia in nave, noi le abbiamo raggiunte in aereo ad Alessandria. Sdoganare le moto non è stato semplice, sono occorsi ben 15 giorni, perché sul Carnet de Passage italiano era stata apportata una scritta posticcia “Non valido in Egitto”. Nei carnet emessi dagli altri stati europei questa scritta non appare. Così abbiamo fatto una lunga “vacanza” ad Alessandria tra scartoffie varie, firme e controfirme!


Un attraversamento veloce dell’Egitto, con la dovuta sosta alle piramidi di Giza, la Valle dei Re a Luxor e al tempio di Abu Simbel, anche se già visitati in passato, e siamo entrati in Sudan. Da qualche anno il passaggio in Sudan è semplice e veloce. Parecchi traghetti giornalieri attraversano il lago Nasser e in qualche ora trasportano sino a una cinquantina di chilometri prima di Wadi Halfa. Dal piccolo paesino dopo il confine, alla capitale Khartoum, iniziano i 500 km attraverso il magnifico deserto nubiano. La strada è perfettamente asfaltata e il traffico inesistente. Il passaggio dalle piatte lande desertiche sudanesi ai verdi altipiani dell’Etiopia è sconcertante. Si esce dal caldo torrido e si passa al clima fresco, in meno di un giorno di strada. Superata la capitale etiope Addis Abeba, raggiungiamo il Sud del Paese, dove ci siamo inoltrati nell’Omo river, abitato da pittoresche tribù, tra le quali i Mursi, famosi per il caratteristico anello labiale.
Un tratto di strada a Nord del Kenya, passando da Moyale, ci ha portati in territorio ugandese, dove siamo saliti nelle foreste per vedere i gorilla di montagna. In Uganda e Ruanda, vivono gli ultimi esemplari al Mondo ancora in cattività.
Oltre il Ruanda, abbiamo attraversato il Burundi e la Tanzania per arrivare in Malawi. Ospiti a Monkey Bay di una missione, abbiamo potuto vivere per qualche giorno un’esperienza davvero toccante, incontrando persone che votano la loro esistenza in aiuto delle popolazioni locali. Il Malawi è uno degli stati più poveri dell’Africa.

Entrati in Zambia abbiamo raggiunto Livingston e visitato le incredibili cascate Vittoria. Qui, come programmato, mi sono diviso dai miei compagni di viaggio Maurizio e Luigi. Loro hanno proseguito verso sud, mentre io ho preso la via per Zimbabwe e Mozambico. Arrivederci in Italia!
Entrato in Zimbabwe, dove non esiste nemmeno una moneta ufficiale, ho avuto non pochi problemi per i rifornimenti di benzina: quasi introvabile, se non al mercato nero. Inoltre un problema alla pompetta della benzina mi ha bloccato per qualche giorno, in attesa del pezzo inviato dall’Italia con DHL. Nel bauletto pieno di ricambi, questo non l’avevo. Partire con i ricambi giusti, senza portarsi appresso un’intera moto di riserva smontata, è sempre un terno all’otto!
Qualche giorno di relax sull’Oceano Indiano e ho proseguito per Swaziland e Lesotho. Quest’ultimo è un paradiso dell’off road. Le strade asfaltate sono poche e si guida sempre tra 1000 e 3000 mt di quota, in paesaggi lunari.
L’attraversamento del Sudafrica sino a Cape Town ha rappresentato la fine della prima parte del viaggio. Nella moderna città, più a sud dell’Africa, ho approfittato per fare manutenzione alla moto e montare gomme nuove, in previsione delle probabili pessime condizioni delle strade lungo la risalita del continente a Ovest.

Nei turistici Botswana e Namibia sono andato alla ricerca delle tribù locali (Boscimani e Himba) e visitato qualche parco naturale. Con l’ingresso in Angola è iniziata la parte più impegnativa del viaggio. Tra Congo e Gabon le strade erano un fiume di acqua e fango per via della stagione delle piogge. In Camerun ho preso acquazzoni quasi ogni giorno. Per raggiungere la Nigeria mi sono imbarcato su una bagnarola arrugginita: 12 ore di viaggio. Le frontiere terrestri tra i due stati presentavano elevati problemi di sicurezza. Strade e traffico in Nigeria erano tra le peggiori che abbia mai incontrato (fanno loro concorrenza solo India e Pakistan).
Una sosta di qualche giorno in Benin per riposarmi è stata propizia per ottenere i visti di Ghana, Costa d’Avorio, Sierra Leone, Liberia e Guinea, che ho attraversato in un paio di settimane.
Raggiungere Dakar in Senegal arrivando da Sud è stato emozionante. In passato l’avevo raggiunta da Nord e ora mi apprestavo a ripercorrere quella strada a ritroso, attraverso i deserti della Mauritania e Western Sahara. Giunto in Marocco, dove ho anche vissuto qualche tempo, mi è parso ormai di essere a casa. Un traghetto da Tangeri a Genova, mi ha riportato in Italia, da dove ero partito 7 mesi prima.
Girandomi idealmente indietro, non mi pareva quasi vero…

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IL PROTAGONISTA

Franco Ballatore

Nato a Cuneo, classe 1966, ha trascorsi agonistici nell’enduro e Moto rally e viaggia per il Mondo da oltre trent’anni. Nel 2011 lasciato il lavoro che svolgeva da 25 anni, per dedicarsi totalmente a questa passione. Ad oggi ha visitato 128 Stati nel Mondo e compiuto diverse attraversate transcontinentali in moto, tra le ultime avventure:

– 2012/2013; da New York a Buenos Aires, 30.000 km in 6 mesi di viaggio.
– 2013/2014; periplo del Sud America, 30.000 km in 6 mesi di viaggio.
– 2016; tutte le capitali europee, 35.000 km in 7 mesi di viaggio.
– 2017; dall’Italia a Bangkok (Tailandia), 18.000 km in 3 mesi di viaggio.
– 2018/2019; periplo completo dell’Africa, attraversando 36 Stati, 40.000 km in 7 mesi di viaggio.
– 2019; Israele, Palestina e Giordania, 7.000 km in 2 mesi di viaggio.

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